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The Sunday Breakfast – 56 – panoramica sui fatti globali della settimana

Nov 8 2020

a cura di Cecilia Capanna

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di Naomi Di Roberto– 2-8 nov 2020

Alea iacta est. Il dado è tratto. Nel bel mezzo di una seconda ondata di Coronavirus e di misure restrittive prese dai governi di tutta Europa, è appena trascorsa una settimana di devastanti eventi e grandissime decisioni di cui stiamo aspettando solo ed unicamente la tangibile resa dei conti. Come andrà a finire? Noi ce lo siamo chiesti. Buona lettura!

Showdown

Ore decisive in America questa settimana: Joe Biden è il vincitore delle presidenziali Usa2020! Sicuramente il sistema elettorale americano fa in modo che non sia proprio la maggioranza del popolo a decidere, ma è anche vero che la campagna elettorale del Presidente Trump, il cui centro è sempre stato il “Law and Order”, non è stata altro che una campagna strettamente fondata sulla base ideologica tradizionale dei conservatori, delle loro guerre culturali, della religione (fattore che ha sempre attratto diversissimi consensi). Strategia vincente da vero “osso duro”? Fatto sta che in America Latina, Stati Uniti ed Europa, infatti, stiamo assistendo a un’avanzata di partiti e organizzazioni politiche di estrema destra, che costituiscono una rete perfettamente strutturata e coordinata a livello globale e sono in connessione organica con i gruppi fondamentalisti cristiani.

Gli americani hanno dimostrato di non aver gradito, di voler tornare alla “decenza” e per tutta risposta Trump, disconoscendo la validità delle elezioni e rifiutandosi di riconoscere la legittimità di un Presidente diverso da sé stesso, è andato definitivamente contro tutti i principi di una democrazia, scatenando aspre reazioni . Ce ne parla Guglielmo Rezza 👇

Notte di sangue e terrore

Sparatoria in centro città a Vienna: almeno 4 morti, un attentatore ucciso, blitz in tutto il Paese con finora ben 3 arresti e 14 fermi. Questi sono gli elementi che hanno in mano le autorità dopo l’attentato alla Capitale che ha fatto il giro del mondo: l’ipotesi di un legame con l’Isis è però ancora tutto da verificare. Ore di terrore, ore di straziante terrore in una Vienna attonita dinnanzi ad un “vecchio” nemico, e ad uno “nuovo”, la pandemia dovuta al Coronavirus, che combinate hanno messo letteralmente in ginocchio la Capitale austriaca alla vigilia del lockdown. Tutto ciò a soli tre giorni dall’attentato di Nizza. Tutti gli elementi in ballo e gli sviluppi della sempre più sentita instabilità geopolitica dovuta soprattutto all’islamofobia vengono ripercorsi a ritroso dalla nostra Rosarianna Romano 👇

Filo di comunicazione

È il 31 ottobre 2020, la terra torna nuovamente a tremare e, questa volta, lo fa nel Mar Egeo, a pochi km dall’isola di Samos, in Grecia. Nuvole di polvere hanno coperto la città di Smirne mentre un mini-tsunami travolgeva negozi ed abitazioni delle coste turche: secondo i dati diffusi dalle Autorità turche per la gestione delle emergenze e dei disastri (Afad), si contano circa 51 morti (di cui 49 solo a Smirne), tantissimi i feriti. E se fino a ieri i rapporti erano tesi per via di Erdogan che ignorava gli accordi internazionali per accaparrarsi una parte di costa greca da trivellare (argomento su cui era intervenuto anche Macron nel vertice UE in Corsica), come spesso accade, dopo eventi improvvisi così devastanti, tutto ciò che si può fare è semplicemente raccogliere i cocci rotti rimasti per rimetterli insieme. Nel momento in cui c’è una catastrofe che coinvolge due o più Stati, c’è anche, forse, un filo di comunicazione: la Grecia ha infatti tenta di iniziare un dialogo proprio con il Presidente turco, al fine di cercare di aiutarsi nella disgrazia comune. Che Erdogan abbia accettato solo perché troppo impegnato su altri fronti, forse in Azerbaigian? Questo dialogo è davvero possibile? Staremo a vedere.

Tra conflitto e pandemia

Ad oggi, Siria e Yemen, sono i Paesi che soffrono maggiormente la crisi economico-sociale dovuta non solo alle conseguenze dovute alle guerre comuni, ma anche e soprattutto alla pandemia globale dovuta al Coronavirus. Il rapporto diffuso da “Save the Children” è molto chiaro: 4,6 milioni di malnutriti in Siria, il 65% dei bambini siriani non mangia una mela, un’arancia o una banana da almeno tre mesi, confermati circa 5480 casi di Covid-19. Non è differente la situazione nello Yemen ove oggi circa 20 milioni di persone si trovano sull’orlo della carestia. Dov’è la fame nel 2020? Una resa dei conti davvero preoccupante, uno studio fatto di numeri e di diritti umani negati. Nell’analisi e nella riscrittura di tutti questi dati si è cimentata la nostra Marlene Simonini 👇

Nuove prospettive

Resa dei conti arrivata anche per il Cile: dopo le proteste che hanno sfidato le misure restrittive per contrastare la diffusione del Coronavirus, la popolazione cilena ha infatti finalmente celebrato la vittoria del “Sì” al Referendum indetto con il fine di cambiare l’attuale Costituzione risalente al 1980, e quindi all’epoca dalla dittatura di Augusto Pinochet. Ma quali sono state le difficoltà venute fuori lungo il cammino della Convenzione Costituzionale finalmente in atto? Cosa c’è realmente dietro e tutta questa situazione, quali le trappole? C’è forse un qualcosa di “non detto”? Se n’è occupata Cecilia Capanna in un’intervista a Tomás Hirsch, Parlamentare cileno indipendente, militante di “Azione Umanista” 👇

Grazie dell’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana.

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Leggi anche The Sunday Breakfast – 55 – panoramica sui fatti globali della settimana

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