Sunday Breakfast

The Sunday Breakfast – 13 – panoramica sui fatti globali della settimana

Gen 12 2020

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita e allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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Premessa di Cecilia Capanna – TEATRINO DI GUERRA

Per essere sicuri di non prendere cantonate e di non cascare nelle trappole del panico, della paura, del terrore e delle manipolazioni, facciamo un sommario in apertura, riordinando i fatti USA-Iran nudi e crudi, con Iraq e Arabia Saudita in mezzo.

1- Trump e il vice ministro della difesa saudita si sono incontrati il 6 gennaio nella Sala Ovale, senza che la Casa Bianca abbia fatto alcun annuncio ufficiale. A rivelarlo lo stesso Khalid Bin Salman in un suo tweet:

2 – L’Arabia Saudita ha chiesto all’Iraq di fare da ponte per il dialogo con l’Iran, per questo Soleiman si trovava a Bagdad. Trump dunque avrebbe assassinato Soleiman (arbitrariamente dichiarato terrorista nel 2016 dagli USA), che era a Bagdad per incontri con i sauditi con la mediazione irachena, un giorno dopo aver chiesto al Primo Ministro iracheno di fare la stessa cosa fra gli USA e Iran.
Queste le rivelazioni dell’infuriato premier iracheno Adil Abdul-Mahdi per cui ha chiesto al parlamento il ritiro delle truppe USA dal suolo nazionale.

3 – In risposta al raid del drone USA, una pioggia di missili iraniani (telefonata) ha colpito basi americane in Iraq, senza vittime.

4 – Inizialmente sembrava una coincidenza l’incidente per cui un aereo ucraino è caduto appena dopo il decollo da Teheran ma il governo iraniano si è visto costretto ad ammettere che è stato abbattuto per errore, inchiodato da una testimonianza video.

Quella che sembra più una partita a ping pong che un’escalation, ha scatenato giustamente allarmi e panico in tutto il mondo per un possibile terzo conflitto mondiale. È bene però restare lucidi per non cadere nelle trappole emozionali e soprattutto bisogna indagare su cosa ne sia oggi del diritto internazionale, come ha fatto per noi Guglielmo Rezza 👉 La legge del più forte

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6 – 12 gennaio 2020 – di Gianfranco Maselli

13 SCENARI DI VENDETTA

Non è il titolo dell’ultima produzione seriale in uscita sulle piattaforme di streaming multimediale. Non è neanche una delle minacce di vostro cugino durante il consueto Risiko natalizio. È l’exploit della rabbia Iraniana.

Lo scorso 6 Gennaio centinaia di persone si sono riversate nelle strade di Kerman per la cerimonia di sepoltura del generale Soleimani. La rabbia, la calca, il disordine hanno prodotto conseguenze drammatiche, così come è drammatica la notizia dei 👉 possibili scenari di vendetta Iraniana, ben 13

PS752

Intanto, dopo l’attacco missilistico lanciato da Teheran contro le basi militari Usa in Iraq, la Cnn informa che 👉 Teheran avrebbe avvertito gli Usa dell’attacco iraniano. Che Teheran non abbia voluto mietere vittime? Si sono avvicendati interrogativi e ipotesi senza fine, soprattutto sul disastro appena successivo del volo ucraino PS752 della Ukraine International Airlines, precipitato con 176 persone a bordo dopo soli 8 minuti di decollo da Teheran.

Solo dopo che Justin Trudeau, che piange 63 connazionali nell’incidente, ha mostrato 👉 le prove dell’esplosione dell’aereo in volo il governo iraniano si è visto costretto a 👉 confessare un errore fatale.

ESCALATION

È stata la parola più abusata sui media negli ultimi 3 giorni, forse però anche la più indicata. Un triste spettacolo pirotecnico di minacce reciproche fra Usa e Iran si alimenta ininterrottamente e, mentre gli Usa annunciano nuove sanzioni ad un Iran che ricorda come gli attacchi siano appena cominciati, Israele e Siria prendono posizione. Cina, Giappone, Germania, Emirati Arabi e Italia invece corrono ai ripari, richiamano alla moderazione o spingono per un dialogo 👉 Reazioni internazionali ai reciproci attacchi tra USA e Iran – Americani salvi perché avvertiti prima

ACCUSE DA SERIE A

Il celebre linguista, filosofo, scienziato, saggista e attivista Noam Chomsky non le manda certo a dire agli USA e tira giù un lista di accuse quasi più lunga del suo curriculum, della sua bibliografia e della lista dei suoi titoli su Wikipedia 👉 Gli Stati Uniti minacciano la pace nel mondo

PROSSIMAMENTE SULLE NOSTRE COSCIENZE?

NeLa costituzione italiana dichiara con forza che il nostro paese è contro la guerra, eppure è dalle basi NATO su territorio nazionale che spesso partono gli attacchi in medio oriente. Antonio Mazzeo, intervistato da Pressenza, fa chiarezza su come il nostro paese sia legato a doppio filo al destino militare degli USA e su come debba comportarsi nel clima di tensione generale per non macchiarsi di una complicità atroce 👉 L’Italia è uno snodo chiave per le operazioni militari in USA

A questo punto diventa molto facile immaginare quale potrebbe essere 👉 Il ruolo dell’Italia in caso di guerra

ACCORDI IN FUMO

L’intero mondo sembra impegnato in una gigantesca partita a scacchi dove dopo ogni mossa, dopo ogni minaccia, dopo ogni perdita, il buon senso e la pace volano via e diventano un lontano ricordo. Pochi sembrano sentirne davvero la mancanza, ancora meno si accorgono di tragedie disumane attualmente in corso, come quella del Darfur Occidentale 👉Tragedia Darfur, tornano i diavoli a cavallo

Altrettanto drammatico è l’esito delle trattative Turco-Russe per porre un freno ai conflitti militari in Libia. Dopo l’incontro fra Putin e Erdogan per il cessate in fuoco e il sì di Tripoli, ancora una volta il generale Khalifa Haftar gela tutti e così il caos Libico sembra essere ben lontano dal placarsi.

Un atto coraggioso è quello del governo tunisino che rifiuta in modo categorico qualsiasi interferenza straniera nel conflitto dei vicini di casa e 👉 nega il passaggio di truppe turche dirette in Libia sul suo territorio

La spaccatura più grande alla base dei conflitti in medio oriente, con conseguenti opposizioni durissime, è tra i fedeli musulmani divisi in sunniti e sciiti. Ancora in molti non hanno chiare le differenze tra questi due gruppi, eccellentemente spiegate qui 👉 Chi sono sunniti e sciiti

La situazione è incandescente da ogni parte, non solo geopoliticamente parlando. La questione climatica è rovente nel vero senso della parola.

SPEGNIAMO LE BUGIE

Se vi siete commossi nel guardare centinaia di koala e canguri in fiamme in televisione, forse è arrivato il momento di cominciare a prendere sul serio la deriva climatica che stiamo attraversando. Molto è stato detto in questi giorni, forse troppo. La prima cosa da fare resta 👉 sconfiggere la disinformazione e le Fake News come quella relativa ad incendi dolosi in Australia.

Conoscere la verità in questi tempi bui di mistificazione del reale e di strumentalizzazioni è un dovere ma, prima ancora, un diritto.

IN CARCERE PER NON ESSERE RIMASTO IN SILENZIO

Ed è proprio per questo che Othernews sostiene e sottoscrive l’appello lanciato da Amnesty International per difendere Ahmet Altan, lo scrittore turco di fama internazionale condannato a 10 anni e sei mesi per aver rifiutato di restare in silenzio e aver usato la penna per esprimere la propria criticità nei confronti del governo Turco di Erdogan 👉 Punito per aver detto la verità

Ci auguriamo giustizia per lui, per le cinesi Zhan Wenmin e Liu Hu, per Julian Assange, per Andrea Rocchelli, per Tim Hetherington e per tanti altri giornalisti, scrittori e divulgatori che hanno pagato col sangue o col carcere la loro missione: difendere la libertà di informazione interpretando nel modo più alto e coraggioso possibile la loro professione.

SORRY, WE MISSED YOU

Allo stesso modo, un esempio virtuoso di difesa di diritti ci giunge da Ken Loach che nel suo ultimo film “Sorry We Missed You” si scaglia potentemente contro 👉 la Gig Economy: il modello economico basato sulla “politica dei lavoretti” saltuari e occasionali, offerte da grandi imprese, applicazioni e piattaforme web che in realtà sfruttano i loro impiegati.

GOOD NEWS!

Intrepida amazzone

La nomina di Jôenia Wapichana invece sembra essere uno squarcio profondissimo proprio nella realtà del nostro tempo, dove i diritti delle minoranze, degli ultimi e dei più deboli vengono violati da centinaia di anni e il colonialismo sembra non essere mai terminato. Jôenia è una donna di grande ispirazione e umanità, saldamente ancora alle sue radici e, soprattutto, è 👉 la prima deputata indigena del Brasile, incarnando così una svolta epocale nella storia del suo paese.

America Latina ancora caliente

E a tener duro non sono solo gli indigeni e le donne brasiliane ma l’America Latina tutta che, alla fine dell’anno, tira le somme di una stagione di crisi durissima, fatta di sconvolgimenti sociali, ribellioni, lacune istituzionali, feriti e disillusioni.

Nonostante l’egemonia e l’influenza Statunitense sia diventata un elemento imprescindibile nel considerare il percorso di paesi come Cile, Argentina, Brasile, Ecuador, Venezuela e Bolivia e la destra di ispirazione Trumpiana dilaghi con l’appoggio delle chiese evangeliche, ila società civile tiene duro. Guardando oltre i fallimenti della sinistra, i movimenti indigeni e dei migranti resistono alle peggiori pratiche del capitalismo estrattivo, alle politiche razziste ed escludenti, mettendo davvero in discussione il neo-liberalismo 👉 Le vene (ancora) aperte dell’America Latina

Sciopero record in India

250 milioni di lavoratori hanno letterlamente invaso strade e piazze in India per protestare contro Modi 👉 Il più grande sciopero al mondo

Parità islandese

L’Islanda, da sempre all’avanguardia, è il primo paese al mondo ad 👉azzerare le differenze salariali tra uomini e donne con una legge

Ci fermiamo qui. Grazie dell’attenzione, buona domenica e alla prossima settimana

admin

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