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The Sunday Breakfast – 34 – panoramica sui fatti globali della settimana

Giu 7 2020

a cura di Cecilia Capanna

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1–7 giugno 2020 – di Cecilia Capanna

Un aforisma di Herman Hesse, che per la verità sembrerebbe essere un proverbio cinese, recita: “Anche un orologio fermo segna l’ora giusta. Due volte al giorno.” Se consideriamo Donald Trump come l’orologio fermo in questione, possiamo provare ad individuare due momenti in cui abbia fatto casualmente una cosa sensata.

1 – FACEBOOK E TWITTER SOTTO MINACCIA

Si è consumata una schermaglia tra il Presidente degli USA e i due social media da lui più utilizzati, da cui è scaturita la minaccia di togliere loro l’immunità, cosa che per la verità sarebbe apprezzabile: costringerebbe le aziende a prendersi le proprie responsabilità per i contenuti che circolano sulle loro piattaforme e a introdurre finalmente regole chiare ed efficaci che ripuliscano il web da odio e disinformazione, senza però minare la libertà di espressione. Un tema che da tempo è oggetto di discussioni e che ultimamente ha generato un ping pong di responsabilità tra il fondatore di Facebook e il Parlamento Europeo, il quale secondo Zuckerberg si deve occupare di legiferare e regolamentare quel che succede sulle sue piattaforme.

Mark si smarca

Bravissimo nel liberarsi dall’attaccante, Zuckerberg si sfila anche dal battibecco con Trump e non agisce contro i post del presidente. La discussione non ha seguito e si scatenano proteste e malcontento tra i suoi ex-dipendenti che lo criticano duramente, mentre Snapchat invece decide di non promuovere più i post del capo della casa bianca sulla sua piattaforma Discover, per non “amplificare le voci che incitano alla violenza razziale e all’ingiustizia”.

Insomma, la luna di miele tra Trump e i social media è finita, qui l’approfondimento di Guglielmo Rezza con tutti i dettagli 👇

2 – OMS, CI SIAMO SBAGLIATI

L’altra casuale mossa indovinata da Trump potrebbe essere l’aver messo in discussione l’OMS per la cattiva gestione della pandemia sin dall’inizio.

Di fatto un’inchiesta del Guardian dimostrerebbe che l’OMS e diversi governi si siano serviti di dati elaborati dalla Surgisphere, una piccola azienda americana dalla discutibile attendibilità scientifica, per gestire la pandemia.

Va anche considerato però, a sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che gli apporti economici da parte dei governi mondiali sono stati solo pari al 20% dei fondi richiesti, con una ovvia conseguente penalizzazione delle capacità di azione.

FUORI DALL’OMS

Diversa questione è la decisione di Trump di uscire dall’OMS, una mossa grave quanto l’abbandono del trattato di Parigi sul clima. La cooperazione internazionale e il multilateralismo continuano a ricevere duri colpi dal presidente degli USA che si isola da tutti e decide di giocare da solo alla non soluzione dei problemi globali.

TRUMPAGANDA

In un marasma di mosse discutibili, dunque, si sospetta fortemente che Trump ne abbia azzeccate casualmente due giuste, mentre in realtà era impegnato a vendicarsi e a sbrigliarsi da situazioni scomode ai fini della propaganda elettorale per la sua rielezione il prossimo novembre. Questo, di fatto, dimostrerebbe la veridicità del proverbio cinese.

A proposito di Cina, Trump continua l’attacco ai danni del paese rivale impedendo alle compagnie aeree cinesi di operare in USA e invitando anche Russia, Corea del Sud, Australia e India al G7, rinviato, per creare un fronte contro Pechino.

Cina impegnata con le proteste ad Hong Kong in cui ha messo bocca anche il premier britannico Boris Johnson, come aveva fatto Trump prima della pandemia, promettendo accoglienza ai cittadini dell’isola se verrà approvata la legge sulla sicurezza nazionale. Insomma, interferenze gravi per Xi Jinping, che non fanno che peggiorare una spaccatura che per alcuni è la premonizione di una seconda guerra fredda.

PRE-OCCUPATI

Un punto a favore della “trumpaganda” arriva dai dati sulla disoccupazione USA che la vedono scendere a maggio al 13,3%, dal 14,7% di aprile, cosa che ha fatto esultare Trump con l’ennesima uscita fuori luogo, in cui ha dedicato “il più grande recupero di posti di lavoro nella storia americana” all’uguaglianza tra americani e a George Floyd.

Peccato che il tasso di disoccupazione dei cittadini afroamericani sia ai massimi storici e che BLS e il Census Bureau stiano investigando su quello che in una nota del report dell’Ufficio delle Statistiche del Lavoro è considerato un “misclassification error”, dunque un calcolo probabilmente sbagliato, una diminuzione inesistente. Anche perché le richieste di sussidi per disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono state 1,88 milioni, in linea con quelle delle settimane precedenti.

“Misclassification” o “mistification” error? Di fatto, se ci si pensa, il dato del calo della disoccupazione cade nel momento perfetto per calmare le acque agitate dalla paura, dalla preoccupazione e dalla frustrazione di un numero crescente di cittadini poveri per via della pandemia, il momento perfetto per disinnescare la bomba sociale che potrebbe esplodere da un momento all’altro, anzi, che in verità sembrerebbe già esplosa, incarnata nella parte violenta delle proteste antirazziste che infiammano il paese.

Un approfondimento sulla fame crescente in tempi di pandemia di Fernando Ayala 👇

SE NON TRASFORMI TRASMETTI

La violenza fa più rumore. Vandalizzazioni, furti e incendi impazzano in molte città americane, rovinando e silenziando le proteste pacifiche di milioni di cittadini che vogliono sradicare il razzismo sistemico dalla società USA.

E violenza chiama violenza, molti agenti di polizia con il numero identificativo coperto sparano lacrimogeni e proiettili di gomma sulla folla, volano spintoni e manganellate, fioccano gli arresti di manifestanti che sfidano il coprifuoco imposto in molte città.

Si crea una catena infinita di furia senza soluzione di continuità. La si può spezzare solo trasformandola, non trasmettendola.

Ci sono riusciti i poliziotti che si sono inginocchiati accettando l’invito dei manifestanti di unirsi a loro.

Lo ha fatto il quarterback Drew Brees inginocchiandosi come Kaepernick, rimarcando lo slogan “white silence is violence”.

Lo hanno fatto il Governatore Cuomo e il sindaco di New York De Blasio, rimandando al mittente l’offerta di Trump che, agitando la Bibbia in aria, insisteva nel far intervenire la Guardia Nazionale per sopprimere le proteste.

In particolare Cuomo ha evidenziato che per la maggior parte le proteste sono pacifiche e che bisogna distinguere tra manifestanti e saccheggiatori.

RIVOLUZIONE GREEN

Bisognerebbe cominciare finalmente a trasformare anche in campo ambientale e climatico.

Questa settimana si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente, mentre in Russia Putin ha dichiarato lo stato di emergenza per lo sversamento accidentale di 20 mila tonnellate di combustibile nel fiume Ambarnaya in Siberia.

Il problema del clima e dell’ambiente è urgente e nella corsa ai ripari dalla crisi causata dalla pandemia, si cominciano a considerare soluzioni green, come ha fatto la Germania con una maxi manovra da 130 miliardi per incentivarle.

Ma oltre agli stanziamenti green, bisognerebbe focalizzarsi sulle economie trasformative, alternative a neoliberismo e finanza sregolata, e sulla ricerca di tecnologie alternative che aiutino a ripulire il pianeta.

Partendo dalla particolare invenzione della foglia artificiale che trasforma il Co2 dell’atmosfera in carburante, Marlene Simonini esplora il mondo dei progetti per la creazione alternativa di energia e per il suo stoccaggio👇

Se fossimo tutti sempre capaci di trasformare ciò che è negativo in energia buona, persino Trump non sarebbe un orologio rotto.

Con questo augurio ci fermiamo qui, grazie per l’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana!

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