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The Sunday Breakfast – 3 – panoramica sui fatti globali della settimana

Nov 3 2019

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita, ed allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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28 ott – 3 nov 2019 – di Gianfranco Maselli

NON È IL MOMENTO DEGLI ADDII MA DELL’AZIONE

È un mondo selvaggio. Lo avevano capito Cat Stevens e Lou Reed negli anni 70, quasi vent’anni prima della caduta del muro di Berlino e di quella virata mondiale verso la globalizzazione. Lo avevano capito anche Oded Grajew e Chico Whitaker quando decisero di creare un’arena di discussione che desse voce alla base della società civile e che rappresentasse un’alternativa al Capitalismo Neoliberale.

Roberto Savio nel suo intervento in apertura del Foro per il Great Transition Initiative traccia proprio la storia del Foro Sociale Mondiale che, tuttavia, oggi sembra aver perso forza, impossibilitato a passare concretamente all’azione. L’acuta analisi di Savio delle cause → Addio al Foro Sociale Mondiale?

Ben 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine delle ideologie, quello che stringiamo fra le mani è un mondo dove l’unica a vincere sembra essere una globalizzazione incontrollata, fatta di finanza senza regole, di privatizzazione, tagli al welfare, austerità, violazione dei Diritti Umani, inuguaglianze socio economiche e divari fra nord e sud del mondo sempre più evidenti e insostenibili.

C’è spazio per una struttura organizzativa all’interno del movimento che dia più potere decisionale? Il Foro Sociale Mondiale è in grado di incoraggiare l’unità della società civile e farsi garante di paesi dove è sempre più difficile sopravvivere e esprimere dissenso verso l’autorità?

SHRINKING SPACE: SIAMO ALLE STRETTE

Si soffoca, non lo avvertite anche voi? Vorrei poter dire si tratti soltanto del caldo fuori stagione e del cambiamento climatico ma mi duole comunicarvi che è lo spazio dove i cittadini possono esprimere dissenso a ridursi a vista d’occhio in molti paesi del mondo.

Fuori è un brutto mondo, come in Cile dove da qualche tempo se scendi per strada a manifestare sai già che ti meriterai se ti va bene delle manganellate, se non un proiettile, invece di un governo che ti ascolti e convochi un tavolo di discussione.

Gli analisti hanno interpretato l’ondata di proteste come riflesso del malcontento per le inuguaglianze sociali, generate dal modello economico imposto dall’ex dittatore del paese Augusto Pinochet, un’eredità che impedirebbe al paese di contemplare cambiamenti strutturali e gettare le basi di un vero stato sociale. → Il Manifesto

Si parla, dunque, di una crisi maturata in almeno 30 anni.Internazionale

Mentre continuano gli scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine, non mancano stupefacenti colpi di scena da parte del presidente Cileno, preoccupato per i disordini nel paese.

Due Conferenze con sede vacante

Sebastian Pinera ha infatti annunciato che la Conferenza mondiale sul clima Cop25 non si terrà più a Santiago.

Allo stesso modo, è stato cancellato anche il Forum di Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec), al quale il 16 e 17 Novembre si sarebbero dovuti incontrare Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping per suggellare il mini-accordo commerciale Usa-Cina. → Il Fatto Quotidiano

Mentre si cercano sedi papabili, il presidente Spagnolo Pedro Sanchez stupisce tutti, offrendo una soluzione. →Ansa

NON SI ESCE DAL PERONISMO

Ad un mese dallo sciopero generale che ha paralizzato l’Argentina, contro la manovra di austerità promossa dal dal Fondo Monetario Internazionale e dal governo Macrì, decine di migliaia di persone sono tornate in piazza, per protestare contro la votazione al Congresso della legge finanziaria.

La risposta delle autorità è stata di 9 feriti, proiettili di gomma, lacrimogeni, cariche e arresti. Continuate a sentirlo anche voi questo continuo soffocare? Per quanto ci stia a cuore l’ambiente ci duole comunicarvi, ancora una volta, che il cambiamento climatico non c’entra nulla.

Anche nelle proteste argentine lo shrinking space è manifesto: continua a ridursi vertiginosamente lo spazio concesso ai cittadini per dissentire. Ahimè, non si prevedono prospettive di miglioramento, considerando soprattutto l’esito delle ultime elezioni.

Con il 48% dei voti ha vinto le elezioni presidenziali Alberto Fernandez, professore di diritto penale diventato leader del Partido Justicialista, il movimento fondato dal populista Juan Domingo Peròn nel 1947. Il ritorno dei peronisti è frutto del malcontento degli argentini per la politica di riforme e tagli alla spesa del presidente uscente Mauricio Macri, reo di aver peggiorato l’economia già in recessione. → Ansa

Ciò che è interessante notare proprio a tal proposito è che tuttavia a ritornare alla Casa Rosada come vice di Fernandez è l’ex presidente Cristina Krichner che, al governo del Paese dal 2007 al 2015, è accusata di aver causato la recessione con la sua politica di nazionalizzazioni forzate.

Il paese non riesce a fuggire da ciò che sembra essere il suo destino e il Peronismo forse non è più classificabile come una scelta ma come il DNA dell’Argentina stessa. Le cose stanno davvero così? →Linkiesta

ASCENSORE INTERGENERAZIONALE CERCASI

Nei paragrafi precedenti i più attenti di voi avranno notato che per due volte abbiamo lamentato una sensazione di soffocamento, incolpando la mancanza di libertà di dibattito in paesi protagonisti di moti sociali importanti negli ultimi tempi. Ci è dispiaciuto comunicarvi che si tratta di restrizioni alla libertà di parola, piuttosto che di un malessere dovuto al cambiamento climatico.

Mi duole ancora di più dirvi che non solo è giunto il momento di parlare anche di cambiamento climatico ma anche di restrizioni differenti, che questa volta concernono le capacità di visione e di analisi.

Siamo in un mondo impazzito e la caccia alle streghe totalmente ingiustificata che si sta facendo contro Greta Thunberg ne è la prova indiscutibile.

Roberto Savio ne analizza le cause e ribadisce, ora più che mai, l’importanza di un ascensore intergenerazionale per risolvere i gravi problemi che affliggono il mondo di oggi. Questo il suo video-messaggio

LA PELLE DI AL BAGHDADI IN CAMBIO DEI CURDI?

Forse è la notizia più discussa e chiacchierata della settimana.

Adesso anche il presidente Donald Trump ha un proprio trofeo Jihadista da esibire, mantenere una certa reputazione è importante…

Essere da meno dei propri predecessori sarebbe stata un’umiliazione, come essere bocciati ad un esame, come essere scoperti in flagranza di furto, come essere messo sotto accusa di impeachment dalla Camera dei rappresentati del Congresso del paese di cui si è presidenti o come barattare interessi personali con la pelle di un popolo.

L’immagine di Donald Trump, precipitata negli scorsi sondaggi, sembra essersi risollevata in un attimo.

Ecco che subito le ombre che oscuravano la sua campagna per le presidenziali vengono rischiarate, soprattutto se Al Baghdadi viene definito cane, codardo che, urlando e piangendo, si lascia esplodere in un tunnel uccidendo i suoi figli, senza poter fare nulla contro la splendida e candida America e il suo vittorioso presidente meritevole di rielezione. Viva il Manicheismo. Viva i buoni e i cattivi.

Secondo il parere di molti, la morte di Al Baghdadi e il suo impatto sull’opinione pubblica sarebbe un’ennesima parte di quel sistema di scambi di favori tra Washigton e Ankara, favori che potrebbero non terminare qui, in vista della missione di Erdogan alla Casa Bianca prevista per il 13 novembre. Il leader turco avrebbe fatto agli Usa delle richieste precise. → Il Manifesto

HAI PAURA DELL’IMPEACHMENT?

La vita rimane la sceneggiatura più originale di tutte. I migliori colpi di scena, contrordini e situazioni beffarde credibili sono connaturati all’esistenza stessa. Una prova tangibile non può che essere la decisione della Camera dei rappresentanti del Congresso americano di approvare la risoluzione che fissa le regole per avviare la seconda fase dell’indagine sul possibile impeachment per Donald Trump.

In poche parole, dallo scorso 31 Ottobre Donald Trump è ufficialmente in stato di accusa e la percentuale di Americani favorevoli all’impeachment è salita al 49% nei sondaggi, giusto appena pochi giorni dopo aver risollevato la propria immagine con l’annuncio dell’eliminazione di Al Baghdadi.

La risoluzione è passata con 232 voti favorevoli e 196 contrari e sebbene si tratti di un voto procedurale, è il primo sulla delicata questione che riguarda il futuro del presidente e di fatto anticiperebbe quello finale. → Corriere

ULTIM’ORA SU JULIEN ASSANGE; SOTTOPOSTO A TORTURE PSICOLOGICHE?

“Julian Assange continua ad essere detenuto in un carcere di massima sicurezza, in condizioni di isolamento estreme e non giustificate. Mostra tutti i sintomi tipici di un’esposizione prolungata alla tortura psicologica. È necessario dunque che il governo britannico lo liberi immediatamente per proteggere la sua salute e la sua dignità. È inoltre da escludere la sua estradizione negli Usa”.

Questo ha dichiarato il Responsabile Onu contro la tortura, Nils Melzer, dopo aver visitato l’autore di Wikileaks nel carcere britannico di massima sicurezza, dov’è recluso dall’11 aprile scorso.

Assange è accusato di aver svelato prove di crimini di guerra e di altri illeciti commessi dagli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan. E mentre il Governo americano persegue Assange ”i responsabili dei crimini da lui denunciati continuano a beneficiare dell’impunità”, ha dichiarato Melzer. → Assange in tribunale

UN BUON 1933 A TUTTI

Non è un remake o la presa di posizione di qualche nostalgico dei movimenti nazionalisti del secolo scorso. Forse dovremmo smetterla di immaginare certe cose come lontane nel tempo o acqua passata. Forse è arrivato il momento di capire quanto, dopo tutti questi anni, siano purtroppo ancora attuali e oggetto di discussione.

Una delibera approvata a maggioranza dal consiglio comunale di Dresda e proposta dal partito satirico “Die Partei” proclama l’emergenza Nazismo nella città.

L’atto in sé ovviamente è simbolico ma non lo sono le cause, reali, che lo hanno mosso: costanti “atteggiamenti e atti antidemocratici, antipluralisti, contrari all’umanità e di estrema destra, che arrivano fino alla violenza e vengono apertamente alla luce a Dresda in maniera sempre più forte”.

L’atto è stato approvato da 39 consiglieri comunali Verdi, post-comunisti, Liberali, e socialdemocratici. Si è detto contrario invece il partito cristiano-democratico di Angela Merkel, che ha denunciato una scorretta politica dei simboli e la presenza di errori linguistici all’interno del documento. → Corriere

PROTESTA È FEMMINILE

Grandi manifestazioni si susseguono anche in Libano. Dal 17 ottobre le proteste portano ininterrottamente in piazza migliaia di persone, spinte da ragioni economiche e sociali che includono il preoccupante allargamento della forbice tra ricchezza e povertà tra le diverse fasce della popolazione e un altissimo livello di corruzione. Peculiarità delle manifestazioni è il protagonismo delle donne, indistintamente tra famose e non. → Agi

Fra loro, il simbolo della mobilitazione popolare è Malak Alaywe, una ragazza diventata famosa per un video virale in cui, per difendersi, dà un calcio a una guardia del corpo nel ministro dell’Educazione, poiché l’uomo era pronto a sparare in aria con il mitra. Il suo coraggio l’ha fatta conoscere anche all’estero. → Il Messagero

RIVINCITA È FEMMINILE.

Troviamo il mondo femminile protagonista anche dell’ultima sentenza del Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, una decisione destinata a diventare storica.

Le donne che durante il conflitto in Bosnia tra il 1992 e il 1995 furono vittime di stupri di guerra dovranno avere un risarcimento. Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha istituito un piano di risarcimenti contro i crimini di guerra, stimando che almeno 20mila donne furono costrette a subire violenze da parte dei soldati.

La rivoluzionaria sentenza nasce dalla risoluzione da parte del Comitato Onu del caso di una donna musulmana bosniaca, rimasto per tanto tempo insoluto. → Open

CINQUE SECOLI IN FIAMME.

Una notizia tristissima abbatte il Giappone, l’Oriente tutto e un Occidente da sempre affascinato. Un incendio ha distrutto il castello di Shuri, situato in un’area collinare in prossimità di Naha, la più grande città dell’isola di Okinawa. Il castello risaliva al Quattrocento ed era stato iscritto nel Patrimonio Unesco nel 2000. → Repubblica

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