Sunday Breakfast

The Sunday Breakfast – 14 – panoramica sui fatti globali della settimana

Gen 19 2020

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita e allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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13 – 19 gennaio 2020 – di Cecilia Capanna

Oggi non leggerete di come Trump abbia strappato un accordo commerciale vincente con la Cina, o del suo impeachment che avrà i suoi giorni caldi la prossima settimana. Oggi non leggerete delle tensioni con Iran e Iraq e del panico che il presidente USA scatena quotidianamente dal primo giorno del suo mandato per “buttarla in caciara” sempre, volteggiare l’arma delle sanzioni a 360 gradi, girando su se stesso, contro tutti, contro il globo intero, forte della sua superiorità schiacciante, forte delle sue basi militari in tutto il mondo, forte di essere il presidente dei primi al mondo per investimenti pubblici nell’industria bellica.

Non gli daremo spazio, non faremo il suo gioco, lo hanno capito anche gli studenti iraniani che durante una protesta non hanno voluto calpestare le bandiere di Stati Uniti ed Israele, dimostrando altro livello e spostando la comunicazione su un piano decisamente più alto. Ecco il VIDEO 👇

Oggi parleremo dell’Europa delle contraddizioni, di quella confederazione di stati, fino al secolo scorso in guerra tra di loro, che oggi rappresenta l’unica possibile realtà, nonostante perda i pezzi, in grado di mitigare gli attriti tra i titani Usa, Cina e Russia e le conseguenze delle loro interessate incursioni nel sud del mondo.

EUROPA CHE AMMORTIZZA

C’è l’Europa, infatti, dietro al freno all’escalation in Medio Oriente, con le sue manovre per calmare le acque e fermare la deriva di un botta e risposta a suon di droni e missili, che rischia ancora di degenerare in conflitto mondiale.

È in Europa proprio oggi, precisamente a Berlino, il vertice tra i libici Fayez al Serraj e il generale Khalifa Haftar, precedentemente convocati da Russia (che intanto ha un 👉 nuovo governo per favorire le riforme costituzionali volute da Putin – di Guglielmo Rezza) e Turchia per cessare il fuoco in Libia. L’obiettivo è trovare un accordo, nonostante si nutrano molti dubbi sul successo dell’incontro 👉 L’attivista Khalifa: quanto è difficile credere a Berlino

EUROPA CHE SI BUTTA NELLA MISCHIA

Contemporaneamente però, mentre nella bozza del documento del vertice si parla del disarmo delle milizie e dell’unificazione dell’apparato di sicurezza, l’Ue è pronta a lanciare una missione militare in Libia con soldati di almeno quattro Paesi: Italia, Francia, Spagna e Germania. 

E dall’Europa, precisamente in Italia, ancora più precisamente a Sigonella, partono un buon numero di attacchi per conto degli USA. Proprio questa settimana 👉 la NATO ha inaugurato nella base americana l’ultimo grido della tecnologia militare: il sistema AGS per nuove guerre

EUROPA GREEN

Mentre persino Wall Street ha riconosciuto l’urgenza di prendere misure per adattare il business alle minacce crescenti del cambio climatico, in barba ai negazionisti filo-presidenziali, così come in tutto il mondo aziende private stanno facendo qualcosa per fermare il surriscaldamento globale, anche a livello politico si parla sempre più di Green Deal e molti paesi non solo stanno riconoscendo il problema, ma cominciano a prendere provvedimenti, come la Germania con il piano di investimento per potenziare la propria rete ferroviaria e diminuire le emissioni.

Contro i cambiamenti climatici questa settimana si è mossa l’Europa tutta, con il suo progetto ben descritto qui 👉 Il Green Deal Europeo

Il Green Deal europeo però ha diversi nodi da sciogliere, dalla tassonomia al fondo per la transizione giusta, fino ad una revisione del patto di Stabilità in chiave sostenibile: 👉 ecco i temi su cui i vertici dell’Ue dovranno trovare una soluzione da qui ai prossimi mesi

Intanto è stato lanciato un appello sia all’Unione europea che all’ONU: 👉Occorre una Governance mondiale per la giustizia climatica

L’EUROPA DI DAVOS

Chissà se l’Ue terrà conto di questo appello, e soprattutto se ne terranno conto in Svizzera la prossima settimana al Foro Economico Mondiale di Davos, l’organizzazione internazionale per la cooperazione tra pubblico e privato, l’incontro per eccellenza dei fautori delle politiche neoliberali che, negli ultimi trent’anni, hanno di fatto portato il pubblico a diventare strumento del privato, attraverso il conferimento di potere assoluto ad una finanza incontrollata. Si parlerà di sviluppo economico, di progresso di Hi-Tech, ci saranno multinazionali, corporazioni, imprese, organizzazioni e personalità della politica di tutto il mondo. Nel suo 50* anniversario, però, il Forum lancia quest’anno un 👉 nuovo manifesto per “un capitalismo migliore, per cui le imprese dovranno pagare le tasse giuste, dovranno mostrare zero tolleranza per la corruzione, dovranno salvaguardare i diritti umani e giocare ad un livello competitivo equo. E il clima? Le economie trasformative? Prima o poi si scioglieranno anche i ghiacciai delle Alpi svizzere e forse si accorgeranno anche loro dell’urgenza di un cambio radicale.

EUROPA GNORRI

Mentre contemporaneamente Quito si prepara ad ospitare 👉 il Forum Mondiale per le Migrazioni e lo Sviluppo, spostato alla prossima settimana per via delle recenti proteste in Ecuador, e circa 250 rappresentanti della società civile di tutto il mondo si stiano preparando a parteciparvi per discutere di migranti e dei loro diritti, L’Unione europea e i singoli stati, attraverso politiche di “esternalizzazione” sempre più spregiudicate, hanno progressivamente rafforzato le politiche di controllo delle frontiere operando direttamente in Paesi terzi attraverso interventi di sostegno politico, economico, logistico e tecnologico con il fine di ostacolare il passaggio dei rifugiati verso l’Europa aggravando senza precedenti le difficoltà per i rifugiati stessi, come sta avvenendo al confine tra Bosnia Erzegovina e Croazia. 👉 Europa complice della violazione dei diritti dei migranti nei Balcani

Sembrerebbe che sul fronte sloveno venga impiegato 👉 l’uso di fototrappole, le stesse utilizzate per lupi e orsi, per facilitare la “caccia ai migranti”

Valerio Nicolosi nel suo articolo descrive bene il campo profughi in Bosnia Erzegovina in cui persone che scappano da guerre e povertà assoluta vivono in condizioni disumane 👉 The game

Valerio è appena tornato dal suo secondo viaggio lungo la rotta balcanica dove ha girato le immagini che faranno parte di un documentario per la cui realizzazione sta raccogliendo fondi 👉 “Frontiere, le vie per l’Europa”

Ma ci sono anche buone notizie, c’è chi si dà da fare per risolvere i problemi dei richiedenti asilo e dell’accoglienza: Chris Richmond Nzi, ex funzionario Frontex, ha avuto un’idea folgorante: ha fondato a Bologna una 👉piattaforma che aiuta gli asilanti e offre alle aziende delle eccellenze lavorative.

LA MIA AFRICA

Buona parte dei migranti verso l’Europa viene dall’Africa e si sente spesso dire “aiutateli a casa loro” mentre di fatto il continente africano, da sempre oggetto degli interessi dei paesi del nord del mondo per la grande ricchezza del suo sottosuolo, si trova una presenza “estranea” in casa assai più condizionante di quanto non succeda all’Europa, estranei che tutti pensano “l’Africa è mia”.

Cina e Russia sono in pole position per mettere piede nel continente in maniera massiccia, ma è ancora l’europea Francia a trarre i maggiori vantaggi, primi tra tutti gli incassi regalati dal Franco Francese, che però quest’anno verrà abolito in 8 paesi per essere sostituito da una nuova moneta, L’Eco. Il grande rischio è che l’Eco resti ancorato all’Euro, se così fosse sarebbe una vittoria di Pirro per gli africani.

Ed è ancora la Francia a sentirsi garante di pace e stabilità in Africa come quando, per esempio, bisogna arginare 👉 gli assalti Jiadisti in Niger, per cui Macron ha riunito in un vertice a Pau (sud-ovest della Francia) i presidenti del G5 Sahel (Ciad, Niger, Burkina Faso, Mali, Mauritania), il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il presidente della Commissione dell’ Unione Africana Moussa Faki e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Dicevamo, Africa invasa, saccheggiata e impoverita, primo tra tutti il Congo, la cui tragedia senza fine cominciò all’alba della sua indipendenza, e di tutte quelle africane, con il martirio di Patrice Lumumba 👉 Con l’assassinio di Lumumba (57 anni fa) comincia il meticoloso saccheggio del Congo

Il Congo è forse il paese africano più ricco di risorse minerarie, soprattutto di quello che è considerato l’oro del futuro, il cobalto, la cui estrazione provoca incidenti anche mortali tra bambini-operai ed è nelle mani di una grande multinazionale: la svizzera Glencore. 👉Cobalto, l’oro del futuro

Il mondo è una pentola a pressione, ci sono rivoluzioni e proteste dappertutto, anche in Africa, come in Sudan dove 👉 la rivoluzione rischia ma dove, a corollario della rivoluzione popolare, il calcio femminile ha ora la piena cittadinanza nel paese. 👉Sudan, primo campionato di calcio femminile

DONNE

Non dovrebbe essere oggetto di una discussione speciale, sembra quasi infatti che mettere sotto i riflettori donne che fanno cose finisca per sottolineare ancora di più un’eccezionalità che invece è normalità, se non fosse per i mille limiti che le società di tutti i tempi impongono al “gentil sesso” (infelice anche questa espressione, come se gli uomini non siano e non debbano essere gentili).

Ritenendole imprese eclatanti non in quanto realizzate da donne, ma per il fatto che siano state realizzate in tempi in cui le difficoltà culturali erano grandi, vi raccontiamo come 👉 Fatima Al Fihriya fondò in Marocco la prima università del mondo, più o meno mentre in Europa c’era il Sacro Romano Impero; e come 👉 Matilde Serao fondò a Napoli Il Mattino nel 1892.

Nel tempo le cose sono cambiate e continuano a cambiare e fa piacere vedere come sempre più donne ricoprano ruoli e prendano iniziative che sino a pochi anni fa erano appannaggio esclusivamente di uomini, come è successo a 👉 Francesca Di Giovanni, prima donna nominata sotto-segretario di Stato Vaticano,

Moltissime donne sono protagoniste delle proteste che stanno infiammando le piazze di tutto il mondo, in difesa di diritti sociali e diritti umani, donne coraggiose come Salome, attivista in difesa della foresta amazzonica, minacciata dalle imprese petrolifere, per cui 👉 Amnesty International ha lanciato una petizione

ULTIME DAL CILE

Allo stesso modo moltissime sono state le donne Mapuche a protestare nelle piazze cilene. Qui un approfondimento su 👉 come si coniuga l’essenza Mapuche con Santiago, metropoli in continuo sviluppo. Il 2019 è stato un anno a dir poco esplosivo per il Cile, lo descrive bene l’ex ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala nel suo articolo 👉 La rivoluzione degli indignati

GIÙ LE MANI DALLA MIA TERRA

Le popolazioni indigene di tutta l’America Latina, derubate delle proprie terre dai governi e dalle multinazionali, sono state dunque le grandi protagoniste delle proteste degli ultimi mesi. Stessa cosa è successa dall’altra parte del mondo, in Vietnam, in cui 👉 un villaggio si è opposto agli espropri con scontri che hanno provocato morti e feriti.

Chissà se a Davos parleranno anche di questo, chissà se finalmente terranno conto delle persone, dei loro diritti e del loro benessere, che non coincide con il benessere ed il progresso economico di cui tanto discutono, che è dell’un per cento della popolazione mondiale. Chissà se finalmente terranno conto del problema del clima e provvederanno ai cambiamenti urgenti in campo economico e finanziario per salvare il pianeta.

Con questo augurio vi salutiamo, ringraziandovi per l’attenzione. Buona domenica, alla prossima settimana.

admin

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