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La rete salesiana diffonde l’allarme dal Sud del pianeta per il Covid-19

Apr 14 2020

di Antonio LabrancaMissioni Don Bosco

Dai Paesi poveri giungono poche informazioni sulla pandemia mentre i missionari segnalano l’impotenza delle autorità locali

I Figli di Don Bosco in Africa hanno iniziato ad attivarsi per sostenere la popolazione durante quella che si prospetta come un’emergenza sanitaria di portata catastrofica, in un continente in cui l’assistenza medica è gestita da privati o da missionari e organizzazioni umanitarie. Ma non dimenticano di pregare per l’Europa e per tutti noi.


Quando l’Italia faticosamente si sta avviando al punto di svolta nella diffusione del Coronavirus19, ci tocca alzare lo sguardo oltre i confini nazionali con un senso di condivisione e di responsabilità.

Quello che si temeva da parte delle persone più attente e coinvolte nella solidarietà con i popoli più poveri si sta palesando. A noi, che siamo un’antenna sensibile della rete mondiale dei salesiani, compete anche il ruolo – forse non facilmente comprensibile dall’opinione pubblica – di riferire l’allarme sulla diffusione della pandemia in Africa, Asia, America latina.

Se la mappatura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità segna solo qualche “puntino” nella parte Sud del pianeta, mentre colora a cerchi ampi l’Europa e l’emisfero Nord non è per la bassa incidenza del virus ma per il ritardo nella rilevazione dei dati epidemiologici e – possiamo purtroppo dirlo con certezza – nell’assenza di una qualsiasi rilevazione in vasti territori già ordinariamente “dimenticati”.

Consulta la mappa mondiale dei contagi

Africa

I media citano i Paesi del Sud e del Nord Africa come quelli che si affacciano nella triste classifica dei più colpiti. Ma possiamo documentare dalle testimonianze che ci arrivano quotidianamente dai missionari che il virus sta colpendo nel cuore del continente, dal Ghana al Sud Sudan, dal Madagascar al Rwanda: Il covid-19 nel mondo dei missionari salesiani

e già si attivano delle risposte: Non abbandonare i ragazzi: questo l’impegno al tempo del coronavirus

assieme alla solidarietà che esprimono verso di noi attraverso preghiere e messaggi. Un messaggio di vicinanza dal Gambia

Nel contempo la straordinaria invasione delle locuste sta creando le condizioni perfette per lo scatenarsi di carestie la prossima estate in Africa Orientale. Le locuste anche in Uganda: i salesiani cercano di prevenire la tragedia

Asia

Non più tardi di un paio di settimane fa ci arrivavano messaggi di solidarietà con l’Italia in emergenza sanitaria da Paesi come l’India o la Siria:

“Non siamo soli: i poveri ci scrivono per dirci che ci vogliono bene”

Una preghiera per noi, dalla Siria

Da questa settimana le opere salesiane in Asia sono investite anch’esse delle ondate di gente che fugge dalle grandi città non più in grado di offrire la sopravvivenza e ritorna nelle campagne da cui era fuggita. Con una promiscuità che preannuncia l’ecatombe.

America Latina

La situazione estrema del Venezuela, il cui Presidente è ormai formalmente accusato di narcotraffico, è quella in cui la combinazione fra mancanza di cibo e sistema sanitario al collasso renderà incontrollabile anche dal punto di vista sociale la diffusione del virus. Il quale sta espandendosi anche negli altri Paesi del Centro e del Sud. Là i missionari possono fare da argine proteggendo i ragazzi che accolgono e coinvolgendoli nella solidarietà, garantendo vicinanza e conforto alle popolazioni anche nei villaggi lontani.

Argentina – I volontari distribuiscono beni di prima necessità

Crisi Venezuela: speciale emergenza nutrizionale

Nel resto del mondo

Nelle aree citate ma anche nel resto del mondo, i salesiani stanno partecipando attivamente alla diffusione di informazioni sulla prevenzione e sulla cura. Il Consiglio Generale della Congregazione ha diramato tempestivamente istruzioni per gestire questo momento soprattutto nei Paesi dove potrà risultare carente l’azione delle autorità governative.

Capitolo Generale: tutto il mondo salesiano nel cortile di Valdocco

Missioni Don Bosco sta raccogliendo elementi per delineare un piano di intervento che preveda: massima limitazione del danno sanitario e sociale; tenuta delle relazioni educative con i giovani; soccorso per i casi di mancanza di cibo; pronta ripartenza dei percorsi che coinvolgono i giovani nella costruzione del loro futuro e di quello delle loro comunità.

Ad esempio in India i salesiani si stanno già muovendo anche convertendo i propri convitti a centri di accoglienza per chi non ha una casa, aprendo le porte a un piccolo ma significativo numero di quei “disperati” in fuga.

LA RISPOSTA DEI SALESIANI AL COVID-19 IN AFRICA

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