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The Sunday Breakfast – 24 – panoramica sui fatti globali della settimana

Mar 29 2020

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews  presenta ogni domenica un riassunto degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita e allo sforzo per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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23 – 29 marzo 2020 – di Cecilia Capanna

Se c’è una parola che può riassumere l’esatto momento in cui ci troviamo, questa è conversione. Tante cose stanno cambiando, stanno convertendosi in qualcosa di altro, come le condizioni dell’ambiente che dà chiari segni di recupero con il lockdown globale dovuto alla pandemia, o come Piazza San Pietro venerdì, vuota in modo surreale, dove Papa Francesco ha dato la benedizione urbi et orbi con indulgenza plenaria eccezionale, per azzerare il Covid-19 insieme ai peccati di tutti gli abitanti della terra.

C’è stata poi la conversione di Johnson e Trump, i grandi negazionisti del coronavirus, improvvisamente ravvedutisi a tal punto che il presidente USA in persona ha ordinato alla General Motors di convertire a sua volta la produzione da automobili in ventilatori polmonari per i malati gravi.

Mentre in Italia una piccola start up del bresciano ha convertito maschere da sub di Decathlon in respiratori per l’ospedale di Chiari 👉 Il genio degli italiani anche nelle emergenze

Le città del mondo si sono convertite in deserti e il “carne ed ossa” in digitale, a parte i canti accorati dai balconi di vicini di casa che da indifferenti si sono convertiti in membri di una comunità. C’è da augurarsi che arrivi presto una medicina o un vaccino per convertire la pandemia.

BUONISTI DIVENTANO BUONI

Un’altra conversione che ha impressionato è il cambio di opinione improvviso di certa politica sulle ONG viste di colpo come risorse indispensabili per aiutare la battaglia contro il Covid-19. In particolare l’Italia ha scoperto di reggersi sul volontariato a cui si convertono sempre più cittadini per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ma ce n’è bisogno anche per tutti quelli per cui non andrà tutto bene: i senzatetto, gli immigrati irregolari, i braccianti agricoli sotto caporalato, le persone che versano in stato di indigenza.

La nostra Marlene Simonini ce ne parla portando la sua esperienza in prima persona di volontaria della Croce Rossa 👉 Il tempo della gentilezza  

DATECI TREGUA

La speranza è che avvengano anche altre conversioni che sarebbero ancora più di impatto nel panorama globale. Bisognerebbe infatti annullare il debito ai paesi, soprattutto a quelli in via di sviluppo, e ai cittadini poveri. Se i governi non si sbrigano ad attuare misure economiche per sollevare le persone dalla disastrosa crisi che la pandemia sta generando, si rischia l’esplosione di una bomba sociale.

Ma soprattutto bisognerebbe fermare le guerre, imporre la tregua ai conflitti.

Mentre Siria, Russia, Cina, Iran, Cuba, Venezuela, Nicaragua e Corea del Nord chiedono all’ONU la revoca delle sanzioni per combattere la pandemia, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a sua volta chiede l’immediato cessate il fuoco globale in tutti gli angoli della terra e di convertire le ostilità in solidarietà per i rifugiati di tutte le guerre.

Ma come possiamo proteggere dal Covid-19 in modo concreto chi scappa dalle bombe e magari è intrappolato al confine tra due paesi, come a Lesbo o in Libia, o vive nelle Jungle, cioè nei campi profughi? Per cominciare bisognerebbe evacuare i campi e facilitare i procedimenti di asilo 👉 Migrazioni e rifugiati nell’era del Covid-19

Intanto vediamo cosa sta succedendo nei principali teatri di guerra con l’arrivo della pandemia.

PALESTINA E ISRAELE

Da Gaza un operatore umanitario che ha voluto restare nell’anonimato scrive una testimonianza su Liberation.fr, raccontando gli sforzi colossali di coordinamento e collaborazione tra il popolo palestinese e quello israeliano per fronteggiare la pandemia. Di nuovo persone aiutano persone, convertendo un conflitto in sostegno reciproco. 👉 Palestinesi e israeliani insieme per combattere il virus

LIBIA

Il conflitto in Libia, purtroppo, all’arrivo dei primi casi del Coronavirus é ancora acceso: la sanità al collasso, i civili in quarantena volontaria ma ancora sotto le bombe di Haftar

Si accende la speranza però, perché grazie alle pressioni e agli appelli internazionali per fermare le bombe, anche il comando generale dell’esercito libico opta per il cessate il fuoco per rispondere al Covid-19

SIRIA

Purtroppo non si sono fermati gli scontri a Idlib, la guerra in Siria è ormai al suo decimo anno.

Di fatto Assad ha vinto la guerra civile dopo aver distrutto per nove anni città e ospedali, causando milioni di profughi interni senza medicine e il collasso dell’assistenza sanitaria. Nelle macerie lasciate dal regime, il Covid-19 rischia di essere incontenibile.

L’OMS dice che le capacità della Siria di far fronte alla pandemia sono bassissime, solo il 50% degli ospedali funziona regolarmente. La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite per la Siria ha chiesto ieri un cessate il fuoco per “evitare di aggravare il disastro”

Paradossale che siano loro, i siriani, a mandare un messaggio di solidarietà e speranza all’Italia e al mondo.

YEMEN

In Yemen si combatte ancora, il paese è entrato nel sesto anno di guerra. Anche qui l’arrivo del Covid-19, con almeno la metà degli ospedali distrutti, danneggiati o comunque non operativi, porterebbe a più che una “catastrofe umanitaria”.  

EGITTO

Sparizioni e torture in Egitto sono un’altra cosa da convertire assolutamente. Mentre l’udienza del processo a Patrick Zaki, che era fissata per il 21 marzo, è slittata al 30, Human Rights Watch ha esortato gli USA, la Francia e altri paesi a fermare il loro sostegno al governo egiziano finché non prenderà misure verificabili per porre fine agli abusi e punire i responsabili.

AMERICA LATINA

È ancora solidarietà e Cuba accorre in aiuto dell’Italia mandando medici e infermieri per far fronte all’emergenza in Lombardia. Intanto in America Latina il Covid-19 rappresenta una pandemia sociale per cui la politica di alcuni paesi si può letteralmente ribaltare, dunque convertire, o facendo improvvisamente perdere consensi ad un leader come Bolsonaro, per esempio, che ha messo in pericolo il popolo brasiliano con il suo negazionismo del virus, o al contrario far guadagnare consensi come è successo in soli 10 giorni in Perù, dove le misure immediate per contrastare la pandemia e per sostenere economicamente le famiglie povere hanno convertito le vecchie proteste in un sostegno per il governo dell’87%.

Ci fermiamo qui, alla prossima settimana, con la speranza che si converta anche la tendenza dei contagi nel nostro stivale. Tutti non vediamo l’ora che riprenda a camminare.

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