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Proteste in IRAQ: intervista esclusiva

Dic 21 2019

di Massimo PredieriOTHERNEWS

Arginando i blocchi della rete e dei social, grazie ad un ponte umano la redazione di Othernews è riuscita a porre alcune domande ad  un professionista informatico iracheno che vive a Bagdad, sposato con due figli, e che ha chiesto di rimanere anonimo per paura di ritorsioni.

Proteste a Baghdad

ON: Contro cosa manifesta la gente nelle piazze? Contro la crisi economica e la corruzione delle élite politiche al potere? Cosa ha di diverso questa ondata di proteste rispetto alle precedenti?

R: Le persone manifestano contro la corruzione dei partiti al potere, l’ondata di manifestazioni non ha precedenti, centinaia di migliaia di persone stanno manifestando a Baghdad e in tutte le province del sud.

ON: La vita politica irachena tende ad assestarsi spesso lungo cleavage etnici, religiosi e tribali. Saddam aveva favorito a suo tempo soprattutto tribù sunnite, mentre il post-Saddam ha visto emergere e occupare importanti posizioni di potere la componente sciita del Paese: anche l’ex-primo ministro Mahdi è del resto sciita. Oggi si può dire che la protesta è trasversale e che abbraccia tutta la popolazione a prescindere dal gruppo etnico, tribale e religioso, oppure interessa maggiormente qualcuno?

R: La maggior parte dei manifestanti comprende trasversalmente tutti i gruppi etnici; di fatto i manifestanti chiedono una separazione tra religione e politica.

ON: C’è connessione tra l’opposizione parlamentare a Mahdi, in primis Muqtada Al-Sadr e Hadi Al-Hamiri che più volte ne hanno richiesto le dimissioni e i manifestanti? Oppure i manifestanti si pongono indifferentemente in opposizione a tutta la classe politica? 

R: Muqtada Alsadr sta sfruttando l’ondata di proteste e cerca di controllare le manifestazioni, mentre in verità è partner del governo corrotto. A Baghdad ci sono milioni di suoi seguaci, e i manifestanti a Baghdad non possono nominare il suo nome nelle loro proteste. Ma questo non è il caso delle province del sud in cui i manifestanti hanno protestato contro tutti i partiti politici e bruciato le loro sedi. Dopo le dimissioni di Abdul Mahdi, i manifestanti chiedono di cambiare il sistema elettorale per consentire l’accesso al parlamento ai candidati indipendenti.

ON: I curdi hanno preso parte alle proteste o rimangono in disparte per conservare le prerogative federali loro garantite dalla Costituzione?

R: I leader curdi e sunniti si oppongono al cambiamento dei sistemi elettorali che avrebbero dovuto votare lunedì prossimo.

ON: Nel corso delle manifestazioni è stato assaltato il consolato iraniano a Karbala, città sacra sciita, e dato alle fiamme quello di Najar e oltretutto è stata assaltata la sede di una milizia sciita, con morti tra i manifestanti . Come si connettono queste proteste contro l’influenza iraniana con le proteste contro la corruzione?

R: I manifestanti si stanno rendendo conto che le milizie sostenute dal governo iraniano che proteggono i partiti islamici sono responsabili dell’uccisione di tantissimi manifestanti, motivo per cui il loro consolato è stato attaccato.

ON: A cosa miravano Al-Sadr e Al-Hamiri, pur membri della coalizione di governo, chiedendo le dimissioni di Mahdi?

R: Ali Alsistani condivide le richieste della gente contro il governo corrotto, oggi (sabato 21 dicembre, ndr.) ha chiesto di presentare un primo ministro indipendente ed elezioni anticipate dopo aver cambiato il sistema elettorale.

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