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Daphne Caruana Galizia: l’inchiesta non si ferma, per ora

Set 19 2020

di Marlene Simonini – OTHERNEWS

Malta: Owen Bonnici e Robert Abela testimoniano in tribunale per stabilire se il governo avrebbe potuto impedire l’assassinio della giornalista maltese, avvenuto tre anni fa, il 16 ottobre 2017. 

L’auto di Daphne Caruana Galizia dopo l’esplosione del 16 ottobre 2017

C’è spesso, nella vita di una persona, un oggetto o una nazione, un evento che segna uno spartiacque, che crea un prima ed un dopo. 

Nella vita di Daphne Caruana Galizia, della sua Peugeot 108 e di Malta, lo spartiacque sono stati i Panama Papers: 11,5 milioni di documenti finanziari e legali tra le fughe di notizie più massicce, pronti a rivelare un sistema di crimini, corruzione e illeciti nascosti da società offshore segrete. 

Questo era il prima. Il dopo è stato l’esplosione di una bomba posizionata nella sua auto, una Peugeot 108, saltata in aria davanti la sua residenza a Bidnija, Malta. Caruana Galizia aveva presentato una denuncia alla polizia per minacce circa due settimane prima della sua morte. L’adesso, invece, sono le indagini che ancora non sono concluse: l’allora primo ministro maltese, Joseph Muscat, annunciò l’arresto di 10 persone per l’assassino della giornalista e tre persone vennero incriminate come esecutori materiali del delitto (Vincent Muscat, George Degiorgio ed Alfred Degiorgio). Venne poi arrestato l’imprenditore Yorgen Fenech (secondo la Caruana Galizia, possessore di un fondo segreto a Panama e attore di appalti manovrati), accusato di aver ideato l’assassinio. Keith Schembri (capo di gabinetto dell’esecutivo), Konrad Mizzi (ministro del turismo) e Chris Cardona (ministro dell’economia), tutti e tre coinvolti in società offshore secondo i Panama Papers, vennero a loro volta accusati di aver favorito Fenech nei suoi affari e di aver depistato le indagini. Fenech, a cui è attribuito l’omicidio della giornalista, sostiene che Schembri ne fu l’ideatore. 

Questa settimana: venerdì 18 settembre 2020 il ministro dell’educazione Owen Bonnici è stato chiamato in tribunale ed ha sostenuto che: 

  • lui non era a conoscenza dell’amicizia tra Keith Schembri e Yorgen Fenech; 
  • l’ormai ex primo ministro maltese Muscat aveva tutte le intenzioni di risolvere il caso di assassinio di Daphne Caruana Galizia; 
  • Konrad Mizzi, a suo parere, è stato un “ingenuo” per aver aperto un fondo fiduciario all’estero; 
  • Il memoriale in onore della giornalista maltese era stato ripetutamente cancellato per evitare “guai”, 
  • conclude affermando che i post “rancorosi” di Caruana Galizia hanno purtroppo compromesso il suo buon lavoro investigativo.

Ad essere ascoltato in tribunale, questa settimana, è stato anche il primo ministro Robert Abela, il quale ha continuato ad insistere nel porre un limite alla durata dell’inchiesta per la morte della giornalista maltese. Inizialmente l’indagine doveva avere una durata di 9 mesi, poi è stata concessa una proroga “una tantum” a causa dell’interruzione dei lavori per pandemia da Covid19. Ad oggi, il limite per ultimare le indagini è dicembre 2020. Tale scadenza ha sollevato proteste non solo da parte della famiglia della giornalista, ma anche da parte del Consiglio Europeo. 

La prossima seduta avverrà il 30 settembre 2020. 

Vale la pena ricordare che la somma di denaro recuperata dalle autorità fiscali di quattro continenti grazie ai Panama Papers ammonta, ad oggi, a più di un miliardo e 200 milioni di dollari. Per questo e per l’altissimo grado di coraggio, rettitudine e dedizione professionale, grazie Daphne Caruana Galizia. 

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