Politica Internazionale

Quanto costa davvero negli Usa un tampone per il coronavirus?

Mar 7 2020

di Alessandro Galiani – AGI

La spesa oscilla a seconda dei casi. Molti americani rinunciano all’assistenza sanitaria perché non possono permetterselo, e ciò mette a rischio il meccanismo di prevenzione. Si cerca un accordo con le assicurazioni per coprire i costi e anche per salvaguardare chi non è coperto dalla polizza. 

© Tommaso Buzzi / AGF – Ospedale torinese

I costi negli Stati Uniti di un tampone per sapere se un paziente è a rischio di coronavirus sono molto variabili e ancora esorbitanti. Secondo MarketWatch possono oscillare tra i 1.000 e i 4.000 dollari, a seconda dei casi. Il sistema sanitario Usa è privato e molti americani rinunciano all’assistenza sanitaria perché sono preoccupati di non potersela permettere. Nel caso della diffusione del coronavirus questo rappresenta un problema aggiuntivo per rallentare e prevenire la diffusione del virus. 

​Anche i funzionari della sanità pubblica Usa, che hanno lanciato l’allarme invitando i cittadini statunitensi a prepararsi alla diffusione del coronavirus, si stanno ora ponendo il problema dei costi e dunque si chiedono se gli americani hanno abbastanza soldi per essere testati e curati.

In tutto il mondo sono stati segnalati oltre 95.000 casi confermati di coronavirus e oltre 3.200 decessi, mentre negli Stati Uniti, sono morte 11 persone, di cui 10 nello stato di Washington e una in California, e ci sono oltre 150 casi confermati, di cui 54 in California, il che ha spinto Gavin Newsom, il governatore democratico di questo stato, a seguire quello di Washington nel dichiarare lo stato di emergenza.

Gli alti costi spesso dissuadono dal cercare assistenza medica

“Se qualcuno è malato, dovrebbe interagire con il sistema medico — ha detto Jean Kates, vicepresidente senior e direttore della politica globale per la salute e l’Hiv presso la Kaiser Family Foundation – E noi non vogliamo che le persone che dovrebbero andare in cerca di assistenza non vadano perché sono preoccupate per i costi”. Il problema dei costi negli Usa preoccupa quasi quanto la diffusione della malattia. A Miami, un uomo che è stato testato dopo un viaggio di lavoro in Cina, secondo quanto riferito a MarketWatch, si è ritrovato a dover pagare un conto di 3.270 di spese ospedaliere.

Un altro uomo della Pennsylvania ha creato su Internet la pagina GoFundMe per chiedere aiuti per pagare 3.918 dollari di fatture che si è visto recapitare a sorpresa dopo essere stato evacuato dalla Cina e messo in quarantena con la figlia di tre anni. ​Tyler Prochazka, un insegnante 27enne che si era recato a Shanghai a metà gennaio è stato testato in un ospedale del Kansas per il coronavirus e altri disturbi e ha ricevuto un conto da 983 dollari poche settimane dopo. 

“La mia prima reazione è stata di incredulità”, ha riferito Prochazka, spiegando che nel suo caso, l’infermiera che gli aveva preso il tampone dal naso gli aveva assicurato che il prelievo  sarebbe stato inviato al Cdc, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie​ (l’organismo che negli Usa ha il compito di prevenire e suggerire gli interventi più appropriati in caso di contagio diffuso ed epidemie), il quale avrebbe coperto i costi del test. Ciò però non è accaduto, precisa Prochazka.

Gli ospedali obbligati a fatturare

I test negli Usa vengono attualmente condotti negli ospedali, i quali sono obbligati a fatturare qualcuno, cioè il paziente o la sua assicurazione. Il primo caso di coronavirus negli Stati Uniti è stato segnalato alla fine di gennaio, e fino alla fine di febbraio, i Cdc hanno condotto test solo nei propri laboratori. Finora, spiega Kates, il Cdc ha coperto i costi del test per molte persone, ma questo non è avvenuto per il test di Prochazka e per quelli degli altri pazienti che hanno rivelato di aver ricevuto a casa fatture elevate, nelle quali gli sono stati addebitati anche altri costi associati alla visita in ospedale o alla quarantena.

In futuro, spiega Kates, i test continueranno ad essere condotti negli ospedali, i quali chiederanno di fatturare un’assicurazione. Quindi quanto costerà ai pazienti sottoporsi al test del coronavirus? “Dipenderà dal fatto se siano assicurati o meno e dal tipo di copertura che hanno – aggiunge – Potrebbero dover sostenere i costi di un ambulatorio medico, o di un ambulatorio ospedaliero o di una visita di pronto soccorso, il che rappresenterà un bel problema per coloro che non sono assicurati o hanno un’assicurazione che li copre poco”. Il Cdc, interrogato in proposito ha preferito non commentare.

Le coperture Medicare e Medicaid

L’agenzia che gestisce Medicare e Medicaid (gli organismi pubblici che gestiscono il sistema assicurativo sanitario Usa) ha recentemente creato un nuovo codice di fatturazione che consentirà agli operatori sanitari di fatturare il test di laboratorio del coronavirus. Il prezzo del test non è stato ancora fissato, ha spiegato a MarketWatch una portavoce del Cdc. Per i pazienti Medicaid, i test diagnostici sono un servizio opzionale. Spetterà ai singoli Stati coprire il test o meno, ha aggiunto la portavoce. 

​Il nuovo codice di fatturazione, spiega Caitlin Donovan, portavoce della National Patient Advocate Foundation, un’organizzazione no profit che spinge per un accesso conveniente a cure mediche di qualità, rappresenta uno sviluppo positivo, perché alla fine aiuterà a standardizzare il prezzo dei test.

Gli Stati di New York e Washington trattano con gli assicuratori

Lo stato di  ​New York fa sapere che costringerà gli assicuratori a pagare per i test. Il Governatore di New York, Andrew Cuomo ha annunciato lunedì scorso che sta emanando una direttiva “che richiede agli assicuratori sanitari di New York di rinunciare alla condivisione dei costi associata ai test per il coronavirus, inclusi pronto soccorso, cure urgenti e visite in ufficio”.

​Nello Stato di Washington, l’autorità sanitaria federale ha reso noto che sta collaborando con gli assicuratori per dipendenti pubblici e destinatari di Medicaid per garantire che sia i test che le cure siano coperte “quando considerate necessarie da un fornitore di assistenza sanitaria“. “Nessuno dovrebbe esitare a cercare un trattamento per COVID-19 durante questa emergenza sanitaria pubblica a causa delle preoccupazioni sui costi” dichiara Kristine Grow, portavoce dell’Ahip, un’associazione che riunisce i gruppi assicurativi.

Cure non assicurati a carico dei contribuenti?

Per quanto riguarda i costi dei trattamenti per curare il Covid-19, secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump ha fatto sapere che sta esplorando la possibilità di usare il denaro dei contribuenti, cioè soldi pubblici, per  pagare le cure dei pazienti non assicurati infettati dal coronavirus. “Esiste anche – spiega Kates – uno statuto federale della sanità pubblica che consente al Cdc di autorizzare il pagamento per l’assistenza e il trattamento di soggetti in quarantena, isolamento e rilascio condizionale”. Questa mossa però “richiederebbe l’autorizzazione del Cdc e, molto probabilmente, stanziamenti aggiuntivi dal Congresso”, aggiunge Kates. 

Come contenere i costi per il test del coronavirus​

Innanzitutto occorre avere ben chiaro che gli assicuratori generalmente coprono i test solo se le indagini sono ritenute clinicamente necessarie, il che di solito significa che un medico deve raccomandarle. “Quindi occorre sempre chiamare prima il tuo dottore” spiega Donovan. Il primo passo per avviare il processo del test secondo il Cdc è chiamare il medico se pensi di avere sintomi di coronavirus o di essere stato in contatto con qualcuno che ha il virus, o di aver viaggiato in un’area a “diffusione in corso” del virus.

“​È noto che gli assicuratori respingono i reclami per visite al pronto soccorso che considerano frivole”, spiega Donovan. ​Un altro motivo per cui una visita in ospedale dovrebbe essere l’ultima risorsa per chi decide di cercare assistenza è che essa è significativamente più costosa di una visita medica. Il costo medio di una visita al Pronto soccorso nel 2017, secondo i dati dell’Istituto di assistenza sanitaria, è stato di 1.389 dollari, in crescita del 176% rispetto a 10 anni prima. Donovan ci tiene poi a far sapere che indipendentemente dal motivo per cui i pazienti visitano un ospedale, la maggior parte di loro viene colpita da una “tassa per le strutture” che si paga solo per aver varcato la soglia.

Inoltre, il Ccd raccomanda agli ospedali di curare potenziali pazienti affetti da coronavirus in stanze isolate e di utilizzare altre precauzioni speciali. E non è ancora chiaro se ai pazienti verranno addebitati questi costi aggiuntivi. ​E ancora: ogni volta che si eseguono test di laboratorio, è importante verificare innanzitutto che il laboratorio e i suoi tecnici siano “in rete”, il che significa che sono coperti dal piano assicurativo. Altrimenti, puoi finire con una fattura medica a sorpresa – anche se il tuo medico ha raccomandato il test.

“Abbiamo il sistema sanitario più imprevedibile e costoso del mondo – dice Donovan – e iniettare il caos di un’epidemia al suo interno, significa esporlo a ogni debolezza e a ogni sorta di fallibilità”. 

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