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The Sunday Breakfast – 33 – panoramica sui fatti globali della settimana

Mag 31 2020

a cura di Cecilia Capanna

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25 – 31 maggio 2020 – di Gianfranco Maselli

Che aria tira nel mondo? C’eravamo dimenticati quanto respirare continue contraddizioni, minacce ambientali e violazioni di diritti umani equivalga, in un certo modo, a soffocare.

“Mio Dio! In quest’ultimo respiro che ancora mi resta, prima che la spada torni ad annientarmi, fate che essa tagli lo spaventoso nodo di contraddizioni che sono dentro e fuori di me, affinché almeno un attimo prima di spirare io sappia finalmente chi sono.”

Era un appello disperato quello che Henry de Montherlant rivolgeva a Dio ne “La Regina Morta”. Forse è proprio negli ultimi istanti prima di spirare che l’uomo comprende quanto possa essere prezioso prendere fiato un’ultima volta e provare pietà per quei vivi che, assuefatti delle contraddizioni che respirano, ancora non lo hanno capito.

BANDERUOLE

Nell’atmosfera Afghana il clima è, come a solito, irrespirabile. A seguire quella che sembra una brezza di pace non c’è alcun profumo di concordia reale, soltanto gli ennesimi giochi di potere. In aria di elezioni Donald Trump va dove tira il vento, verso il compiacimento degli elettori, come altri prima di lui.

La promesse, i tavoli delle trattative e la politica di Afghanizzazione della guerra in Afghanistan non sono buoni propositi che preannunciano il reale ritiro delle truppe ma strategie, sintomi di esalazioni tossiche. Nella coltre densa e irrespirabile la vita umana in gioco sembra passare completamente in secondo piano e perdersi nei fumi dell’oblio e dei giochi politici. La spiegazione puntuale delle dinamiche USA-Afghanistan nell’articolo di Guglielmo Rezza 👇

RESPIRARE

L’aria rarefatta, intossicata da anni di conflitti raziali che continuano a strisciare silenziosi nella quotidianità, si fa ancora più impenetrabile se il fuoco torna a bruciare.

Ci mette poco a riaccendersi se i tizzoni non hanno mai smesso di ardere. Nel cielo di Minneapolis l’omicidio di George Floyd, morto invocando aria, “non respiro!”, eleva una colonna di fumo irrespirabile e dolorosa che, finalmente, tutti gli States possono vedere.

Mentre nelle ultime ore Derek Chauvin, l’agente della polizia responsabile della morte del 46enne, è stato arrestato con le accuse di omicidio di terzo grado e colposo, la nube virale di protesta contro la violenza della polizia si è diffusa in tutto il Paese, inacidendo ulteriormente l‘aria. Da Portland a Boston, da Los Angeles ad Atlanta, fino al Kentucky, violenza risponde a violenza.

Ma quanti sono tutti gli altri incendi che, inascoltati e invisibili, rimangono chiusi in stanze asfissianti e quartieri degradati, piuttosto che ardere in una via del centro sotto gli occhi di tutti?

La realtà è che segregazione e razzismo nei confronti dei cittadini afroamericani permeano ancora l’intera società degli Stati Uniti, sotto una coltre di ipocrisia che ora la gente vuole scoperchiare. Ce lo spiega Cecilia Capanna che ne è stata testimone diretta 👇

In un’incendiaria omertà generale che divora strade, manifestanti e caserme di polizia, il presidente Donald Trump getta benzina sul fuoco giustificando gli eventuali spari della polizia contro le proteste, dimostrando ancora una volta evidenti carenze in chimica, buon senso, etica e in tantissime altre discipline. Eppure un tempo si era schierato con le proteste di Hong Kong, ora è ancora più chiaro agli occhi del mondo che lo aveva fatto solo per dar fastidio alla Cina.

NODO ALLA GOLA

La stretta cinese è insopportabile, le vene pulsano, il sangue torna a ribollire in un attimo, come se ci dividessero poche ore dalle immagini dei campus occupati e dai violenti scontri fra i manifestanti e le forze dell’ordine che si consumavano mesi e mesi fa fra le strade di Hong Kong.

Con la legge sulla sicurezza nazionale, relativa al territorio autonomo di Hong Kong, i servizi di sicurezza cinesi saranno autorizzati ad agire contro i manifestanti che, ormai senza fiato, hanno ripreso a invocare la democrazia per strade e piazze. Si torna ad ansimare, a combattere per un respiro, a far sì che il lamento non resti inascoltato e penetri l’occidente.

A viziare l’aria delle ultime ore sono anche gli scontri contro la legge sull’inno nazionale cinese, che prevede pene pecuniarie e carcere per chiunque lo insulti. Migliaia di difensori del principio «un Paese due sistemi» si erano radunati nell’area di Causeway Bayi, incontrando però la polizia schierata in tenuta anti-sommossa ad attenderli. In manette sono finite più di 300 persone tra i 14 e i 40 anni.

Ci piacerebbe credere che, dall’Occidente, si sia levato un vento critico in risposta alla coltre di lacrimogeni e gas lanciati contro i manifestanti di Hong Kong, ma non si tratta che di fruscii privi di un’azione d’aiuto concreta a stelle e strisce .

Al contrario, l’azione di Donald Trump è arrivata con l’annuncio della prossima revoca delle esenzioni commerciali previste per Hong Kong. Subentreranno nuove sanzioni che acuiranno la stretta alla gola della città stato. L’obiettivo sembra quasi essere sfinirla.

SUPER25                                                   

Nell’aria che viene a mancare e nel soffocamento perpetuo, sopraggiunge la nera visione che anticipa lo svenimento. Ci appanna la vista, fino a nascondere le iniquità che spadroneggiano sul mondo.

Non c’è più luce per gli ultimi, per gli oppressi, i discriminati, i dimenticati e per chi patisce la fame. Il loro soffocamento avviene in modo così silenzioso e oscuro che l’analisi pubblicata da Forbes su come sono cambiate le fortune dei più ricchi durante la pandemia non desta scandalo, anzi guadagna l’indifferenza generale.

I 25 super ricchi del mondo sono ancora più ricchi grazie proprio alla pandemia 👇

Allo stesso modo il dramma amazzonico è una tragedia ascoltata solo sporadicamente, quando riesce a farsi spazio per respirare nel marasma generale.

POLMONE

Non è così per Don Ermanno Allegri, missionario bolzanino attivo da 50 anni in Brasile, fondatore e direttore di una agenzia di stampa per tutta l’America Latina, personalità da sempre in lotta contro i soprusi, dalla parte del Sud del Mondo e dei diritti umani.

In gioco, questa volta, c’è la vita del polmone su cui l’intero pianeta si regge e la sopravvivenza dei suoi custodi minacciati di estinzione a causa delle brutalità delle multinazionali e ora anche perché lasciati soli in balia del Covid 👇

La brama di controllo, il desiderio di estensione, di sopravvivere a noi stessi, di manipolare a tutti i costi lo spazio che ci circonda soverchiando chiunque si interponga nel mezzo, sono mali tanto diabolici quanto antichi, da combattere senza sosta, fino all’ultimo respiro.

Grazie per l’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana!

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