Ambiente e Clima, Società Civile

#EarthDay2020

Apr 25 2020

di Marlene Simonini – OTHERNEWS

Sarà spesso stato evidente a Madre Terra che noi umani siamo il figlio che “è intelligente ma non si applica”.

E sì che lei ci ha provato più volte a farcelo capire, che questo suolo va trattato con amore e rispetto, ma probabilmente siamo la specie più dura di comprendonio del pianeta.

Madre Terra ce lo ha spiegato prima con le brutte: le morti premature per inquinamento ambientale sono ormai accertate.

L’Ansa stima che l’inquinamento atmosferico abbia ridotto mediamente di 3 anni l’aspettativa di vita di un individuo e stia causando 8,8 milioni di morti premature nel mondo ogni anno. L’inquinamento atmosferico è diventato più letale, statisticamente parlando, del fumo o di malattie come AIDS e malaria.

E se in qualsiasi insegnamento si può usare sia il bastone che la carota, in questa pausa forzata da Covid-19 Madre Terra ci sta ora provando con le buone, sta cercando di educarci utilizzando la bellezza: le acque tornano ad essere più pulite, giorno dopo giorno, perfino a Venezia; l’atmosfera è più limpida, come registrato dal satellite europeo Sentinel 5p, ed in Europa viene emesso soltanto il 42% delle emissioni di CO2 disperse normalmente nell’atmosfera.

Ma anche gli animali si riscattano dai margini in cui erano stati relegati e tentano coraggiosamente di riscoprire zone a loro nuove. Ed ecco mamma anatra con i suoi anatroccoli che entra in una farmacia a Firenze, quartiere San Donato, o un altro gruppo di anatre a Parigi, avvistate nella Ville Lumiere, ma anche un gregge di capre che pascolano per le stradine di Llandudno, una cittadina del Galles del Nord. Lungo sarebbe l’elenco e poco lo spazio che si ha qui a disposizione, eppure nascosto dalle pareti della sua abitazione, l’uomo ora sorride a notizie del genere e si abbandona con meraviglia all’evidenza dei fatti: questa terra non smette di stupirci, questa terra nostra, che ci accoglie e ci bacchetta, mamma premurosa e severa allo stesso tempo, più anziana di noi e da preservare e curare perché, prendendo in prestito le parole di Francois Gemenne (ricercatore dell’università di Liegi, Belgio, e membro del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico): “non esiste un vaccino contro i cambiamenti climatici”.

Per ricordarci tutto ciò, pochi giorni fa, il 22 aprile, abbiamo celebrato l’Earth Day.

#GiornataDellaTerra #OnePeopleOnePlanet #Abbracciamola e molti altri sono stati gli hashtag che hanno inondato i nostri social. L’evento digitale è divenuto in poche ore virale: si è iniziato con una maratona multimediale e canali dedicati, contenuti interattivi e live streaming, continuando con tanti ospiti ed iniziative lanciate da più parti e da più organizzazioni. Anche Papa Francesco ha partecipato, con un’udienza speciale a 5 anni dalla sua enciclica sul rispetto dell’ambiente “Laudati si’”.

La Terra, casa nostra, appartiene ad ognuno di noi e su questo principio è nata la giornata mondiale a lei dedicata: tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dall’area in cui si vive e dalle condizioni economiche, hanno il diritto etico di vivere in un ambiente sano e sostenibile.

Di nuovo: tutti hanno il diritto etico di vivere in un ambiente sano e sostenibile. Lo ripeteremmo ancora se non fosse per ovvi motivi di spazio e calo progressivo dell’attenzione.

Cosa aggiungere, in questo momento di ripresa progressiva – attesa, sperata e pianificata – dai vertici di tutto il mondo?

Che si scongiura ora l’ “effetto boomerang”.

Come uno studente che ha preso un buon voto e all’esame successivo si rilassa un po’, così sono già numerose le proposte sul “chiudere un occhio” riguardo alle restrizioni adottate negli ultimi tempi a scopo ambientale: molte aziende chiedono di abolire la “plastic tax” e il portavoce di Airlines4Europe, associazione che rappresenta sedici compagnie aeree europee, ha già chiesto di sospendere l’introduzione di un’ecotassa sui biglietti aerei. Tanto più che la COP26, la ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, in cui il mondo avrebbe dovuto presentare la propria pagella sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, è stata rinviata al 2021.

Siamo ancora in tempo per prendere il massimo dei voti. Abbiamo ancora tempo per studiare e elaborare nuove misure in grado di salvare questo nostro pianeta, Sarà pur vero che non ci applichiamo, però almeno siamo intelligenti.

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *