Guerre e Armamenti, Politica Internazionale

Haftar è in difficoltà

Mag 23 2020

di Guglielmo Rezza – OTHERNEWS

Le milizie fedeli al governo di al-Sarraj, con l’aiuto degli uomini e mezzi giunti dalla Turchia, hanno ripreso la base aerea di Watiya

Forze dell’Esercito Nazionale Libico fuori da Bengasi, prima di unirsi alle altre truppe impegnate nell’offensiva su Tripoli [File: Esam Omran Al-Fetori/Reuters]

È stata una settimana movimentata in Libia, apertasi con la ricattura della base aerea di Watiya da parte delle forze del Governo di Unità Nazionale Libico di al-Sarraj. La perdita di Watiya è stato un brutto colpo per il Generale Haftar, poiché rappresentava l’unica base aerea nei dintorni di Tripoli sotto il controllo delle sue truppe e l’evento potrebbe segnare un’importante svolta nella battaglia per Tripoli.

Non è infatti un caso che, appena due giorni dopo, nella giornata di mercoledì, l’Esercito Nazionale Libico -ossia l’insieme delle milizie comandate da Haftar- abbia annunciato una ritirata di 2-3 km su tutto il fronte di Tripoli. La motivazione ufficiale, quantomeno inverosimile, attribuisce la ritirata a un’altruistica volontà dell’Esercito Nazionale Libico di rendere meno dure le condizioni di vita dei residenti di Tripoli in occasione del Ramadan: più realisticamente, le truppe di Haftar cominciano a incontrare serie difficoltà in un’offensiva che si protrae da più di un anno.

L’offensiva su Tripoli, dal discutibile nome in codice “Diluvio di Dignità”, venne infatti lanciata da Haftar nell’Aprile 2019, in un momento in cui la posizione di Serraj nella stessa capitale sembrava particolarmente instabile. L’attacco avrebbe dovuto portare a una veloce capitolazione della città, ma sebbene i combattimenti siano arrivati fin dentro Tripoli, il Generale non è comunque riuscito a conseguire una vittoria definitiva.

Gli avanzamenti territoriali compiuti nel corso dell’ultimo anno dall’Esercito Nazionale Libico rischiano però di essere vanificati dalla controffensiva “Tempesta di Pace”, lanciata il 26 Marzo 2020 dal Governo di Unità Nazionale per ricacciare indietro le truppe di Haftar. Per quanto poco minaccioso possa suonare il nome “Tempesta di Pace”, bisogna ammettere che l’offensiva sta ottenendo successi: dalla metà di Aprile le milizie fedeli al governo di Tripoli sono infatti riuscite a riconquistare 6 città a Ovest della capitale che garantiscono il controllo sulla costa e un corridoio con la Tunisia.

Le causa del successo della controffensiva è semplice da spiegare ed è il nuovo potente alleato su cui Al-Sarraj può finalmente contare: la Turchia. Mentre l’Esercito Nazionale Libico di Haftar poteva contare sul sostegno militare di Russia, Egitto ed Emirati, il Governo di Unità Nazionale di Serraj scontava l’assenza di un alleato disposto a lasciarsi coinvolgere direttamente nel conflitto. Pertanto, l’annuncio di Erdogan dell’invio di truppe, tra cui anche molti miliziani che già hanno combattuto con ben pochi scrupoli contro i Curdi nel Nord della Siria, è stato accolto con grande favore da Tripoli. Soprattutto, Ankara ha fornito al Governo di Unità Nazionale sistemi droni e sistemi di difesa antiaerea che sembrerebbero aver giocato un ruolo fondamentale nella ripresa di Watiya.

A seguito del ritiro delle truppe dell’Esercito Nazionale Libico, il Governo di Unità Nazionale ha lanciato diversi attacchi aerei, sia contro le forze in ripiegamento che contro Tarhuna, roccaforte di Haftar a 60 km a sudest di Tripoli. Il controllo di Tarhuna è cruciale per Haftar, poiché se questa posizione dovesse essere persa l’offensiva su Tripoli subirebbe un colpo potenzialmente fatale.

Saqer al-Jaroushi, a capo delle forze aeree dell’Esercito Nazionale Libico, ha quindi minacciato possibili attacchi diretti contro le posizioni turche in Libia, affermazione cui il portavoce del Ministero degli Affari Esteri turco ha risposto parlando di “gravi conseguenze” qualora la cosa dovesse effettivamente verificarsi.

La situazione è ancora fluida e gli eventi sul campo non facilmente prevedibili. Tuttavia, risulta evidente come l’intervento turco abbia cambiato gli equilibri del conflitto. Tripoli guadagna di nuovo terreno e Haftar, che fino a poco fa sembrava inarrestabile e destinato a vincere il conflitto, sembra in difficoltà. Il supporto aereo e l’expertise turco stanno facendo sentire tutto il loro peso nel conflitto libico e sembrano al momento sufficienti ad impedire ad Haftar di conquistare Tripoli e trionfare in questa guerra civile senza fine.

AGGIORNAMENTO 👇

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *