Il presidente uscente Donald Trump si prepara a salutare la Casa Bianca sbrigando le sue ultime volontà, tra cui ottenere la grazia preventiva per i suoi tre figli. Ad oggi the Tycoon non ha ancora formalmente accettato la sconfitta elettorale.
di Marlene Simonini – OTHERNEWS

Il timore di Donald Trump, per cui vorrebbe promuovere la grazia preventiva a familiari e collaboratori, è che il prossimo presidente USA, Joe Biden, possa utilizzare il mezzo legale come ritorsione nei suoi confronti.
Attualmente la figlia Ivanka è l’unica sotto la lente di ingrandimento giudiziaria, a causa di consulenze ed altre spese effettuate per cui si sospetta una frode fiscale. Il New York Times ipotizza che anche Rudy Giuliani, l’avvocato personale di Trump, potrebbe dover rispondere in futuro della sua ossessiva ricerca di presunte azioni illegali effettuate da Hunter Biden, figlio di Joe Biden, quando faceva parte del consiglio di amministrazione di una società ucraina. La CNN invece rivela che l’FBI sta investigando sull’ipotesi per cui siano state offerte tangenti in cambio della grazia preventiva. Le indagini hanno avuto inizio in estate ed il 28 agosto il giudice federale Beryl Howell, della corte distrettuale di Washington, ha provveduto a rilasciare un’ordinanza di 18 pagine.
Perchè a Trump serve la grazia preventiva
Effettivamente, di vicende giudiziarie la famiglia Trump ne ha dovute affrontare in passato. Il figlio maggiore di Trump, Donald Jr aveva dovuto fronteggiare l’inchiesta Russiagate: era stato accusato di avere avuto contatti con alcuni emissari russi per la diffusione di informazioni sensibili a discapito della campagna di Hillary Clinton nel 2016. Donald Jr tuttavia non è mai stato incriminato. Allo stesso tempo Jared Kushner, il marito di Ivanka, era stato indagato per aver fornito notizie false agli agenti federali, circa alcuni contatti con delle fonti di investimento straniere, situazione giudiziaria poi risolta ed archiviata.
Come si ottiene la grazia preventiva?
In virtù del suo potere esecutivo il presidente degli Stati Uniti può concedere misericordia, in casi eccezionali, a chi trasgredisce la legge. Possiamo parlare di commutazione della pena, nel caso in cui questa venga ridotta o eliminata dopo una condanna giudiziaria, o di perdono, in cui si annulla il reato e le conseguenze penali dello stesso.
Se si tratta di perdoni preventivi si può affermare che sì, il presidente degli stati uniti ha la facoltà di emetterli, tuttavia nel caso attuale si tratta di un presidente uscente e quindi la situazione si avvale di una certa delicatezza.
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È già accaduto?
Nonostante sia una prassi insolita, vi sono dei precedenti storici. Nel 1974 il presidente Gerald Ford estese la grazia all’ex presidente Richard Nixon, per evitare che quest’ultimo fosse perseguito penalmente dopo lo scandalo Watergate. Nel 1977 invece, Jimmy Carter, nel suo primo giorno da presidente in carica, perdonò centinaia di migliaia di uomini che avevano evitato la leva militare nel corso della guerra del Vietnam espatriando in Canada.
Vedremo ciò che Trump riuscirà a portare a temine prima di lasciare la Casa Bianca, ora sembra si stia rendendo conto che quel giorno, prima o poi, arriverà.
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