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L’ultima bomba di Assad sulla Siria è quella del coronavirus

Mar 29 2020

di Carlo PanellaLettera43

Il dittatore ha vinto la guerra civile dopo aver distrutto per nove anni città e ospedali. Causando milioni di profughi interni senza medicine e il collasso dell’assistenza sanitaria. Nelle macerie lasciate dal regime, il Covid-19 rischia di essere incontenibile.

Il Covid 19 è arrivato in Siria – sinora con pochissimi casi conclamati, ma non si sa con quanti contagi occulti- e tutto indica che sarà una catastrofe epocale, che nulla e nessuno la possono contrastare e che l’epidemia si spargerà come in nessun altro Stato al mondo. Il governodi Damasco ha proclamato il coprifuoco dalle 18 alle 6 del mattino e un lockdown rigoroso, ma il vero disastro è che queste misure hanno poca o nulla possibilità di contenere l’epidemia in un Paese dalle cittàdistrutte dai bombardamenti, nel quale le strutture ospedaliere sono state in larga parte distrutte da nove anni di guerra, nel quale vi sono milioni e milioni di profughi interni e nel quale in molte città e in tutti gli immensi campi profughi scarseggia addirittura l’acqua per lavarsi le mani, oltre a una radicale carenza di medici e medicinali.

LE SITUAZIONI CRITICHE A IDLIB E NEL NORD EST

Per non parlare del dramma di Idlib, ancora sottoposta all’assedio delle truppe di Assad, con più di un milione di profughi che vivono in assembramenti di fortuna. Nel Nord Est del Paese la situazione sanitaria era già drammatica prima dell’inizio dell’emergenza Covid 19. Dato che le Nazioni Unite non sono più in grado di fornire forniture mediche oltre confine, la capacità di molte organizzazioni umanitarie di soddisfare le esigenze sanitarie di coloro che si trovano in campi come Al Hol –  70 mila persone che vivono in condizioni estremamente anguste – è radicalmente compromessa.

UN OSPEDALE SU 16 PIENAMENTE FUNZIONANTE

Nel Nord Est della Siria, solo uno su 16 ospedali è pienamente funzionante, il che significa che due dei tre ospedali che sono stati identificati per mettere in quarantena e curare casi sospetti non sono adeguatamente attrezzati. Sono solo 28 i posti letto disponibili nelle unità di terapia intensiva nei tre ospedali, solo 10 ventilatori per adulti, un ventilatore pediatrico – e solo due medici addestrati su come usarli.

Una potenziale “bomba epidemiologica”

Anche i prodotti farmaceutici scarseggiano e l’approvvigionamento di attrezzature e medicine per rispondere a un focolaio di una malattia che può diffondersi rapidamente come Covid 19 è quasi impossibile.

IL TOTALE DISINTERESSE DELL’OCCIDENTE

La volontà perversa di Bashar al Assad di mettere il Paese a fuoco e fiamme per nove lunghi anni per mantenere il potere è risultata ad oggi vincente, ma a prezzo di centinaia di migliaia di morti, e solo grazie al fondamentale aiuto della Russia e di decine di migliaia di combattenti libanesi e iraniani agli ordini dei Pasdaran del generale Soleimani. Ora, quella vittoria politico-militare al prezzo disumano con la quale è stata conseguita, fa della Siria una potenziale  “bomba epidemiologica”. Sempre nel totale disinteresse dell’Occidente.

admin

One Comment

  1. C’è solo da vergognarsi a paralre della Siria in questi termini: Continuerò a seguirvi perchè è bene conoscere fino in fondo dove i criminali di guerra e quelli della disinformazione possono arrivare. Complimenti!!

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