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Greta Thunberg a Torino con Friday for Future. «Alcuni stanno sicuramente fallendo più di altri». Delusione per la COP25 di Madrid

Dic 14 2019

di GreenReport.it

«Chiediamo un cambio di passo. La lotta ai cambiamenti climatici diventi una priorità assoluta»

Legambiente: In Italia, in Piemonte e a Torino servono politiche ambientali coraggiose e azioni concrete

Greta Thunberg è a Torino per partecipare alle manifestazioni organizzate da Friday for Future e, rispondendo alle solite accuse della destra e dei negazionisti climatici – che spesso coincidono –, si è fatta precedere da una sua dichiarazione come al solito spiazzante. « A volte mi chiamano “politico”. Ma non ho mai sostenuto nessun partito, politico o ideologia. Comunichiamo la scienza e i rischi di non agire basandosi su di essa. E’ un fatto che la politica necessaria non esiste oggi, né a destra, a sinistra né al centro. Se qualcuno pensa che quello che io e la scienza stiamo dicendo è sostenere una visione politica – allora questo dice più su quella persona che su di me. Detto questo, alcuni stanno sicuramente fallendo più di altri».

Friday for Future Italia si schiera con Greta sullo sconfortante giudizio sulla COP25 Unfccc che sta terminando i suoi lavori a Madrid, dove mentre scriviamo sembra ancora tutto in alto mare per la risoluzione finale, e sottolinea che «Mentre la voce della società civile è stata cacciata dalla COP25, i lobbisti dei combustibili fossili sono rimasti all’interno. Questo non può essere tollerato! Dobbiamo difendere i nostri diritti e il nostro futuro! Gli attivisti dei presidi e scioperi climatici in tutto il mondo oggi richiameranno l’attenzione sull’inazione alla COP25 e sull’esclusione della società civile dalla conferenza. I risultati della COP25 sono insufficienti, e sono un’istantanea dolente di quanto poco importa ai politici la sorte del pianeta. La nostra ferma solidarietà va alle popolazioni indigene, alle popolazioni del Sud del mondo e alle persone che già soffrono, che già muoiono a causa della crisi climatica. Non accetteremo più parole vuote. Abbiamo bisogno di leader che diano ascolto le persone».

«“Politiche ambientali nazionali più ambiziose e coraggiose, ma anche impegni concreti ed efficaci a livello europeo per evitare che questa COP25 di Madrid si traduca nell’ennesimo inutile vertice». è quanto torna a chiedere Legambiente con i  tanti giovani dell’associazione ambientalista scesi a fianco di Greta con slogan associativo changeclimatechange, perché il clima non può più aspettare, serve l’impegno di tutti, dalla politica alle istituzioni locali ai singoli cittadini.

La pensa così anche Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che ha sottolineato. «Ha ragione Greta quando dice che le istituzioni fingono di agire, perché non hanno capito che siamo di fronte a un’emergenza, quella climatica, che va affrontata con coraggio e serietà. Un’emergenza i cui effetti sono già visibili da tempo a differenza di quanto affermano i negazionisti. Per questo, quello che chiediamo alla politica è di non essere più miope e di guardare in faccia la realtà. È un segnale importante l’approvazione alla Camera della mozione a prima firma Rossella Muroni che impegna il Governo a dichiarare l’emergenza climatica e ad affrontarla con misure adeguate; ora però servono fatti e interventi concreti non più rimandabili. Per questo chiediamo all’Esecutivo Conte 2 di dare un segnale importante attraverso tre azioni concrete: approvando una legge di bilancio che metta davvero al centro l’emergenza clima cominciando a tagliare i sussidi alle fonti fossili, rendendo più ambizioso il piano nazionale energia e clima che deve essere approvato entro la fine dell’anno, e definendo un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui ancora non si vede traccia. A livello europeo, auspichiamo che l’Italia tenga fede agli impegni presi con gli Accordi di Parigi e a quelli che verranno definitivi a conclusione della COP25, e che soprattutto dia un importante contributo nella lotta ai cambiamenti climatici. Perché è ora il tempo dell’azione e di dare risposte ai tanti giovani scesi in piazza per scioperare per il clima».

E da Torino Legambiente lancia oggi un doppio appello al Governo italiano, alla Regione Piemonte e alla sindaca Chiara Appendino, chiedendo «un cambio di passo affinché la lotta ai cambiamenti climatici diventi davvero una priorità assoluta. In particolare Torino deve svegliarsi dal suo “torpore” e dar avvio ad una rivoluzione green basata su politiche ambientali ambiziose che mettano davvero al centro la lotta alla crisi climatica a partire da tre grandi temi: l’efficienza energetica, l’economia circolare, la mobilità sostenibile. A parlar chiaro sono anche i dati di Ecosistema Urbano 2019, la ricerca di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 ore sulla vivibilità ambientale dei 104 capoluoghi italiani, dove Torino si piazza per performance ambientali all’88esimo posto della classifica, subito prima di Roma, peggiorando in graduatoria (era 78° nel 2018). A pesare sul capoluogo piemontese fattori come ad esempio la qualità dell’aria, la mobilità e il riciclaggio dei rifiuti».

Temi che riecheggiano anche nelle dichiarazioni e negli slogan dei ragazzi piemontesi scesi in piazza oggi con Greta.

Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, conclude. «Con entusiasmo accogliamo a Torino e in Piemonte Greta, simbolo della necessità di dialogo inclusivo tra generazioni La accogliamo in questo territorio segnato dal dissesto idrogeologico e colpito dalla scomparsa dei ghiacciai, stretto tra Mediterraneo e Alpi, ambiti particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. In una Regione la cui giunta, appellandosi ad un falso buonsenso, a fronte di livelli di inquinamento atmosferico tra i più alti a livello mondiale, depotenzia un Piano per la Qualità dell’Aria aria già insufficiente per combattere e ancora si rifiuta di riconoscere l’emergenza climatica. La accogliamo in una Città che è fanalino di coda per la raccolta differenziata e che latita ancora su vere rivoluzioni legate alla mobilità. E’ necessario abbandonare la timidezza: consapevolezza, resilienza e coraggio devono essere le parole che ripeteremo tutti dopo questo momento di rilancio ed entusiasmo e che indirizziamo anche alla Regione Piemonte e al sindaco Chiara Appendino».

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