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Migranti, la marina danese si ribella all’Ue e mette in salvo 33 persone nel Mar Egeo

Mar 8 2020

di Dario PrestigiacomoEuropa Today

Dopo aver soccorso un gommone partito dalla Turchia, i militari di Copenaghen si sono rifiutati di eseguire gli ordini via radio degli ufficiali di Frontex, l’agenzia europea di guardia costiera, che chiedevano di riportare indietro l’imbarcazione: “I respingimenti sono illegali”

Era il 2009 quando l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni autorizzò il respingimento in mare dei migranti provenienti dalla Libia, provocando lo sdegno dell’Unione europea e dell’Onu, che invitarono l’Italia a fermare quella misura in quanto contraria al diritto internazionale. E’ passato poco più di un decennio da allora: l’Onu non ha cambiato idea, i vertici Ue, invece, sembrano di un altro avviso. Lo testimonia quanto successo nelle scorse ore nel mar Egeo, dove Frontex, l’agenzia europea di guardia costiera, avrebbe intimato a una nave militare danese di riportare in Turchia un gommone con 33 migranti, tra cui potenziali rifugiati, diretto in Grecia. Ricevendo, pero’, un secco rifiuto da parte del comandante della marina di Copenaghen.

A rivelarlo è stata l’emittente pubblica danese Dr. Il contesto è ormai noto: da quando la Turchia ha deciso di lasciar passare decine di migliaia di migranti presenti nel suo territorio, tra cui diversi siriani in fuga dalla guerra, in drezione dell’Unione europea attraverso il confine greco, tra Atene e Ankara è scoppiato un braccio di ferro. Di cui le principali vittime sono proprio i migranti, spinti verso la frontiera dalle autorità turche e respinti con la forza (anche con lacrimogeni pericolosi e proiettili di gomma) dai greci. L’Ue, sia la Commissione, sia gli altri Stati membri, hanno espresso il loro sostegno al pugno duro del governo greco. 

Pugno duro che prevede anche la sospensione delle richieste di asilo dei migranti che superano il confine, il rimpatrio forzato e i respingimenti dei barconi nel mar Egeo. Quanto denunciato da Copenaghen rivela che, almeno sui respingimenti, la Grecia sta avendo il supporto non solo morale, ma fattivo da parte dell’Unione europea. Nel mar Egeo, infatti, agisce da tempo l’operazione Poseidon, una missione di sorveglianza delle frontiere coordinata da Frontex. E proprio questa agenzia, già accusata di aver criminalizzato le navi delle ong sostenendo che favoriscono l’immigrazione clandestina, avrebbe intimato alla marina danese di respingere verso la Turchia un gommone con 33 migranti. 

Secondo quanto racconta Dr, la nave danese si trovava nel mar Egeo in quanto impegnata proprio nell’operazione Poseidon, che sulla carta dovrebbe attenersi alle regole sancite a livello internazionale sui soccorsi in mare. Jens Møller, il capo dell’unità danese che partecipa all’operazione, ha dichiarato a Dr che, dopo aver comunicato il salvataggio, il suo equipaggio ha ricevuto un ordine radio dal quartier generale dell’operazione Poseidon per rimettere i migranti sul gommone e rimorchiarlo fino alle acque turche.

L’equipaggio ha rifiutato l’ordine, sostenendo che avrebbe messo in pericolo la vita dei migranti. “Il comandante ha ritenuto che l’ordine non fosse giustificabile”, ha detto Møller. Alla fine, i danesi l’hanno spuntata e i migranti salvati sono stati portati sull’isola greca di Kos. La ministra della Difesa danese Trine Bramsen ha dichiarato a Dr di essere soddisfatta di come Møller e Niegsch abbiano gestito l’incidente: “Hanno svolto il compito in base al mandato che gli è stato assegnato”, dato che i respingimenti in mare dei migranti sono illegali ai sensi del diritto internazionale.“

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