Ambiente e Clima

Sofia, 13 anni, si immedesima nel nostro pianeta e scrive la lettera della Terra all’Umanità

Mag 17 2020

di RedazioneOTHERNEWSDazebaonews

La lettera di Sofia Acanfora, 13 anni, è una delle due vincitrici di un concorso tra due scuole medie di Roma: scrivere una lettera da parte del pianeta Terra all’Umanità in un periodo storico difficile come questo. Stupiscono lucidità e consapevolezza di una giovanissima come lei, portavoce di una generazione che vuole essere ascoltata, una generazione completamente esclusa dal dibattito sui temi globali, a volte anche derisa perché indignata e frustrata per vedersi sottrarre il futuro dall’inerzia della politica internazionale.

Cara Umanità,

Diamoci un taglio. Direi che siamo arrivati ad un limite, oltre questo punto, c’è la discesa verso la fine. Per tutti.

Cara Umanità, è la prima volta che ti scrivo una lettera. Ho finalmente capito che con te servono le parole, non bastano tutti i modi in cui ti ho parlato, no Umanità, tu sei troppo ottusa, non mi hai mai capito. Nonostante ciò, mi conosci molto bene. Sono quella che ignori, che maltratti, quella che usi, eppure è grazie a me che puoi vivere, e ne sono ben felice ma…

Cara Umanità, ti rendi conto che io riesco a respirare solo se tu sei bloccata in casa?  Sì, hai capito bene. Mi dispiace davvero per quel Virus. Non ho sempre sotto controllo tutti i processi della Natura, non mi sono nemmeno accorta che questo Covid 19 mi era scappato di mano. So bene quanti danni, quante morti sta procurando ma stavo troppo male all’inizio dell’emergenza, e non ho potuto gestirlo.

A questo punto penso che avrai capito chi sono, ma dato che oramai dubito della tua intelligenza, te lo scrivo esplicitamente: sono la Terra, o se preferisci il Pianeta Terra.

Ti scrivo perché sto male. Sto male davvero, così non reggerò a lungo e quindi nemmeno tu Cara Umanità, nonostante tu ritenga il contrario. Senza di me tu non esisteresti e non resisteresti neppure ora.  Ti do l’aria che respiri, tutto ciò di cui è fatta la tua esistenza è merito delle mie materie prime, pensaci prima creare l’ennesima fabbrica. Con tutto quel fumo non respiro, non posso sopravvivere, e vedo che anche se lo neghi, anche tu stai contando morti per colpa dei tuoi stessi gas, per non parlare delle radiazioni.

Detto ciò, ormai mi è chiaro che tu, Cara Umanità, ragioni per principi pratici, spesso non credi a ciò che non vedi in quell’esatto momento con i tuoi occhi. Beh, eccoti accontentata: umani, affacciatevi alle finestre delle vostre case. Cosa sentite? Qualche rumore, concorderete con me, quasi nulla rispetto a prima. Cosa vedete? Pochi umani in giro, gli animali che si riprendono i loro spazi nelle città; non più spaventati da tutto quel solito fracasso, che ora non c’è. Per me è stupendo. Io da quando siete in casa sto molto meglio. Sto respirando meglio, le mie altre creature stanno bene, ci stiamo allontanando lentamente dalla fine di cui ti dicevo prima. 

So che, cara Umanità, non fai la “transizione ecologica” perché non ti conviene. So che ti sei inventata un sistema, quello dei soldi, che per te contano tanto. Sì, sono utili, ma io non ti capisco. Davvero, Umanità, vuoi barattare la sopravvivenza del pianeta, della natura, e di tutta la tua stessa specie, solo per avere più mucchi di carta verde? 

Adesso stammi bene a sentire, perché non te lo ripeto più. Non ti chiedo di distruggere tutto ciò che tu hai creato. Ti chiedo solo di non annientare me e le mie creature e persino te stessa. Per fare questo serve che la finisci con quella CO2. Basta, ci sono altri metodi. Tu, cara Umanità, le chiami energie rinnovabili, io le definisco naturali e non dannose. Avete l’energia del sole, quella del vento, dell’acqua, del calore della terra e molte altre per continuare a produrre oggetti che vi faranno stare bene senza intossicarmi con tutto quello smog. 

Io, cara Umanità, voglio che tu stia bene, ma devo proteggere me e anche gli altri esservi viventi. Per me non ci siete solo voi umani, anche se voi vi credete i re del mondo. Devo tutelare anche le mie altre creature, che stanno morendo e scomparendo per colpa vostra. Lo sapete bene che spesso si innescano meccanismi naturali per la sopravvivenza delle specie. Se c’è un problema – e stavolta il problema siete voi – la natura o viene danneggiata in modo irreparabile o reagisce, arginando, eliminando o rendendo innocuo il problema. Come ti ho già detto, se sto male non riesco a controllare questi meccanismi. 

Ti scrivo proprio ora, cara Umanità, perché sto respirando dopo così tanto tempo e magari dalle vostre case riuscirete a capire la gravità del problema. Io confido nelle vostre emozioni, più che nel vostro cervello. Un’ultima cosa, poi ti lascio. Cara Umanità, ascolta gli scienziati. A volte sono un po’ confusi, si contraddicono, ma sono tra i pochi che ci hanno capito qualcosa. 

Spero che almeno stavolta mi ascolterai, non penso che potrò scriverti di nuovo. Il futuro del mondo è nelle tue mani.

Buona fortuna.

Il Pianeta Terra (Sofia)

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