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The Sunday Breakfast – 57 – panoramica sui fatti globali della settimana

Nov 15 2020

a cura di Cecilia Capanna

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di Gianfranco Maselli– 9-15 nov 2020

Si respira aria nuova nel continente Americano. Sembra ci sia un’ atmosfera di cambiamento nella politica statunitense dove, tuttavia, l’aria consumata degli ultimi quattro anni, sembra essere destinata ad aleggiare ancora per molto. Più a Sud, invece, mentre la Bolivia festeggia il neo eletto presidente, il vicino governo Peruviano viene destituito con accuse pesantissime. Mentre si affiancano, nel dibattito pandemico, continui aggiornamenti circa i vaccini e echi di ambiguità provenienti dall’est Europa, proviamo a fare il punto su una settimana in cui, malgrado i dubbi, non mancano buone notizie come quelle che ci giungono dall’Iran.

TRUMP IS GONE BUT TRUMPISM REMAINS

C’è chi grida al cambiamento, chi ai brogli elettorali. C’è chi inneggia ad una forza democratica ritrovata, chi ad un sovranismo che serpeggia nel paese più intensamente di prima. C’è chi non vede l’ora di entrare nella stanza ovale e chi, come Donald Trump, proprio non se ne vuole andare e chiama a gran voce il riconteggio dei voti. La vittoria di Joe Biden nelle elezioni presidenziali americane ha generato scontri fra posizioni e pareri variegati, tanto quanto i nuovi eletti al congresso americano.

Ad una incredibile inclusività fatta di giovanissimi, LGBT, afroamericani e minoranze etniche si affianca QAnon, il movimento di estrema destra entrato nel Congresso con l’esponente repubblicana filo-Trumpiana Marjiorie Taylor Greene. Forse è proprio vero che il Trumpismo è qui per restare. È giusto dunque chiederci: che destino attende gli USA e il sovranismo Trumpiano? Cosa, invece, dovrebbe aspettarsi il resto del mondo? Quanto sta accadendo è una situazione specifica degli Stati Uniti o è un fenomeno più grande destinato ad interessare tutto il globo? Cerchiamo di districarci in mezzo ad un mare di incognite grazie alle parole del nostro presidente Roberto Savio 👇

SCONFITTA ARMENA

Di vincitori e vinti ce ne sono anche nel Caucaso. Gli ultimi sviluppi che concernono la regione del Nagorno Karabakh si rivelano estremamente dolorosi per l’Armenia, un paese che dopo decenni di lotte esce sconfitto dopo aver firmato un dolorosissimo cessate il fuoco. Chi ne esce, invece, vincitore? Cosa ci sarà scritto nei prossimi del Nagorno Karabakh? Ripercorriamo il passato, il presente e proviamo a tracciare il futuro della regione assieme al nostro Guglielmo Rezza 👇

CONFUSIONE PERUVIANA

La stessa atmosfera di cambiamento che attraversa la politica statunitense la si può ritrovare anche più a Sud, dove la Bolivia celebra il rientro in patria dell’ex presidente Evo Morales dopo l’esilio in Argentina e l’elezione di Luis Arce, che segna il ritorno alla guida del paese del partito MAS. Se un presidente arriva un altro leader, nel vicino Perù, è costretto ad andarsene. Qui infatti il governo è stato destituito con accuse pesantissime, secondo un procedimento che alcuni già si apprestano a definire golpe. Nella capitale Lima e in altre città del Paese prolificano manifestazioni e scontri con la polizia guidati da chi non si riconosce in questa decisione. Cosa è successo? Quali accuse sono state mosse nei confronti del presidente Vizcarra? Chi ha preso il suo posto alle redini del paese? Facciamo il punto della situazione con la nostra Naomi Di Roberto. 👇

DUBBI VIRALI E FOSCHIA POLACCA

Sono arrivate quasi inaspettate le notizie della messa a punto dei vaccini contro il Covid19. Al russo SputnikV seguono quello prodotto da Pfizer in collaborazione con Biontech e quello creato da Moderna. Anche in Italia la ricerca non si ferma grazie all’asse Oxford-Pomezia. Agli entusiasmi delle ultime ore si sovrappongono però interrogativi circa la conservazione del farmaco, che deve avvenire obbligatoriamente a temperature polari, e dubbi di fronte ad una sperimentazione che, per molti, è durata davvero troppo poco per permettere la distribuzione di massa. L’attesa di 18 mesi dall’inizio della sperimentazione non è stata rispettata ed ora in molti si chiedono: come ci si è riusciti? La risposta starebbe tecnologia dell’mRna, una metodica che ha consentito di ridurre i tempi di produzione.

Mentre i dubbi generali non sembrano placarsi, ai continui aggiornamenti sui vaccini si affiancano echi poco rassicuranti provenienti dall’Est Europa, più precisamente dalla Polonia dove nella gestione della pandemia sono stati impiegati dei gruppi paramilitari, in particolare la Forza di Difesa Territoriale TDF, fondata dal partito di governo polacco Diritto e Giustizia PIS ed eredità della caduta del comunismo. Una certa foschia sembra spandersi all’orizzonte: la scelta del governo sembra possa essere in grado di donare alle forze paramilitari, fra cui si riconoscono molti esponenti di estrema destra, una certa legittimità sulla scena pubblica, fino a farne una sorta di esercito fedele al partito del PIS prima ancora che allo Stato 👇

IL CIELO SOPRA L’IRAN

In una settimana il cui cielo sembra costellato da incognite che rendono difficile scorgere cosa ci attende a venire, non mancano le buone notizie che rischiarano l’orizzonte. Un ottimo esempio è la notizia che ci giunge dall’Iran dove Nasrin Sotoudeh, avvocatessa e attivista per i diritti umani, è stata temporaneamente liberata dopo una detenzione durata ben due anni. Quali accuse erano state mosse contro di lei? Cosa l’ha spinta ad uno sciopero della fame durato sei settimane? Ripercorriamo la sua storia attraverso la penna della nostra Rosarianna Romano 👇

Grazie dell’attenzione, buona domenica, alla prossima settimana.

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