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The Sunday Breakfast – 59 – panoramica sui fatti globali della settimana

Nov 29 2020

a cura di Cecilia Capanna

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di Naomi Di Roberto– 23-29 nov 2020

La storia non si ferma mai.  Ogni giorno, tassello dopo tassello, giro dopo giro, l’uomo contribuisce alla costruzione di quello che più volte nel corso della nostra rassegna settimanale abbiamo definito come un groviglio ingarbugliato: la storia dei Paesi del mondo.

Ma se volessimo disfare ciò che è avvolto? E se volessimo tornare indietro e svolgere il nastro da capo cosa troveremmo? Una storia fatta di interessi e contese, problemi e possibili soluzioni, intese andate in fumo e colpi di scena, corruzione e proteste.

Ecco, soffermiamoci su questo ultimo punto. Oggi partiamo da qui.

Buona lettura!

Gli indifferenti

Rabbia sociale e frustrazione sono le protagoniste comuni di tutte le diverse proteste e manifestazioni che si sono svolte nell’ultimo anno. Ogni goccia che fa traboccare il vaso, in realtà è sempre lo specchio del fallimento del sistema neo liberista e delle sue logiche. Un sistema che ha generato con gli anni pochissimi super-ricchi e un numero in aumento vertiginoso di poveri, troppi. Eppure i grandi della terra sembrano ignorarli.

Non se ne è parlato nemmeno nel corso del G20, il summit internazionale che quest’anno si sarebbe dovuto tenere a Riyadh, in Arabia Saudita, ma che si è svolto virtualmente a causa dell’emergenza sanitaria: un esempio eloquente di come il mondo stia andando alla deriva.

Roberto Savio, acuto e puntuale come sempre, analizza la crisi di leadership che affligge il nostro tempo 👇

Rabbia di fuoco

Come dicevamo poco fa, la corruzione è una delle cause che scatenano proteste e manifestazioni. È quello che è accaduto in Guatemala, un paese al quarto posto nella classifica mondiale dei tassi di malnutrizione.

La scorsa settimana è stato approvato un bilancio miliardario per la maggior parte destinato agli imprenditori guatemaltechi, oltretutto in tempi di emergenza sanitaria. Lo scollamento tra Stato e popolazione è diventato tale che i manifestanti sono arrivati addirittura a dare fuoco al proprio Parlamento. Ci racconta come è andata Guglielmo Rezza 👇

Colpo di scena Carioca

Abbiamo già visto qualche settimana fa come in Bolivia, Cile e Messico l’ondata anti-neo liberista si sia fatta sentire. Così è stato anche in Brasile alle elezioni municipali in cui tutti i candidati di Bolsonaro sono stati sconfitti e ad emergere sono state proprio persone delle categorie più discriminate ed ignorate dal governo (transgender, donne, gay, indigeni, afro-brasiliani).

Tra queste, è stata eletta consigliere a di Rio De Janeiro Monica Benicio, compagna di Marielle Franco, l’attivista per i diritti LGBTQ+ assassinata due anni fa. Un duro colpo per Bolsonaro e per la destra brasiliana in evidente crisi 👇

USA green

Bolsonaro è a maggior ragione in crisi dal momento che ha perso Trump come forte alleato esterno con la vittoria di Biden negli USA. Proprio quest’ultimo ha riproposto un tema di cui, in questo anno di Covid, non si è quasi più parlato: la crisi climatica e i Green Deals per la riconversione ecologica dell’economia.

Tra le nuove nomine, infatti, troviamo John Kerry – Ex Segretario di Stato con Obama – come inviato speciale per il clima, ed entrerà nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale in questa nuova veste, introducendo il problema del Climate Change tra gli altri temi ritenuti critici per la sicurezza del Paese. Ce ne parla Alice Minati 👇

Scarpe rosse tutto l’anno

Il 25 Novembre è stato il giorno internazionale “per l’eliminazione della violenza sulle donne”. È ovvio che un giorno all’anno è simbolico e la lotta va estesa a tutti i giorni dell’anno.

Il paese in cui in questo momento le donne si stanno facendo sentire forte è il Cile. Grandi protagoniste delle proteste che infiammano le piazze cilene dal 18 ottobre 2019, le donne hanno ottenuto la parità di genere nella Convenzione Costituente e sarà la prima volta nella storia che una costituzione verrà scritta 50 e 50.

Sono di quattro artiste cilene la musica e la coreografia della canzone che è diventate virale ed è stata cantata in numerose piazze del mondo lo scorso 25 novembre.

La violenza contro le donne non è solo fisica, è anche psicologica e viene inflitta sin dall’infanzia. Proponiamo la bella storia di riscatto di una vera eroina sconosciuta del Congo: Fanny Kamweni Mwatshiata, ex bambina di strada tacciata di stregoneria, oggi a capo di una casa famiglia che ospita 50 bambini 👇

Grazie dell’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana.

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Leggi anche The Sunday Breakfast – 58 – panoramica sui fatti globali della settimana

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