Diritti Umani, Politica Internazionale, Società Civile

Arrestato in Egitto Patrick Zaky, studente dell’Università di Bologna

Feb 8 2020

di Alessandra FabbrettiDIRE

Amnesty: “E’ attivista dei diritti, ora rischia detenzione e torture”

Patrick Zaky

E’ stato arrestato all’aeroporto del Cairo giovedì scorso Patrick George Zaky, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni. Il giovane era partito da Bologna, dove da alcuni mesi stava frequentando un master in Studi di genere presso l’Università ‘Alma Mater Studiorum’, e ora intendeva trascorrere un breve periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura. Come ha riferito all’agenzia Dire Amnesty International, una volta atterrato, è stato preso in custodia dalla polizia egiziana. La notizia è stata confermata sui social network anche dall’associazione locale Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), con cui Patrick George Zaky collaborava. Di lui i familiari hanno detto di aver perso ogni notizia da giovedì notte fino a stamani, quando è stato riaccompagnto a casa.

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Dopo l’arresto, infatti al ragazzo non sarebbe stata data la possibilità di contattare né i famigliari né un avvocato. Amnesty, in base alle informazioni ricevute da fonti sia nel capoluogo emiliano che al Cairo, riferisce che Zaky è stato arrestato per un ordine di cattura spiccato nel 2019, di cui lui però non era a conoscenza. Ignoti anche i capi d’accusa contestati. Lo studente, stando alle stesse fonti, durante l’interrogatorio potrebbe aver subito torture, tra cui l’electroshock.

L’Agenzia Dire aveva contattato in passato Patrick Zaky in merito all’ondata di arresti che negli ultimi anni si stanno registrando nel Paese, e che colpiscono attivisti per i diritti umani, oppositori politici, giornalisti e perfino gli avvocati che si occupano di seguire questo genere di casi. Nel 2018 l’attivista aveva detto: “L’Egitto non è affatto un Paese stabile, ne’ dal punto di vista socio-economico ne’ delle libertà fondamentali. La gente non trova lavoro, il costo della vita continua ad aumentare e il governo fa di tutto per limitare gli spazi del dissenso”. L’associazione con cui il giovane collabora “si batte per i nostri attivisti, ma anche per Giulio Regeni”. “Condanniamo l’arresto di un attivista per i diritti umani, che ora rischia un periodo di lunga detenzione e torture” ha dichiarato alla Dire Riccardo Noury, portavoce di Amnesty.

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