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The Sunday Breakfast – 27 – panoramica sui fatti globali della settimana

Apr 19 2020

a cura di Cecilia Capanna

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13 – 19 aprile 2020 – di Cecilia Capanna

Sarà forse colpa della digitalizzazione su tutti i fronti se sembra che il caos della pandemia da COVID-19 sia in realtà perfettamente organizzato secondo un sistema binario di opposti, come il linguaggio informatico. Solo che in questo caso di informazione non si può proprio parlare visto che quando ne viene data una, questa viene subito smentita e proposto il suo esatto contrario da parte di politici, premi Nobel, economisti, accademici o medici.

Se ne sentono di ogni, tutti ne dicono una e magari si smentiscono da soli poco tempo dopo. Una babele di comunicazioni tutt’altro che univoche, trasparenti, nette. Cosa che rende assolutamente opinabile addirittura la scienza e del tutto inutile lo slogan “uniti ce la faremo”.

Ci fosse almeno una kantiana sintesi di questi opposti. E invece la contraddizione resta cronica in tutto e prende il sopravvento il senso di impotenza di fronte a tanti morti, tra cui purtroppo icone del nostro tempo come Luis Sepùlveda, cantore della comunità e dei diritti dell’uomo.

SI DANNO I NUMERI

Sin dai primi contagi in Italia, e anche successivamente in altri paesi come USA e UK nonostante l’esperienza italiana, da alcuni COVID è stato definito “poco più di un’influenza”, da altri una malattia mortale micidiale. Non si capisce se il virus sia stagionale, non si capisce se chi è stato contagiato possa ammalarsi nuovamente, si danno numeri sempre diversi sui tempi di sopravvivenza del virus a contatto con l’ossigeno e sulle superfici.

Ma, cosa ancora più incredibile, la statistica è un’opinione: si confrontano i numeri dei contagi di regioni e stati senza considerarne l’estensione, la densità demografica e soprattutto il numero dei tamponi effettuati. 👉 I numeri del COVID, perché qualcosa non torna

PIL VS WELFARE

Mentre da una parte si dice che nulla sarà più come prima e si enfatizza la riscoperta dell’importanza del sistema sanitario pubblico e del welfare, dall’altra il PIL regna sovrano nei cuori di tutti i governanti. La recessione globale “senza precedenti”, attestata dal Fondo Monetario Internazionale, ha già dato mostra di sé con il calo del PIL cinese del 6,8% nel primo trimestre 2020, cosa che andrà molto peggio per molti altri paesi.

SCIENZA E POLITICA

L’ansia è infinita per la crisi economica imminente e la riapertura viene anticipata da molti governi a tempi non ancora maturi, creando la contraddizione, la coppia di opposti, tra la prima e la seconda fase e con loro tra le due fazioni di virologi ed epidemiologi da una parte, di politici dall’altra, anche se in certi casi capita anche che i politici si trincerino dietro le opinioni dei medici.  

Gli scienziati mettono in guardia i governi, una riapertura prematura potrebbe essere un boomerang, come il sequel di un film thriller: “Fase2, la vendetta”. Di fatto è quello che sta accadendo in Cina, dove questa settimana si è registrata una seconda ondata di contagi al confine con la Russia.

I governi da parte loro scalpitano e prevedono i primi allentamenti delle misure di sicurezza per i primi di maggio in Europa come negli USA.

Ma il secondo capitolo della lotta alla pandemia significherà necessariamente “compromessi”, se lo si vuole rendere efficace e non un’amara sconfitta. Ce lo spiega il nostro Guglielmo Rezza 👉 Compromessi: si avvicina la fantomatica fase 2

USA, TEATRINO TRAGICO SURREALE

Se Netflix prendesse ispirazione dai tweet di Trump, ne verrebbe fuori la serie più guardata al mondo. Il Presidente americano questa settimana ci ha regalato momenti altissimi di amaro riso e incredulità nel cercare ossessivamente un capro espiatorio: nella Cina, rea di aver accidentalmente creato e diffuso il virus; nel Dott. Fauci, che prima voleva licenziare, poi invece no; e alla fine nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a cui ha tagliato i fondi per 60 giorni accusandola di essere Cino-centrica, di non aver informato tempestivamente della gravità di COVID-19 e di aver dichiarato tardi la pandemia.

Il tutto mentre l’embargo USA verso Cuba non permette l’arrivo dei respiratori. Il Peace US Council ha lanciato una lettera aperta alle Nazioni Unite e al governo USA chiedendo di bloccare l’imposizione di sanzioni contro più di trenta nazioni da parte del governo degli Stati Uniti che starebbe approfittando della disattenzione pubblica causata dalla pandemia per intensificare le sue azioni militari contro le nazioni colpite.

LE LEGGI DEL CAOS

La realtà è che Covid-19 ha messo tutto in discussione: libertà, uguaglianza, equità, democrazia, socialità, matrimoni e persino la scienza.

In questa pandemia mancano completamente chiarezza, trasparenza, univocità, coerenza, unità, organicità. Sembra di essere tornati al caos primordiale.

In quarantena la democrazia è contaminata, spiega Francesco Martone.

In quarantena gli uffici pubblici non permettono ai cittadini di accedere ad informazioni importanti, per cui si genera una situazione nebulosa da cui emerge chiara solo l’inadeguatezza della macchina amministrativa. Ce lo spiega Guglielmo Calcerano, avvocato, co-portavoce dei Verdi-Europa, Verde di Roma 👉 Il virus della poca trasparenza.

La quarantena è per privilegiati, c’è gente che non la può fare, come chi non ha casa o chi vive nei centri di accoglienza o nelle carceri. La quarantena diventa incubo vero per le donne e i bambini che subiscono violenze domestiche: a marzo sono state registrate quasi il doppio delle richieste di aiuto dai centri anti-violenza.

In quarantena si continua a morire nel Mediterraneo a causa dell’inazione dell’Europa. “Salvateli!” è l’appello di Mediterranea per i migranti abbandonati in mare.

Ci eravamo accorti di tutto questo mentre guardavamo solo ai numeri – sbagliati – del virus?

SOLIDARIETA’ INTERESSATA

Ci eravamo accorti che gli aiuti da parte della cinese Huawei si sono improvvisamente interrotti ed è subentrato Trump con i respiratori in dono, negli stessi giorni in cui ne lamentava l’insufficienza per gli USA e chiedeva alla General Motors di produrne?

L’Italia sembra il bastoncino di Mikado, il mattoncino di Jenga che non devi assolutamente sfilare se non vuoi far crollare la torre sovrastante: l’Unione europea. C’è chi vuole che l’Europa si sfaldi, chi invece tenta di salvarla.

E sono arrivate le scuse all’Italia dalla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyer, che ha detto che c’è voluto tempo perché tutti capissero che dobbiamo aiutarci a vicenda.

E la presidente della Bce Christine Lagarde ha assicurato che aiuterà l’eurozona ad uscire dalla crisi “whatever it takes”.

Non solo l’Italia è al centro di interessi nello scacchiere internazionale, anche la Serbia è l’oggetto di una competizione tra Russia, Cina e Ue.

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI

La forbice sociale si allarga e le persone in stato di indigenza aumentano vertiginosamente. Papa Francesco chiede un salario universale per i lavoratori più poveri.

Mentre la Rete Salesiana diffonde l’allarme dal sud del pianeta per il Covid-19 che ormai è presente in 54 dei 52 paesi africani.

Fortunatamente si è capito che i paesi poveri non possono fronteggiare la pandemia e contemporaneamente pagare i debiti, che andrebbero cancellati, come ha chiesto Macron per i paesi africani: Il G20 ha congelato per un anno il debito dei Paesi più poveri, liberando così 20 miliardi di dollari da spendere per combattere il coronavirus.

VERSO IL FUTURO

Finisce la fase uno, arriva la fase due, ci sarà forse una fase tre? La crisi economica senza precedenti, estate al mare sì, estate al mare no, test sierologici, app per mappare i contagi, nuovi medicinali e nuove terapie, l’agognato vaccino: cosa ci riserva il futuro?

C’è chi dice che “Niente sarà più come prima”, come Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, per cui il capitalismo va ripensato, andrà ristabilito l’equilibrio tra Popolo, Potere e Profitto.

C’è invece chi dice che “nulla cambierà”, come il professore e giornalista cileno Gustavo Gonzàlez Rodrìguez.

Per come la vedo io, in questo caos pandemico la mia speranza è riposta nella nuova scoperta della NASA: un pianeta del tutto simile alla terra dove poter “esglobare”.

Grazie per l’attenzione, buona domenica e alla prossima settimana!

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