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Fronte sloveno di caccia ai migranti, fototrappole per lupi e orsi

Gen 18 2020

di Remocontro

Bufera sulla Regione dopo la proposte dell’assessore della Lega di intercettare gli irregolari con sistemi di videosorveglianza già usati per gli animali. Profughi lungo la rotta balcanica. 130 le persone passate illegalmente dal confine sloveno a Trieste a dicembre.

Nel gelo del Carso triestino

«Come per i lupi e gli orsi, così per i migranti irregolari?». Avvenire, che non è giornale solitamente aggressivo, usa le parole con equilibrio ma è decisamente indignato. In effetti, qualcuno in consiglio regionale deve essersi bevuto il cervello, visto che lungo i sentieri del Carso potrebbero presto comparire le ‘fototrappole’. Gli stessi marchingegni che vengono utilizzate per intercettare gli animali, soprattutto quelli feroci, vedi lupi e orsi. Bestie feroci anche i disperati i fuga dalle guerre che sperano di potersi conquistare una speranza di vita, un futuro, oltre l‘Italia? Anche perché in Italia, a Trieste, trova spazio e parola e pessime intenzioni tale Pierpaolo Roberti, militante leghista, assessore regionale ‘alla sicurezza’ che ha deciso la nuova caccia al migrante trattato come lupo orso o cinghiale.

Fototrappola di razzismo

«La Regione è pronta ad acquistare fototrappole da posizionare sui sentieri in prossimità dei confini per individuare in tempo reale i transiti di immigrati irregolari – ha spiegato l’assessore a caccia di migranti –. Questi sistemi di rilevazione ottica trasmetterebbero i dati raccolti all’amministrazione regionale e alle forze dell’ordine, permettendo così interventi mirati e aumentando il numero di riammissioni, in particolare verso la Slovenia». Così operando, la Regione vuole garantire alle forze dell’ordine il massimo supporto possibile per contrastare i flussi migratori irregolari. Per l’esponente regionale della Lega, il ricorso alle fototrappole potrebbe essere una soluzione di rapida e semplice attuazione che favorirebbe in maniera rilevante il lavoro degli agenti di pattuglia sui confini.

Memoria della risiera di San Saba

L’ineffabile assessore è uno  che tiene molto ai conti in tasca dei suoi cittadini. Dare la caccia ai lupi migranti in fuga dall’orrore afghano o siriano, costerebbe pensino poco. «Si tratta di apparecchiature poco costose che, grazie a specifici software, possono essere tarate per individuare solo la presenza umana. La loro adozione è quindi un’opportunità interessante che va ad aggiungersi alle altre già prospettate, come l’utilizzo di droni o di postazioni fisse con telecamere termiche». Un ritorno alle frontiere della guerra fredda che una persona normale pensava fossero ormai ampiamente superate. Noi e l’Avvenire ci sbagliavamo. E poi l’idea del droni, speriamo disarmati e non come per Soleimani e iraniani vari.

Droni e poi satelliti spia?

Siamo sulla rotta balcanica, dove l’anno scorso sono state rintracciate circa 5mila persone, che è una inezia.  «Non c’è un’emergenza specifica – fa notare il direttore della Caritas, don Alessandro Amodeo – tant’è che il nuovo Cpr di Gradisca ( centro di raccolta profughi) hanno dovuto riempirlo di profughi provenienti da Bari». «Le pattuglie italo-slovene sul confine, i droni e le fototrappole sono tutti rimedi che non risolvono affatto il problema dell’immigrazione. E l’accoglienza diffusa di cui siamo testimoni ha dato in questi anni ben altri risultati». Trieste indicata dalla sovversiva Caritaa , «come un laboratorio di integrazione virtuosa dei richiedenti asilo che da anni vede la Prefettura e la stessa Regione interagire con la Caritas e le altre forze del volontariato». Ma ciò all’assessore cacciatore di lupo e orsi, proprio non va giù.

Battaglia politica a colpi di droni

Sulle fototrapole c’è anche chi ironizza. «Mentre la maggioranza leghista insegue una crisi industriale dietro l’altra, sempre in ritardo e sempre senza risposte, l’assessore Roberti sembra un ‘bambinone’ troppo cresciuto in un negozio di giocattoli elettronici – commenta Diego Moretti del Pd –. È più forte di lui: si diverte con droni, telecamere termiche, ora anche con le fototrappole che si usano per orsi e cinghiali. A quando la proposta di usare i satelliti spia?». Per Moretti «la Lega continua con le armi di distrazione di massa, per loro l’unico problema dell’Italia e del Friuli Venezia Giulia sono i migranti: migliaia di posti di lavoro a rischio in Regione e noi rispondiamo con decine di milioni in telecamere e vigilantes».

Rotta balcanica senza fototrappole

  • 5.000 i migranti irregolari scoperti nel 2019 al transito del confine tra Italia e Slovenia, punto chiave della «rotta balcanica»;
  • 21.000 la stima dei clandestini transitati l’anno scorso tra Bosnia e Croazia; molti sono stati respinti dalla polizia di Zagabria;
  • 8.000 i migranti attualmente bloccati in Bosnia Erzegovina, di cui circa seimila solo a Bihac, vicino alla frontiera con la Croazia;
  • 125.472 i migranti arrivati in Europa nel 2019, di cui 74.482 approdati in Grecia. L’80% del totale è giunto via mare;
  • 14.000 gli ingressi irregolari sulla rotta balcanica nel 2019, oltre il doppio rispetto al 2018, in maggioranza di afghani e siriani;
  • 130 le persone passate illegalmente dal confine sloveno a Trieste a dicembre. Nei mesi estivi la media è di circa 500.

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