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The Sunday Breakfast – 50 – panoramica sui fatti globali della settimana

Set 27 2020

a cura di Cecilia Capanna

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di Cecilia Capanna – 21-27 settembre 2020

Soluzioni

La storia dei paesi del mondo è un groviglio ingarbugliato di interessi, contese, lacune, errori, inazioni, prevaricazioni, talvolta mosse giuste e si potrebbe andare avanti per pagine.

Questa settimana ci soffermiamo su alcuni esempi di possibili soluzioni, più o meno sensate, a questioni che si trascinano nel tempo in questo o in quel punto del nostro globo.

Nigeria, il paese dei giovanissimi

Se si puntasse tutto sui giovani, sulla loro formazione, sulla loro istruzione e sul loro futuro, di sicuro la mole dei drammatici problemi del nostro tempo diminuirebbe.

Potrebbe puntare sui giovani un paese come la Nigeria, la cui età media è di soli 54 anni, un paese di giovanissimi se lo confrontiamo all’Italia la cui età media è 83. Un paese che si prevede diventerà la terza potenza demografica mondiale dopo Cina e India.

Quello che fa più rumore della Nigeria sono le notizie che ci arrivano su Boko Haram, sulla mafia nigeriana e altri orrori, ma c’è tanto altro da raccontare e il potenziale del paese è riposto proprio in questa sua forza: le nuove generazioni. Ce lo racconta approfonditamente Gianfranco Masell👇

Possibile soluzione al conflitto libico

La Nigeria è il paese africano con il più alto tasso di migrazioni. Come i nigeriani, moltissimi giovani, africani e non che fuggono dalle condizioni proibitive dei loro paesi, passano tutti per la Libia, in cui rimangono intrappolati, chiusi in centri di detenzione, schiavizzati, prima di riuscire ad attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. La Libia è stata condannata dall’ONU per le torture e la violenza usate contro i migranti, ed è un paese nel caos di una guerra decennale che ultimamente però sembra sulla via di una qualche soluzione, da quando la Turchia è intervenuta a sostegno di al-Sarraj. Stranamente però, il capo del governo di Tripoli, praticamente vittorioso dopo il ritiro del generale Haftar, ha annunciato le sue dimissioni. Cosa potrebbe esserci dietro? Ce lo racconta Naomi Di Roberto👇

L’Europa ci prova

Il problema delle migrazioni in Europa, soprattutto dopo l’incendio del campo greco di Moria che ha lasciato senza riparo ben 13.000 rifugiati, è stato discusso nei giorni scorsi dal parlamento Europeo. Al momento dell’annuncio di una possibile abolizione dell’impopolare Trattato di Dublino e di nuove misure per non sovraccaricare paesi come Grecia, Italia e Malta, si era generata un’ondata di entusiasmo, ma con l’arrivo del nuovo patto su immigrazione e asilo presentato dalla Commissione le speranze si sono trasformate in delusione e scontento. Soluzione mancata. Ce ne spiega il perché Marlene Simonini👇

Multilateralismo risolve ancora?

Nel frattempo c’è stata la 75^ Assemblea delle Nazioni Unite tenutasi per la prima volta online per il Covid. E proprio del virus si è parlato: in particolare si è affrontato lo spinoso argomento del vaccino, potenziale soluzione alla pandemia.

Il Segretario Generale Antonio Guterres ha dichiarato che populismo e nazionalismo hanno fallito nel contrastare la pandemia del COVID-19. Ha chiesto solidarietà mondiale e ha messo in guardia sul “vaccinazionalismo” che è non solo ingiusto, ma destinato all’insuccesso. “Nessuno di noi sarà al sicuro finché non lo saremo tutti.”

Quello del vaccino per tutti è un dibattito accesosi dopo che i paesi ricchi si sono assicurati 2 miliardi di dosi. Il Cipsi, coordinamento di 37 associazioni di solidarietà internazionale, ha inviato al Segretario Generale un appello per contrastare il brevetto dei vaccini, che dovrebbero essere dichiarati beni universali dell’umanità. Agorà degli Abitanti della Terra, Riccardo Petrella e Roberto Savio sono tra i firmatari👇

Arriverà mai la fine del conflitto israelo-palestinese?

Tra i punti di forza della sua propaganda elettorale per le presidenziali USA di novembre prossimo, Donald Trump conta da tempo sulla sua intercessione per la pace in Medio Oriente, per cui sembrerebbe sia anche stato incredibilmente candidato al Nobel per la Pace. Dopo che il suo piano di pace è sfumato, ultimamente ha incoraggiato la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Emirati Arabi e tra Israele e Bahrain, mentre ha annunciato che almeno altri 7 paesi hanno intenzione di avvicinarsi a Israele.

La Palestina non ha preso di buon grado l’iniziativa. Si è sentita esclusa ed accerchiata e il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto al segretario generale dell’ONU Guterres di aprire una conferenza internazionale per avviare, da inizio 2021, un “vero processo di pace”.

Contemporaneamente, ha rinunciato alla presidenza di turno della Lega Araba, perché l’organizzazione sovranazionale non ha condannato l’accordo tra Israele ed Emirati. Accordo che sembra già portare i suoi frutti buoni, come l’avvio di una tratta aerea commerciale di linea tra i due paesi, e meno buoni, come le indiscrezioni secondo cui  Netanyahu avrebbe segretamente aderito al piano di Trump di vendere armi tecnologicamente avanzate agli Emirati.

Il conflitto tra Israele e Palestina ha radici antiche e si trascina da secoli. È questa di Trump la via giusta per la sua soluzione? Roberto Savio non è ottimista 👇

Soluzioni Prêt-à-Porter

Sotto campagna elettorale, il processo di estradizione negli USA di Julian Assange certo non agevola, trattandosi di verità svelate dal giornalista a proposito di crimini di guerra coperti dal segreto di stato. Trump in questo caso trova una soluzione facile facile e fa avvicinare l’avvocato di Assange dai suoi uomini con la proposta di un deal: l’estradizione non ci sarà a patto che Julian riveli il nome di chi ha hackerato il sistema e ha permesso di far trapelare le mail democratiche nel 2016. Soluzione veloce che non è piaciuta al legale di Assange e il processo va avanti.

Scrittura fai da te

La tecnologia è nata per portare soluzioni agli esseri umani. Spesso, tuttavia, quello che sembra un avanzamento della civiltà nasconde l’insidiosa regressione di capacità manuali e intellettive dell’uomo. La robotica sta facendo passi da gigante e questo fa temere ancora di più per la salute dei neuroni e per la perdita di posti di lavoro.

Uno di questi giorni potrebbe accadere che non vi accorgiate di leggere un articolo scritto da una macchina e non da un cervello pensante. The Guardian ha fatto un esperimento e ha chiesto al sistema GPT-3, il nuovo potente generatore di linguaggi di OpenAI, di scrivere un articolo su se stesso e sui vantaggi che reca. Eccolo👇

Ci fermiamo qui, assicurandovi che un robot non scriverà mai sulle pagine di Othernews.

Grazie dell’attenzione, alla prossima settimana.

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