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Tripoli e il bluff della guardia costiera: “È gestita da Roma”

Nov 7 2019

di MARCO MENSURATI E FABIO TONACCI – La Repubblica

La Sar libica, che ha permesso il ritorno nei lager di 40 mila profughi, è una finzione. La pista nelle carte del pm di Agrigento

Sar libica all’italiana, atto secondo. Comunque vada a finire la rinegoziazione tra Roma e Tripoli del memorandum di intesa, la commedia dell’esistenza di una reale, efficiente e autonoma zona Search and Rescue (Sar) di competenza della Libia, andrà avanti. E, con essa, il ruolo occulto di “coordinatore delle operazioni in mare” assunto dalla Marina militare italiana, come dimostrano alcuni documenti visionati da Repubblica e finiti nell’indagine della procura di… Continua a leggere qui →

Risale ad un anno fa l’inizio dell’inchiesta di MARCO MENSURATI E FABIO TONACCI su La Repubblica. Ecco l’articolo qui di seguito:

La farsa della Sar libica

di MARCO MENSURATI E FABIO TONACCI

13 novembre 2018 – ERA il giugno scorso quando Tripoli annunciò, con enfasi trionfale, l’iscrizione nel registro dell’Organizzazione marittima internazionale di una propria zona di Search and rescue (Sar). Larga quanto la costa libica, dalle spiagge di Zuara fino a quelle della periferia di Tobruch, profonda un centinaio di miglia. L’Europa potè tirare un corale e liberatorio sospiro di sollievo: non era più responsabile per quello che capitava in quelle acque. Continua a leggere qui

A quasi cinque mesi di distanza da quel giorno, dopo aver navigato per settimane nella Sar libica a bordo della Mare Jonio (la nave della piattaforma Mediterranea), interpellato fonti ufficiali, parlato con attivisti e visionato documenti giudiziari inediti, Repubblica è in grado di affermare che la cosiddetta “zona Sar libica” è in realtà un quadrante dove si susseguono mere operazioni di polizia, spesso condotte con metodi brutali. Il teatro di una finzione burocratica e militare costruita dal governo libico, con il contributo fattivo dell’Italia e della Commissione europea.

Quella nuova Sar, del resto, faceva comodo a tutti. Era un alibi per rasserenare certe coscienze politiche. In Italia e a Malta soprattutto, i Paesi più direttamente esposti all’emorragia di migranti provenienti dal Nord Africa. Certificava infatti che il recupero e il salvataggio di quanti tentavano la traversata era per lo più “faccenda” dei libici. E solo loro. Almeno fino a quando i profughi si trovavano nella Sar.

Da allora i Maritime rescue coordination center (Mrcc) di Roma e della Valletta hanno preso a deviare gli avvisi di distress (segnalazione di imbarcazione in difficoltà) su Tripoli. Per la gioia dei rispettivi governi, che nulla sanno né possono sapere di quanto accade davvero da quelle parti: “Duecentottanta migranti salvati e recuperati dalla guardia costiera libica – scriveva su Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini la settimana scorsa – bene, avanti così, stop al traffico di esseri umani”.

L’Europa, oggi, può dare la cosa per assodata. E può riunirsi a Palermo con le controparti africane e arabe per discutere di come portare il Paese ad elezioni democratiche entro l’anno, dimenticandosi di quanto accade in quel pezzo di Mediterraneo.

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/11/13/news/la_farsa_della_sar_libica-211531369/

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