COVID-19, Nuove voci del giornalismo, Tecnologia e Robotica

Pronti alla connessione!

Mar 22 2020

di Marlene SimoniniOTHERNEWS

Anche se le fake news sono sempre in agguato, internet si rivela indispensabile durante la quarantena per il Covid-19

Per quanto ne sappiamo, e comunque ognuno a sua discrezione, il sesto giorno Dio creò l’uomo e vide che era cosa buona.

L’uomo, a sua volta, creò molte cose e qualche decennio fa il suo ingegno venne rapito dalla tecnologia. Vide che era cosa buona.

Dal quel giorno, i giovani del mondo furono quotidianamente rimproverati con varianti più o meno fantasiose della seguente frase “sei sempre davanti a quel coso” (“coso”: indica generalmente un cellulare, un computer, un televisore o qualsiasi altro oggetto tecnologico dotato di uno schermo interattivo).

Poi venne la quarantena e “stare davanti a quel coso” si rivelò utile se non salvifico. Ci salvò dalla noia, dalla nullafacenza, ci aiutò a proseguire nei nostri studi e nel nostro lavoro.

Quella tecnologia spesso denigrata negli ultimi decenni, vuoi per noia o per abitudine, ci sta ora aiutando nei progetti di vita quotidiana e quasi si erige, con sguardo benevolo, al livello di aiutante familiare.

Non è utile solo per lo smart working, per le lezioni ed i compiti online, ma anche per tenerci in contatto con amici e persone care.

L’uomo ha costruito la rete internet a sua immagine e somiglianza, se egli è un animale sociale, così doveva essere la sua creazione: internet non lascia mai solo l’individuo, unisce la massa, si avvicina alle persone, si potrebbe dire che è sociale prima di essere social.

Benevolo o no, al momento internet si sta configurando come una delle armi di cui il singolo cittadino dispone: un’arma per informarsi e proteggersi, intrattenersi e proseguire la propria vita, a dispetto della quarantena e di quel virus che minaccia gli esseri umani giorno dopo giorno.

Certo, si tratta di un’arma a doppio taglio: le fake news, le notizie false, sono sempre dietro l’angolo e proliferano nei momenti di maggior utilizzo della rete. I motori di ricerca tentano di combattere questo fenomeno, i social media meno; infatti, la tempestività di comunicazione su cui queste piattaforme si fondano escludono un’analisi attenta del dato, della condivisione, e la fake news – quasi sempre sensazionale, così attraente e così condivisibile – si diffonde.

Così nel risvegliarsi quale arma, positiva o meno, la connessione si ricongiunge alle sue origini: era stata creata con scopo bellico, d’altronde, in un’America scivolata dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda.

Quale mezzo di difesa americano (davanti ad un’Unione Sovietica simile ad una bomba ad orologeria), avrebbe dovuto mantenere la comunicazione in caso di guerra globale nucleare. Quando questa venne fortunatamente evitata, fu messa a disposizione del mondo civile, per collegare tra loro dapprima i centri universitari e poi l’utenza casalinga.

Anni ’50, l’idea di internet viene progettata. Anni ’60, l’idea viene sviluppata e si da luce ad Arpanet.

Nel 1969, 4 computer universitari vengono connessi tra loro, si intravede un futuro glorioso, nonostante il crush seguito al tentativo di invio del primo messaggio della storia: si doveva inviare la parola “login”, si arrivò a digitare soltanto”log” prima del crush.

Ma si andò avanti, nel ’73 l’Europa viene coinvolta nel progetto, le prime a partecipare sono la Gran Bretagna e la Norvegia.

Da lì, i successi, i tentativi ed i primi hack della storia si rincorrono senza sosta.

Internet nasce finalmente nel 1982, salutando la sua antenata Arpanet e nel ’91, eccolo lì: si annuncia il World Wide Web: il www.

L’uso di internet fu piuttosto virale fin dagli albori.

2008: 600 milioni di utenti internet in tutto il mondo.

2009: 1 miliardo di utenti internet in tutto il mondo.

2011: 2 miliardi di utenti internet in tutto il mondo.

2015: 3,3 miliardi di utenti internet in tutto il mondo.

2018: 5,1 militari di utenti internet in tutto il mondo.

Oggi?

Rispetto a questi ultimi dati la connessione aveva continuato a crescere gradualmente, poi da martedì 10 marzo 2020, giorno in cui tutta Italia è diventata zona rossa, il traffico si è incrementato del 30%. A pesare è stato certamente lo smart working, sicuramente i compiti e le lezioni online ma, soprattutto, il rilascio di un titolo attesissimo dai videogiocatori: Call of Duty Warzone.

La rete al momento sembra reggere bene e l’aumento del traffico, comunque previsto in queste particolari circostanze, può essere inteso anche come motivo di plauso: significa che le persone rimangono effettivamente nelle proprie abitazioni.

Stare davanti al computer, per una volta, non è un più un rimprovero ma un modo per abbracciare cari ed amici fuori dalla nostra porta, vedere ancora quei prati che torneremo a calpestare e tenersi aggiornati ed informati sulle precauzioni e direttive del momento.

Ovvio, internet non è democratico né gratuito, lascia fuori molte famiglie, di molti paesi diversi, per cui il costo sarebbe troppo oneroso da sostenere, anche se molte sono le politiche ed i fondi volti a connettere anche le situazioni ed i luoghi più svantaggiati.

Imbracciamo quindi internet ed affrontiamo il virus: #andràtuttobene.

admin

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