Società Civile

AFGHANISTAN, DISTRUTTE LE BICI DELLE RAGAZZE CHE SOGNAVANO LE OLIMPIADI. L’AIUTO DALLA FCI

Gen 29 2020

di Carlo GugliottaInBici.net

Alcune cicliste della Nazionale ciclismo femminile Afghanistan

5 ragazze della nazionale di ciclismo femminile dell’Afghanistan sognavano la partecipazione ai Giochi Olimpici di Tokyo, ma il loro sogno stato infranto perché  qualcuno ha spaccato in mille pezzi le loro biciclette. In Afghanistan una donna che va in bici è un tabù e disonora la famiglia: salire su un sellino viene visto come una provocazione sessuale. Le ragazze vengono umiliate. Sia fisicamente, sia psicologicamente. Nonostante i cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni le donne afghane vivono ancora in questa maniera.

Rukhsar Habibzai è una ragazza di soli 22 anni, ma già allena le ragazze della nazionale femminile di ciclismo dell’Afghanistan, un gruppo di atlete che per affermare i loro diritti è costretto a lottare ogni giorno rischiando la morte.

L’aiuto per queste ragazze arriva proprio dall’Italia. Il presidente della Federazione Ciclistica Italiana e vicepresidente UCI Renato Di Rocco ha spiegato: «L’Italia e la nostra federazione saranno in prima linea per aiutare queste atlete. Chiederemo i visti per farle arrivare in Italia e fare degli allenamenti con i nostri tecnici e le nostre atlete. Chiariremo anche i motivi per i quali la nazionale afghana non ha ottenuto i pass per Tokyo». Le ragazze della nazionale arriveranno a Bruxelles, al Parlamento Europeo, e spiegheranno le loro vicissitudini.

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