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The Sunday Breakfast – 41 – panoramica sui fatti globali della settimana

Lug 25 2020

a cura di Cecilia Capanna

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20-26 luglio 2020 – di Cecilia Capanna

Interferenze

Nel 2020, nel nostro mondo globalizzato da trent’anni, dove i confini sono stati in teoria cancellati dalla chimera dei mercati liberi, della finanza incontrollata e da internet, in realtà sappiamo bene che le cose girano al contrario e di mondo intero, unito, non si può proprio parlare. Lo dimostra, prima della lista, l’assoluta inconcludenza nell’affrontare il problema che riguarda tutti, proprio tutti, del riscaldamento globale.

I social media creano enclave di persone che la pensano allo stesso modo senza contraddittorio, senza discussione, minando la democrazia. Finanza e mercati generano poveri su poveri e pochissimi ultra ricchi; nascono di conseguenza populismi, sovranismi, xenofobia e razzismo, protezionismi e battaglie a colpi di sanzioni: è l’agonia della cooperazione internazionale e del multilateralismo.

L’Europa tiene a fatica, lo ha dimostrato la lunghissima gestazione del Recovery Fund. Divisioni interne e chiusure verso l’esterno sono la minaccia costante dietro l’angolo.

Nazionalismi e ultranazionalismi pullulano in tutto il mondo, eppure l’autodeterminazione dei popoli, il valore che a suo tempo aveva costituito le nazioni, mentre da una parte viene cavalcata dai leader politici populisti e di estrema destra dentro i propri confini con i vari slogan “Prima noi”, dall’altra si annulla quando si tratta delle interferenze dei governi all’esterno, negli affari di altri paesi, solo per il proprio tornaconto. E di interferenze nei fatti altrui, in questo mondo diviso in cui ognuno pensa a propri interessi, parleremo quest’oggi.

I fari del treno nel tunnel siriano

Le interferenze negli affari siriani, per esempio, da parte della Russia e dell’Iran a sostegno di Assad, della Turchia a sostegno di se stessa, hanno influito sulle sorti del paese, terreno di scontri indiretti nello scacchiere internazionale. Dopo 9 anni di morti, bombardamenti e sfollati, ad oggi il conflitto sembra sulla via di una soluzione che potrebbe riportare il paese ad una situazione molto simile a quella prima della guerra. Invece della luce in fondo al tunnel in realtà potrebbe trattarsi del fanale del treno in arrivo. I risultati elettorali di questa settimana, che danno al regime una falsa investitura popolare, sembrano confermarlo. Ce lo spiega nei dettagli Guglielmo Rezza 👇

I soliti noti in Libia

Interferenze anche in Libia, la cui spartizione è in atto per mezzo degli interventi dei soliti noti, in questa altra trasferta della partita Russia-Turchia. Sembra riproporsi una situazione molto simile a quella siriana, se non che sullo scacchiere si aggiunge l’Egitto. La città di Sirte è la pedina da conquistare e il momento è cruciale. Finirà in trattative risolutive o in escalation militare? Guglielmo Rezza ci spiega nei dettagli anche questa storia. 👇

Indignati bulgari

Da due settimane strade e piazze in Bulgaria sono infiammate da proteste anti-corruzione con cui moltissimi giovani chiedono la caduta del governo, del procuratore capo e invocano elezioni parlamentari anticipate. Giovedi scorso il Primo ministro Boyko Borissov ha annunciato i cambiamenti all’interno del suo governo, dopo l’incontro con il consiglio della coalizione riunitosi per trovare una soluzione.

Cittadini e partiti diversi vogliono tutti l’uscita di scena di Borissov, che invece tenta di disorientare i manifestanti puntando il dito sul partito dell’etnia turca, e fa il gioco delle tre carte facendo dimettere tre ministri e proponendo il rimpasto con i tre partiti minori nazionalisti già parte della coalizione.

I nostri partner di The Baricade hanno approfondito le ragioni delle proteste che sembrano avere radici lontane nel tempo, oggi intrecciate con le interferenze dell’ambasciata USA e di diverse fazioni europee che le supportano. 👇

Giano bifronte

Mentre l’ambasciata USA interferisce e sostiene dunque le mobilitazioni bulgare, Trump dimostra ancora una volta la sua bizzarra “coerenza” e usa il pugno di ferro con le proteste a casa sua in vista delle imminenti elezioni.

Da quando centinaia di migliaia di americani sono scesi in strada in seguito all’uccisione di George Floyd, Trump vorrebbe dispiegare forze e agenti federali in tutte le città in cui sorgono mobilitazioni. Ha cominciato mercoledì in Oregon scatenando grossi disordini. L’ex segretario alla sicurezza nazionale Tom Ridge ha ricordato a Trump che il Dipartimento per la sicurezza interna “è stato istituito per proteggere l’America dalla ancora presente minaccia del terrorismo globale. Non è stato istituito per essere la milizia personale del Presidente”.

Donald Giano bifronte quindi, mentre soffoca i suoi detrattori, sobilla le masse altrui, come ha fatto anche ad Hong Kong contro la Cina.

Hong Kong – Ping Pong di interferenze

Ha sostenuto le manifestazioni di Hong Kong sin dall’inizio anche il Regno Unito, che ora ha addirittura annunciato di voler sospendere il trattato per l’estradizione con la Cina. In risposta il rimbrotto dell’Ambasciatore cinese a Londra che minaccia gravi conseguenze per la Gran Bretagna se non smette di interferire.

Affermazione africana

Se si parla di interferenze non si può non parlare dell’Africa che quest’anno celebra il 60° anniversario dalla decolonizzazione, con il risultato che di fatto non è ancora indipendente in quanto “i paesi francofoni sono neo-colonizzati dalla Francia e quelli anglofoni dalla Gran Bretagna, mentre gli investimenti cinesi sono benaccetti e di aiuto concreto”.

Queste le affermazioni del Professore Yash Tandon, che ha vissuto gran parte della sua vita in Africa ed è molto stimato dal politologo americano Noam Chomsky. Dalla sua analisi emerge anche, tuttavia, che la pandemia e le mobilitazioni Black Lives Matter potrebbero rappresentare uno spiraglio di cambiamento per il continente; potrebbero infatti rafforzare la sovranità africana. 👇

Il brevetto del vaccino

Yash Tandon nella sua intervista si scaglia contro i brevetti delle case farmaceutiche che, secondo lui, sono strumenti subdoli per accaparrarsi i profitti di conoscenze che devono essere condivise.

Cade a pennello la notizia di questa settimana dei risultati positivi del vaccino per il Covid-19, messo a punto e sperimentato dall’ università di Oxford insieme all’azienda italiana Irbm di Pomezia.

Ce ne parla la nostra Marlene Simonini 👇

ChAdOx1, questo è il suo nome, al di là delle argomentazioni pro o no-vax, sembra voler ricordare che alla fine della fiera, sovranisti, populisti, democratici, negazionisti, ambientalisti, progressisti, insomma tutti noi esseri umani quando ci ammaliamo abbiamo bisogno delle stesse identiche cure, respiriamo la stessa aria, beviamo la stessa acqua, abitiamo sullo stesso pianeta. Non varrebbe forse la pena fare cordata invece di sgambetti e gomitate?

Con questa riflessione “peace and love” ci fermiamo qui.

Grazie dell’attenzione, buona domenica e alla prossima settimana!

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