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The Sunday Breakfast – 10 – panoramica sui fatti globali della settimana

Dic 22 2019

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita, ed allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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16 – 21 dicembre 2019 – di Gianfranco Maselli

OSSIMORI

Siamo diventati scimmie avvolte in bei vestiti? Se un quesito del genere produce indignazione forse non dovresti terminare questa lettura. Ti lasciamo in pace con la tua colazione, ti lasciamo all’ansia da prestazione per indovinare al meglio i regali di Natale. Se invece stai continuando, sai bene che a spingerti non è solo la curiosità ma anche la consapevolezza che si tratta di una domanda retorica e forse tu, lettore, la risposta la conosci già.

Ci stiamo lasciando alle spalle anni di decadenza. Mai come negli ultimi vent’anni abbiamo steso un tappeto rosso per accogliere nelle nostre vite un consumismo sfrenato, un progresso scambiato per civiltà. A tutto questo abbiamo associato la nostra felicità e siamo finiti per diventarne dipendenti. Ma siamo sicuri che la libertà di cui si fregiano le politiche neoliberali significhi anche libertà dei cittadini del mondo? Forse è il momento di mettere in pausa la corsa sfrenata nei centri commerciali e chiederci se una “decrescita felice”, oltre ad essere un ossimoro interessante, non possa essere uno stimolo per rivalutarci  e per migliorare le condizioni del pianeta 👉  La decrescita possibile – Fabio Pipinato

RESILIENZA

Arrivati fin qui ci si sente già meglio ma il danno è fatto, ci siamo addormentati.

Il mondo è preda di sconvolgimenti maggiori, di grande insicurezza, di rischi tecnologici e naturali, come quelli che hanno costretto oltre 230 mila bambini siriani a lasciare il paese questa settimana 👉 Gravi alluvioni in Siria, bambini in condizioni drammatiche

L’adattamento è l’unica soluzione possibile di fronte a cambiamenti che stravolgono l’esistenza. Mentre sbirciamo le vetrine illuminate dei negozi, nel nostro bel vestito che nasconde il nostro corpo peloso, siamo sicuri di saper essere resilienti, di saperci adattare, o siamo viziati e ciechi? Riccardo Petrella analizza e spiega la 👉 Strategia della resilienza – soluzione o legittimazione del nuovo apartheid planetario?

PROCRASTINARE

La nostra abilità più grande in tenera età: facevamo i bravi bambini con buoni propositi prima di Natale ma poi ricominciavamo a fuggire o rinviare ogni responsabilità, come hanno fatto i rappresentanti di più di 190 paesi del mondo a Madrid, qualche giorno fa, durante la COP25.

Come nel celebre romanzo di Dickens, le nostre Grandi Speranze sono state abbondantemente tradite. Il summit si è rivelato un fallimento che ha aperto la strada a indignazione e delusione per chi, come Greta Thunberg e Antonio Guterres, forse aveva creduto davvero ad una svolta e si è detto profondamente amareggiato dal comportamento dei governi.

Diventa davvero complicato spiegare perché non ce la si fa, Roberto Savio ne analizza le ragioni e conclude 👉 Incapaci di fare alleanze – COP25 docet

Indiscrezioni di corridoio incolpano del fallimento alcuni paesi, a quanto pare rei di avere ostacolato apertamente le trattative 👉 Cosa è successo alla conferenza sul clima, soprattutto se la vittima colpita più pesantemente dalle modifiche del clima causate da attività umana continua ad essere il continente Africano. Nonostante l’Africa provochi, secondo i dati delle Nazioni Unite, meno del 4% del totale globale delle emissioni di CO2, le prospettive che attendono il continente sono tutt’altro che rassicuranti dopo un 2019 così duro 👉 COP25, l’Africa muore e vincono le multinazionali

Nonostante tutte queste ombre, proiezioni di una luce intercettata e interrotta,  l’effetto finale però è di chiaro-scuro, perché in realtà ci sono fatti luminosi, belli e incoraggianti, meno chiassosi dello scandaloso buio.

ALLA LUCE

In fondo al buio tunnel di questo ultimo anno, se si guarda bene c’è qualcuno ancora sveglio, ancora capace di sensibilità, di indignarsi e smuovere le coscienze. Non ci sorprende che questo esempio venga dal Cile, un paese che negli ultimi mesi è stato martoriato da una violenza senza fine, dove ad essere scavalcati molto spesso sono stati i diritti delle donne.

Las Tesis, il collettivo di giovani cilene che ha dato un contributo enorme alla causa, è candidato al Premio Nobel per la Pace 2020. Non potrebbe esserci faro più luminoso nella notte cilena 👉  Premio Nobel a Las Tesis

È una luce che rischiara lo stato in cui versano i diritti umani anche quella che ci arriva dal Gambia. Il paese ha intentato una causa all’Aja chiedendo la responsabilità delle violazioni sistematiche dei diritti dei minorenni musulmani Rohingya da parte del governo del Myanmar, 👉 guadagnandosi il sostegno di Canada e Olanda.

AL BUIO

Ce ne vorrebbero di luci così per rischiarare la notte di tanti paesi, per trasformare in cambiamento il dissidio, la rabbia, l’indignazione, lo scontro.

Ce ne vorrebbero in Francia, sia in senso metaforico che reale. La rete elettrica è stata sabotata durante le ultime manifestazioni e interi quartieri di Parigi sono letteralmente al buio.

Il paese è paralizzato dal caos e continui scioperi contro la riforma delle pensioni.

La grande novità della settimana non sta soltanto nel blocco unito dei sindacati, per la prima volta allineati insieme contro il governo nell’ opporsi alla cosiddetta “età d’equilibrio”, ma anche nella nomina di un nuovo segretario di Stato per le pensioni al posto del dimissionario Jean-Paul Delevoye 👉 Francia, il premier riceve i sindacati

FUGGIRE

C’è chi lo fa vigliaccamente per evadere da responsabilità e chi, come Evo Morales, questo Natale sente il fiato sul collo di un mandato di cattura. Non c’è molta alternativa. Le accuse nei confronti dell’ex-presidente Boliviano sono gravissime. Curioso che tutto questo avvenga nel 14° anniversario della Rivoluzione democratica e culturale, avviata da Evo Morales con la sua prima vittoria nel Dicembre del 2005. È ancora più curioso, poi, che il mandato di cattura sia stato emesso a poca distanza dalle elezioni presidenziali 👉 Si avvicina il voto, ordine di cattura per Evo

Queste sono accuse durissime e la vicenda continua a coprirsi di ambiguità, se si prendono in considerazione l’illegalità di cui molti accusano il governo di Jeanine Áñez insediatasi dopo le dimissioni di Morales 👉 reo di errori che il paese non ha mai perdonato, L’Argentina è ora la sua solidale terra di approdo finale che, dopo il rifugio in Messico a Novembre, gli ha concesso lo status di rifugiato la settimana scorsa.

J’Accuse

Questo Natale Boris Johnson lo passerà da vincitore sotto l’albero di Downey Street. Mentre le accuse a Jeremy Corbyn dopo le elezioni nel Regno Unito, aggravano ulteriormente la sconfitta dei Labdem, già pesantemente delusi dalle dimissioni del loro leader.

Negli USA, invece, la Camera ha votato sì all’impeachment su Trump. Il presidente non sembra essere molto preoccupato. Forse i suoi pensieri saranno occupati da altro: qualche regalo di Natale, l’incombenza dei party festivi, il gestire ben 👉 113 basi americane in Italia finanziate con le nostre tasse, oppure l’istituzione della Space Force, una forza armata per gli affari spaziali voluta dal presidente come sesto ramo delle forze armate degli Stati Uniti, anche se 👉 diversa da come se l’aspettava

Restando nel club sovranisti, anche Matteo Salvini deve fare i conti con accuse dure, quelle di sequestro di persona e abuso d’ufficio per i 131 migranti che, per tre giorni, ha tenuto bloccati a bordo della nave Gregoretti della Guardia costiera italiana.

Queste tre vicende, in apparenza distanti tra loro, hanno in realtà degli elementi in comune che si possono riassumere in tre parole: fake news e proiezione. Ce ne parla Anna Polo 👉 Fake news e proiezione, malattie del nostro tempo ma una cura c’è

OLTRE

Siamo italiani, oltre a Salvini c’è di più. Andiamo oltre. Non possiamo non citare il Summit delle Diaspore di Roma, giunto alla sua Terza Edizione e sempre più affiatato nel promuovere il prezioso coinvolgimento e la partecipazione delle comunità con esperienza migratoria ai progetti per la crescita dei loro Paesi d’origine.  L’incontro del mondo delle comunità delle diaspore con il settore privato, non solo non profit ma anche profit, è uno dei percorsi da immaginare nell’immediato futuro assieme a quello di imprese gestite da migranti 👉 Summit delle Diaspore ricomincia da tre, ora fase nuova

INDIGNARSI

Alla fine dei conti indignarsi è sempre l’arma più importante, una costante. Una inestimabile e selvaggia ricchezza in uno spirito giovane, straordinaria e imprescindibile premessa che ci porta per mano e ci spinge a credere, a combattere, a sovvertire. Durante la giovinezza l’indignazione camminava con noi per le strade e fra i banchi di scuola ma oggi siamo ancora capaci di indignarci? Siamo ancora in grado di trasformare la rabbia che riempie le nostre strade in qualcosa di concreto?

Dobbiamo esserlo, soprattutto parlando di Iraq, dove è molto preoccupante ciò che sta accadendo.

Arginando i blocchi della rete e dei social, grazie ad un ponte umano la redazione di Othernews è riuscita a realizzare un’intervista esclusiva ad un professionista informatico iracheno a Baghdad 👉 Proteste in IRAQ, intervista esclusiva

Di fronte a proteste che vengono soffocate nel sangue e ad attivisti come Salman e Omar che spariscono, chiediamoci: ma di cosa stiamo parlando quando sfrecciamo fra le vetrine, compriamo, ci scambiamo auguri di circostanza e parliamo di progresso? È un mondo civile quello in cui si mira a svuotare la piazza anche delle sue voci più pacifiche e a spingere le proteste verso il caos? 👉 Proteste pacifiche nel sangue in Iraq

Anche questa settimana abbiamo terminato. Sarebbe bello che sotto il nostro albero quest’anno non ci fossero solo vetrine addobbate, auguri svogliati, propositi lussuosi e ubriachi. Dispiacerebbe veder cozzare tutto questo con il 👉 bilancio spaventoso di questo anno (IPS)

Auguriamoci un mondo non di chiaroscuri ma solo di tinte le più chiare e luminose possibili, auguriamoci piuttosto un mondo sveglio e sensibile in cui tutti possano studiare. Auguriamoci un mondo in cui le persone, oltre ad indossare bei vestiti, si guardino attorno, si abbraccino e imparino a rinunciare ad un consumo selvaggio, a progredire tornando indietro alla semplicità, almeno qualche volta. Auguriamoci i giovani pacifici nelle piazze lontani dai manganelli, dalla violenza, dalle strumentalizzazioni politiche, dagli slogan. Auguriamoci giustizia, fratellanza, calore.

Buon Natale, alla prossima settimana

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