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Presidenti donne nel mondo: quella leadership femminile che non ti aspetti, a partire dalla Tanzania

Mar 28 2021

Quante presidenti donne ci sono nel mondo e dove? L’ultima nominata è in Tanzania, in quel paese dell’Africa orientale conosciuto per i safari nelle sue vaste zone selvagge. Samia Suluhu è la neo presidente della Tanzania e l’unico presidente africano a professare la fede islamica; la sua ascesa ha seguito la dipartita dell’ex presidente John Magafuli. Nonostante possa destare stupore, la Tanzania non è il primo paese in via di sviluppo ad essere formalmente guidato da una donna, tra le presidenti donne nel mondo si annoverano infatti diverse sorprese.

Presidenti donne nel mondo
Samia Suluhu, neo eletta Presidente della Tanzania

di Marlene SimoniniOTHERNEWS 

Presidenti donne nel mondo: chi e dove?

Nonostante l’intero universo mondo presenti una leadership perlopiù maschile, oggi, marzo 2021, esistono diverse presidenti donne nel mondo, alla guida di nazioni particolarmente diverse tra loro: da quelle più svantaggiate alle eccellenze europee o oceaniche, qui di seguito si offre un breve prospetto:  

  • Danimarca: Mette Frederiksen, Ministro di Stato
  • Norvegia: Erna Solberg , Primo Ministro
  • Finlandia: Sanna Marin, Primo Ministro
  • Estonia: Kersti Kaljulaid, Presidente della Repubblica
  • Germania: Angela Merkel, Cancelliere Federale
  • Serbia: Ana Brnabić, Primo Ministro
  • Georgia: Salome Zourabichvili,Presidente della Repubblica
  • Slovacchia: Zuzana Caputova, Presidente della Repubblica
  • Islanda: Katrín Jakobsdóttir, Primo Ministro
  • Nuova Zelanda: Jacinda Ardern, Primo Ministro
  • Trinidad e Tobago: Paula-Mae Weekes, Presidente
  • Barbados: Mia Amor Mottley, Primo Ministro
  • Taiwan: Tsai Ing-wen, Presidente della Repubblica
  • Singapore: Halimah binti Yacob, Capo di Stato
  • Namibia: Saara Kuugongelwa-Amadhila, Primo Ministro
  • Etiopia: Sahle-Work Zewde, Capo di Stato
  • Tanzania: Samia Suluhu, Presidente
  • Nepal: Bidhya Devi Bhandari, Presidente
  • Bangladesh: Sheikh Hasina Wazed, Primo Ministro

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Tra le varie nomine, non stupisce trovare un incarico di potere nelle mani di una donna in quei paesi considerati come più all’avanguardia, generalmente nel territorio europeo: nessuna sorpresa quindi da Danimarca, Norvegia, Finlandia, Estonia e Germania; tutta un’altra storia invece quando la presidenza femminile si trova nei paesi in via di sviluppo, da cui – scioccamente, è bene riconoscerlo – non ci si aspetterebbe che una donna possa essere arrivata al ruolo di Presidente o Primo Ministro. Graficamente, i paesi a leadership femminile sono stati evidenziati in verde chiaro nell’immagine seguente:

presidenti donne nel mondo

Presidenti donne nel mondo più svantaggiato: come è stato possibile?

Considerando la presenza femminile all’interno dell’ambito politico mondiale non preponderante, come è stato possibile per presidenti donne scalare le vette del potere amministrativo in paesi in via di sviluppo, dove il gentil sesso soffre ancora di discriminazioni sociali? Alle volte, i paesi in questione hanno spesso sofferto di traumi recenti e talmente profondi – in maniera non troppo dissimile da quanto accaduto in Europa durante e dopo i due conflitti mondiali – che si è innescata una rivoluzione interna ai paesi stessi. L’esigenza primaria è feroce e ha portato le nazioni in questione a dover ripartire da quel poco che è rimasto in piedi. È questo che, secondo un’indagine svolta da Treccani, è accaduto nei paesi in via di sviluppo alla leadership femminile.

Il caso di Samia in Tanzania

Nel caso della Tanzania, di conflitti e traumi se ne possono contare diversi; si parte infatti dal presupposto che la nazione stessa è nata formalmente solo nel 1964 dall’unione tra il Tanganyika e Zanzibar. Dopo l’ottenimento dell’indipendenza iniziò il lungo periodo di amministrazione monopartitica, si affrontò tra il 1978-79 la guerra con l’Uganda e solo nel 1995 si tennero le prime elezioni democratiche multipartitiche. È in questo momento che, dopo un evento talmente profondo come la nascita formale di un paese nato dall’unione di due territori distinti ed una guerra recente, una volta ottenuto un governo democratico la Tanzania ha deciso per un riscatto repentino. In pochi decenni la Tanzania ha riscattato il proprio territorio ed è stata costretta ad allinearsi sempre più, anche legislativamente, agli standard dei paesi più avanzati; in tale clima di rinnovamento, la leadership femminile ha colto l’occasione per proporre il proprio avanzamento.

Il ruolo femminile per la competitività del paese

In tale contesto, è interessante anche l’analisi svolta dal World Economic Forum, secondo cui una buona partecipazione femminile all’ambito politico si riflette anche sulla competitività dei paesi a livello globale. Considerando le donne come la metà del talento potenziale di un paese, se tali risorse non vengono adeguatamente sviluppate ed incoraggiate, sul lungo periodo la competitività del paese non potrà godere di miglioramenti. In tal senso, la potenzialità di ogni nazione dipende anche da come le donne vengono educate ed impiegate in ambito lavorativo. Viene spontaneo chiedersi: come mai con tanti casi in aumento nel mondo, una presidente donna sia ancora una rarità o addirittura non pervenuta nei paesi sviluppati Europei, in Canada e Stati Uniti?

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