Politica Internazionale, Roberto Savio, Sunday Breakfast

The Sunday Breakfast – 63 – panoramica sui fatti globali della settimana

Dic 27 2020


a cura di Cecilia Capanna

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di Cecilia Capanna – 21– 27 dicembre 2020

In questo Sunday Breakfast natalizio parliamo di 4 irriducibili “cattivi” (magari fossero solo 4) e delle loro vicende nella settimana dell’anno che tradizionalmente ammorbidisce l’animo umano con il calore di pensieri buoni e filantropici. C’è chi di loro sembra vacillare di fronte alle lusinghe del bene, c’è chi apparentemente ha imparato ad avere clemenza, c’è poi chi potrebbe ricevere un bel pezzo di carbone nella calza.

Intanto sta per finire il malefico 2020, da tutti odiato e additato come la causa dei mali del mondo ma che ne è probabilmente solo la conseguenza. Come si comporteranno i leader mondiali nel 2021 e negli anni a seguire?

Sotto l’albero UK un nuovo ceppo acceso e il pacchetto Brexit

L’Inghilterra è diventata l’occhio di un nuovo ciclone Covid: il virus è mutato e ha cambiato 23 genomi. Mentre i ricercatori stanno cercando di stabilire se le terapie, i tamponi e il vaccino siano ancora efficaci con il nuovo ceppo, molti paesi, inclusa l’Italia, hanno bloccato tutti i voli provenienti dal Regno Unito e contemporaneamente si è scatenata una nuova corsa al vaccino contro la “variante inglese” da parte delle aziende tagliate fuori dalla supremazia della Pfizer, alla quale tentano di strappare il primato ottenuto negli USA e in Europa. Nella Ue le vaccinazioni partono oggi.

In tutto questo, colpisce l’immagine di Boris Johnson che ha faticato tanto per isolarsi e alla fine, ironia della sorte, in un baleno si è trovato tagliato fuori dal resto del mondo, scansato come un appestato. Forse è per questo che si è ammorbidito e alla vigilia di Natale, un po’ come Ebenezer Scrooge, ha messo sotto l’albero di Bruxelles un pacchetto di articoli che, dopo una lunghissima ed estenuante gestazione, hanno finalmente sancito l’accordo per la Brexit con l’Unione europea.

A Natale anche Trump è più buono

Anche dagli USA è arrivata una notizia che avrebbe tutta l’aria di essere natalizia, se non fosse che nasconde parecchie ombre. Di fatto Donald Trump ha concesso il perdono presidenziale a 26 personaggi inguaiati con la legge. Un duro che perdona fa sempre effetto. Potrebbe infatti sembrare che il pragmatico e cinico presidente uscente degli Stati Uniti abbia voluto lasciare un ultimo buon ricordo, sulla scia dell’atmosfera del Natale 2020 che lo sta accompagnando – forzatamente – fuori dalla Casa Bianca. Peccato però che non abbia dato la grazia, per esempio, ai condannati alla pena capitale – negli USA quest’anno sono state giustiziate a morte 17 persone – ma a parenti e amici che sfuggiranno così alla bilancia della giustizia, una giustizia che, è evidente, nel mondo di Trump non è uguale per tutti.

Il giudizio ONUversale colpisce Bolsonaro

La giustizia però da qualche parte deve pur esistere. Non sembra essere riuscito a sfuggirle un altro amico di Trump, Jair Bolsonaro, indagato dal Tribunale dell’Aia per genocidio delle popolazioni native brasiliane. Per lui solo carbone sotto l’albero. Si pentirà?

Putin, clemente con se stesso

La clemenza ha attanagliato il cuore anche di Tovarich Vladimir Putin. Il Presidente russo, glissando con nonchalance sulla confessione del suo agente segreto che ha ammesso di aver avvelenato il dissidente Navalny, come se niente fosse ha firmato una legge che garantisce agli ex Presidenti della Russia l’immunità a vita. Se vogliamo, anche questo potrebbe essere letto come atto di bontà e di perdono, un perdono che Putin, dopo i 4 mandati che lo vedono ai vertici da 20 anni, concede prima di tutto a se stesso.

Oroscopo geopolitico 2021

Con la settimana che viene si chiuderà questo orribile 2020, un anno impossibile da dimenticare in tutto il mondo. Abbiamo imparato la lezione che ci ha voluto dare la pandemia? Abbiamo capito gli errori che hanno portato il mondo a questo stato di precarietà assoluta? Sembrerebbe proprio di no. Le parole unità, cooperazione, solidarietà tornano di moda per schierarsi contro un nemico che però non è il Covid e non “to be as one”, come cantava John Lennon. Il mondo potrebbe spaccarsi di nuovo in due metà, potrebbe arrivare la Seconda Guerra Fredda, come profetizza, dati alla mano, Roberto Savio. 👇

Nella speranza che nel 2021 un colpo di fulmine illumini i leader mondiali e che tante orribili previsioni vengano smentite, auguriamo ai nostri lettori un anno di cambiamento in meglio. Ad Maiora Semper!

Grazie dell’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana.

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