Sunday Breakfast

Sunday Breakfast – 69 – Cosa è successo nel mondo

Feb 7 2021

Numero 69 – Cosa è successo nel mondo questa settimana? Panoramica sui fatti globali principali, a volte trascurati dal mainstream.

a cura di Cecilia Capanna

cosa è successo nel mondo

di Cecilia Capanna – 1-6 febbraio 2021

Siamo arrivati al Sunday Breakfast numero 69: cosa è successo nel mondo? Quello che è sembrato emergere sempre più netto questa settimana è lo sdoppiamento dell’esistenza dell’uomo del nostro tempo tra vita reale e vita digitale. Mentre le piazze della finanza oramai sono sul web e situazioni reali possono venire paradossalmente capovolte come nel caso della vicenda di Game Stop, nella realtà tangibile continuano a succedere cose. Le andiamo a raccontare.

Game stop e il gioco della finanza

Il fatto più eclatante della settimana dal punto di vista mediatico è stato sicuramente quello di Game Stop. La finanza che domina sovrana il nostro tempo ha avuto uno scossone imprevisto che è stato letto in tanti modi. Sta di fatto che il reale orlo del baratro dell’azienda si è trasformato paradossalmente nella sua fortuna, seppure temporanea.

Una vicenda che è lo specchio del nostro momento antropologico: viviamo ormai in due dimensioni parallele per cui la vita reale a cui ci riportano le necessità e gli impulsi previsti da madre Natura, scorre parallela alla vita virtuale, quella sul web, sul digitale, sui social, e il mondo della finanza ne è la sintesi. Ma cosa è successo esattamente e quale segnale può aver dato il caso Game Stop? Ce lo spiega Gianfranco Maselli 👇

Golpe o non golpe?

Se la finanza è la sintesi del dualismo esistenziale dell’uomo di oggi, la vicenda del colpo di stato nel Myanmar ha offerto l’esempio tipico dello sdoppiamento paradossale di cui parlavamo qui sopra: il video della lezione in diretta social di una influencer che immortala alle spalle dell’insegnante di ballo il passaggio dei mezzi militari diretti verso il palazzo del governo birmano, preso d’assalto poco dopo.

I fatti in Birmania indicano anche il profilarsi sempre più definito di schieramenti a livello globale. Sempre più spesso ONU, NATO, USA, UK e Eu si trovano allineati nella condanna di fatti compiuti dai paesi che dominano l’altra metà della sfera terrestre: Cina e Russia. È così che quello in Birmania è dichiaratamente un golpe per l’emisfero occidentale e di contro non lo è affatto per la Cina e la Russia.

Ma cosa è successo esattamente in Myanmar e cosa c’è dietro? Ce lo racconta Naomi Di Roberto 👇

Chi viola i diritti a volte paga

Stesso tipo di condanna da parte dei paesi occidentali nei confronti di quelli orientali avviene con i diritti violati: i diritti dei cittadini che protestano ad Hong Kong, per esempio, i diritti degli Uiguri, quelli di Taiwan o i diritti del dissidente russo Navalny.

La buona notizia di questa settimana è che a proteggere i diritti violati durante il conflitto che ha insanguinato il Sud Sudan per più di 6 anni ci penserà un tribunale appena istituito per giudicare i crimini di guerra. Fatto salutato favorevolmente dall’ONU dopo anni di appelli per la giustizia.

Perseverare è diabolico

Si è aggiunto un nuovo nome alla lista di studenti arrestati in Egitto perché sospettati di essere spie o dissidenti. Ahmed Samir Abdelhay Ali, tornato in visita in patria da Vienna, dove frequentava la Central European University (Ceu), è finito in carcere. La sua storia è la fotocopia di quella di Patrick Zaki che per l’ennesima volta si è visto negare la scarcerazione.

Domani sarà passato un anno esatto dal suo arresto e sono moltissime le iniziative prese per reclamare la sua liberazione. In prima linea il rettore dell’Università di Bologna che ha programmato un evento online per domani mattina. Amnesty International ha lanciato una petizione per concedere a Zaki la cittadinanza onoraria italiana e ha organizzato l’evento online Voci per Patrick, insieme a Voci Per la Libertà e MEI – Meeting Degli Indipendenti, in cui oltre 140 artisti si esibiranno per 12 ore per la liberazione dello studente egiziano.

Il diritto alla buona morte

Concludiamo restando in tema di diritti. Tra i diritti universali dell’uomo non è contemplato il diritto alla buona morte, oggetto di accesi dibattiti politici, giuridici, etici, religiosi. L’eutanasia però è legale in alcuni paesi del mondo cui questa settimana si è aggiunto anche il Portogallo. Ce ne parla Rosarianna Romano 👇

Ci fermiamo qui. Grazie dell’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana.

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Leggi anche Sunday Breakfast – 68 – Cosa è successo nel mondo

admin

3 Comments

    • Grazie Amelia! Ci occupiamo di temi globali e politica internazionale trascurando un po’ l’Italia perché chi legge in italiano è già informato su quello che succede sullo stivale.

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