Benjamin Netanyahu ed Israele: un uomo e un paese in tumulto

di Marlene SimoniniOTHERNEWS

Si chiama Benjamin Netanyahu, Bibi per chi è in confidenza, è l’attuale Primo Ministro ebraico e ha all’attivo diversi primati. Bibi è stato il più giovane Primo Ministro d’Israele, inaugurando la sua carriera nel lontano 1996, ma è anche il Premier più longevo nella storia del Paese. Allo stesso tempo, è anche il primo premier in carica a doversi sedere al banco degli imputati. 

Benjamin Netanyahu

Quale storico leader del partito Likud, Benjamin Netanyahu è stato eletto nuovamente premier del governo israeliano solo qualche mese fa. Questa volta dovrà dividere la poltrona con il suo avversario, Benjamin Gantz, esponente del partito Blu e Bianco, nato inizialmente per sottrarre consenso e spazio a Bibi e poi finitoci per condividere lo scettro. La rielezione è avvenuta lo scorso marzo, proprio nel mezzo della crisi pandemica da Covid 19. L’accordo di rotazione dei due Benjamin prevede che Gantz lo sostituisca nelle funzioni di primo ministro a partire dal novembre 2021 e, al momento, Netanyahu si trova a dover affrontare un processo che lo vede accusato di tre diversi reati: corruzione, frode e abuso di ufficio. “Non ci sarà nulla, perché non c’è nulla” è la celebre frase con cui Bibi ha rivendicato la sua innocenza, frase eretta ad emblema della sua sfida al sistema.

È importante, comunque, ricordare che ciò sta avvenendo negli ultimi mesi, mesi di crisi per l’intero globo causa Covid 19. In Israele il virus ha trovato un terreno morbido e facile da colpire: tra disagi preesistenti di una popolazione in perenne conflitto e l’invito dello stesso Netanyahu ad uscire fuori casa, incontrare amici e celebrare la sua quinta rielezione, il virus è riuscito a passare di casa in casa, da persona a persona. Lo stesso Ministro della salute israeliano Yaakov Litzman, inizialmente restio all’idea di una chiusura ferma del paese, aveva poi contratto il virus e, una volta sconfitto, aveva presentato le sue dimissioni (Litzman è un esponente dei partiti della destra religiosa, meno importanti nei nuovi equilibri politici israeliani). 

E poi intrecci politici, conflitti e tensioni, recenti e meno che coinvolgono il paese. Le relazioni internazionali di Israele vedono da tempo un Trump particolarmente attento alle vicende israeliane ed in effetti il piano di pace in Medio Oriente sarebbe stato funzionale alla sua nuova corsa alle presidenziali. Allo stesso tempo i rapporti di Israele con la Russia hanno avuto una durata longeva, ricordiamo a tal proposito che Putin è il politico straniero con il quale Netanyahu ha avuto maggiori incontri dal 2015 ad oggi: oltre 12. Dulcis in fundo, un’alleanza tra Cina ed Israele si staglia all’orizzonte: gli investimenti cinesi in infrastrutture strategiche israeliane, vedi il porto di Haifa o nei pressi della base militare di Palmachim, sono notevoli. A questo punto ritornano gli USA, con il segretario di stato americano Mike Pompeo Pompeo che si fa portavoce della volontà americana di portare dentro Israele nella strategia anti-Cina creata attorno al coronavirus. È solo un assaggio, questo, dell’intreccio internazionale in cui Israele si trova a districarsi, senza contare il conflitto israelo-palestinese, parte del più ampio conflitto arabo-israeliano che coinvolge il paese da tempo immemore. 

Insomma, per i conflitti ancora in atto; per lo sdegno di un premier sotto accusa; per la situazione pandemica che rimette in gioco l’economia, già non florida, del paese, c’è più di una goccia che sta mettendo a dura prova il vaso e la popolazione israeliana scende nelle piazze, inondando le strade delle principali città del paese (Gerusalemme, Tel Aviv e Cesarea). Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, ha quindi rivisto parti del proprio protocollo di sicurezza in modo tale da proteggere il premier israeliano, poiché già molte sono le proteste fuori dalla sua residenza. Lo Shin Bet è allarmato dalla violenza ideologica dilagante tra le reti comunicative e si registra un’età dei manifestanti sempre più giovane. Urgenza, è questo che si percepisce. Urgenza di risolvere, di risollevare, di fermare e procedere. Urgenza di poter vedere, oltre la durata dell’oggi, un domani che risplende.