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The Sunday Breakfast – 36 – panoramica sui fatti globali della settimana

Giu 19 2020

a cura di Cecilia Capanna

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15-21 giugno 2020 – di Gianfranco Maselli

Mesi fa c’eravamo augurati che il treno della pandemia ci portasse lontano, oltre la xenofobia, oltre l’autoritarismo, oltre il razzismo. La speranza che, all’arrivo, potessero attenderci la cooperazione sociale e i cari diritti umani ringiovaniti sembra quasi essere stata spazzata via dalle vicende delle ultime settimane.

BACKWARD

Sembra quasi d’aver viaggiato al contrario, d’esser tornati indietro per risvegliare quel primitivismo che sonnecchia dentro di noi, sempre pronto a scatenarsi violentemente nei dibattiti sociali più aggressivi e, ovviamente, nelle piazze e nelle strade. In questi giorni, accucciati nell’ombra delle nostre caverne, ne abbiamo vista di violenza, così tanta da non sorprenderci più e amareggiarcene.

Non un guizzo di quello scandalo che un tempo soleva brillare nei nostri occhi li ha percorsi di fronte all’omicidio di Rayshard Brooks, l’ennesimo afroamericano ucciso dalle forze dell’ordine, questa volta nella città di Atlanta. Piuttosto che accertarsi dello stato di salute del giovane appisolato nella propria auto la polizia ha preferito, selvaggiamente, arrestarlo e, successivamente, freddarlo quando Brooks ha tentato la fuga, la sera del 12 Giugno scorso.

155 anni fa terminava la schiavitù negli Stati Uniti d’America. Venerdì scorso, a festeggiare la giornata del Juneteenth che dovrebbe commemorare questa vittoria c’era un’intera nazione che sta ancora lottando con il razzismo sistemico. In risposta ad una battaglia sacrosanta sembra esserci soltanto la violenza primitiva delle forze dell’ordine.

INVOLUZIONE

Uscire all’aria aperta per fare i conti col presente, invece di abbracciare selvaggiamente la barbarie, sembra un passo lungo quanto uno step evolutivo, per gli Stati Uniti come per L’Europa.

La difficoltà aumenta senza un uso corretto degli strumenti adatti ad orientarsi.
L’involuzione umana sembra essere direttamente proporzionale
all’evoluzione tecnologica, una divinità di cui l’uomo si fida
ciecamente senza ricordarsi di tener acceso il cervello, soprattutto quando
consulta le mappe geografiche. È accaduto all’esercito polacco che ha invaso per sbaglio la Repubblica Ceca nel corso di un’esercitazione che non era stata concordata con le autorità sovraniste di Varsavia.

Anche in Francia sembra essersi persa la bussola per naufragare nella più totale disumanità. Il video che ci giunge da Parigi cattura un’immagine terrificante nella sua primordiale brutalità. La fine della pandemia ha segnato l’inizio di un’età del ferro fatta di risentimento sociale e antagonismo. La solidarietà e gli applausi per chi ha contenuto l’emergenza hanno lasciato il posto alle pietre e alla repressione più selvaggia.

Farida, infermiera cinquantenne, impiegata nell’Ospedale di Villejuif nella Val de Marne da 15 anni, è stata scaraventata a terra e trascinata per i capelli e ammanettata con estrema brutalità. È accaduto durante le manifestazioni a Parigi che hanno visto scendere in piazza migliaia di infermieri, operatori sanitari e impiegati parigini, tutti uniti dall’urgenza comune di vedersi riconosciuto uno stipendio giusto e di vedere valorizzate ore ed ore di quel lavoro estenuante, prima osannato, poi ripagato con il manganello

Quelli stessi che applaudivano ora nascondono le mani o, peggio ancora, ne fanno l’uso più animalesco e antico che il nostro corpo può offrire: reprimere, ferire, uccidere. 👉IL VIDEO QUI👈

LA NOTTE PIÙ BUIA È QUELLA DELL’ANIMA

La luce della ragione e del progresso, che abbiamo acceso pazientemente nella nostra caverna, rischia in questi giorni di spegnersi se l’anima tramonta. Nella notte più buia, senza la guida dei valori, è sempre più difficile alimentare un fuoco per guardarci meglio attorno e donare la nostra sensibilità a tutto ciò che accade nella selvaggia e confusa giungla globale, soprattutto a ciò di cui non si parla in modo preponderante.

A Tarhuna, la città libica strappata la scorsa settimana al controllo del generale Khalifa Haftar dalle forze del governo di Tripoli, sono state rinvenute 8 fosse comuni con 200 cadaveri umani. La notizia è passata inosservata su molti media ma il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto che si faccia un’indagine meticolosa e trasparente sull’accaduto, per identificare le vittime, stabilirne le cause della morte e consegnare i corpi ai familiari.

OLTRE IL VELO, SEMPRE

La giustizia sull’intera vicenda e l’auspicata fine del conflitto libico porterebbero ad un’alba salvifica incapace, tuttavia, di ridarci indietro l’umanità che abbiamo perso durante la notte che avvolge ormai il mondo intero, in Libia come in India.

Qui, al confine con la Cina, si è consumato uno scontro violento fra le truppe cinesi e quelle indiane lo scorso lunedì 15 Giugno. Secondo i funzionari del governo, nel nord dell’India sono morti ben 20 soldati indiani in seguito allo scontro. Oltre il velo di quello che sembra uno scontro insensato si celano, in realtà, rivendicazioni e rivalità che necessitano d’esser approfondite. Guglielmo Rezza ha analizzato le cause e i processi per cui si è arrivati a questo. 👇

NEL VORTICE

Lo stato in cui versano le popolazioni Amazzoniche in Brasile, completamente abbandonate nel vortice della pandemia, si fa ogni giorno più preoccupante, soprattutto considerando l’attuale situazione sanitaria dello stato di Amazonas e della città di Manaus, il suo focolaio principale.

Ha documentato per noi l’urgentissima situazione la fotografa e giornalista brasiliana Rosa Gauditano 👇

È di pochi giorni fa la notizia della morte per Covid del capo indigeno Paulinho Paiakan. Aveva 67 anni e per tutta la vita si era battuto contro cercatori d’oro illegali, taglialegna, polizia e governo.

Campagna in solidarietà con i popoli indigeni amazzonici colpiti dal COVID19, lanciata da A Sud Onlus In Difesa Di Centro Documentazione Conflitti Ambientali Italia

Il razzismo istituzionalizzato nei confronti degli indigeni e la continua negligenza da parte dello stato stanno infliggendo il colpo di grazia ad un emergenza già disperata, mettendo a nudo la debolezza di Jair Bolsonaro, denunciato per questo anche dal Venezuela.

Anche Sebastian Pinera pecca di negligenza in Cile. I contagi nel paese sono esplosi a causa della mancata imposizione della quarantena da parte del governo che ha preferito privilegiare l’economia, sfiancando il popolo intero. Mentre il picco sembra debba ancora arrivare, la fame e la disperazione crescono e il Presidente Pinera sembra preoccupato esclusivamente di salvare la propria immagine di fronte alla storia. Ce lo racconta, direttamente da Santiago, Fernando Ayala 👇

AMNESIA

Se volgiamo un pensiero a Patrick Zaky, a Julian Assange e a Sarah Hijazi l’umanità sembra essere solo un sogno di cui ci restano ricordi sfocati al risveglio dalla pandemia. Mentre torniamo a riempire le strade e a riabbracciare i nostri cari, questo mondo costringe tanti altri a rinunciare ai propri affetti. In Egitto la custodia cautelare in carcere Patrick Zaky è stata prolungata di altre due settimane mentre Sarah Hijazi, invece, ha portato il suo amore immenso via con sé, tradita da un mondo sempre più primitivo e da un paese, l’Egitto, che sembra essersi dimenticato dell’umanità e della sacralità dei diritti umani. Ce ne parla Marlene Simonini 👇

Ci fermiamo qui, grazie per l’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana!

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