di Simone Canova – PeopleForPlanet
Dal 2020 saranno azzerate le differenze di stipendio tra uomini e donne

Primo Ministro islandese Katrin Jakobsdóttir
Nel 2018 l’Islanda è diventato il primo Paese del mondo ad assicurare parità di salari tra uomini e donne con una legge e con multe fino a 450 euro per ogni caso di trasgressione che viene denunciato.
La legge prevede che le aziende e le istituzioni possano adeguarsi gradualmente ma il 2020 sarà l’anno limite per chi ha più di 25 dipendenti (2025 per le piccole aziende).
L’Islanda è già all’avanguardia
Bisogna dire che l’Islanda è già da diversi anni in cima alla classifica del Global Gender Gap Report redatto dal World Economic Forum, un rapporto annuale che studia l’equità tra uomini e donne nei rapporti di lavoro, nella politica, nell’accesso alle cure sanitarie fino all’aspettativa di vita.
La prima donna al mondo eletta presidente della Repubblica è stata proprio una islandese, Vigdís Finnbogadóttir, nel 1980.
Le legge islandese serve a azzerare l’ultimo 12% di casi di disparità salariale.
E nel resto del mondo (tipo in Italia)?
Secondo Un Woman, l’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere: “Le donne (nel mondo) guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. Non c’è un solo paese o un solo settore in cui le donne abbiano gli stessi stipendi degli uomini”.
In Italia il dato medio è del 24% con punte del 30% nel caso del lavoro autonomo.
Il problema è comunque sentito: solo poche settimane fa è stata presentata alla Camera una proposta di legge sul divario salariale di genere, ampiamente condivisa dalle forze politiche: prima firmataria è infatti Chiara Gribaudo (PD) ma seguono le firme anche di Renata Polverini (Forza Italia) e di Tiziana Ciprini (M5S). Chissà che il 2020 si faccia un passo avanti anche in Italia per superare questo insopportabile e ingiustificato gender pay gap.

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