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The Sunday Breakfast – 15 – panoramica sui fatti globali della settimana

Gen 25 2020

a cura di Cecilia Capanna


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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita e allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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20 – 26 gennaio 2020 – di Guglielmo Rezza

Una settimana di incontri, forum, decisioni prese e mancate. Una buona occasione per riprendere in mano un po’ di quelle tematiche e di quelle vicende che sono state ricorrenti negli ultimi tempi, o più propriamente anni, che ci concede l’occasione per fare un po’ il punto della situazione. Grandi classici come Brexit e impeachment sembrano avviarsi alla loro conclusione, ricorre come ogni anno il Forum Economico Mondiale, mentre i mercati di animali in Cina ci regalano un nuovo incontrollabile coronavirus che torna a far parlare di rischio pandemia, riportandoci tutti indietro al 2002, ai tempi della SARS, quando si era di 20 anni più giovani.

BEXIT, EVENTUALLY

Fa già salire un po’ di nostalgia la ratifica da parte del Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, dell’accordo per l’uscita della Gran Bretagna. L’accordo è già diventato legge nel Regno Unito, dopo l’apposizione della firma della regina Elisabetta II sul documento, mentre per l’ufficializzazione a livello europeo sarà necessario aspettare la ratifica del Parlamento Europeo. La firma del documento non significa certo l’uscita immediata del Regno Unito, anzi, a febbraio avrà inizio il periodo di transizione -che per ora è stato fissato a 11 mesi- in cui avrà luogo il negoziato commerciale. Tuttavia, la ratifica del documento rappresenta un momento decisivo per una vicenda che tra votazioni, referendum e dichiarazioni, ci ha accompagnato per tre anni e sulla quale ci siamo abituati a ricevere aggiornamenti quotidiani 👉 Brexit: con la firma della regina l’accordo è legge

NULLA DI FATTO A DAVOS

Per una vicenda che sembra avviarsi alla sua conclusione, altri temi ricorrenti invece rimangono sempre lì, senza soluzioni, una spada di Damocle che diventa parte di un’inquietante routine. Quando si parla di tematiche irrisolte un posto d’onore va all’ambiente, questa volta sul palco del forum di Davos, che quest’anno avrebbe dovuto essere incentrato proprio sul clima. Siamo ben abituati ad incontri dagli esiti inconcludenti coronati da annunci altisonanti, ma sembra che questa volta siano mancati persino i secondi, con le parole di profonda delusione di Greta Thunberg, presente al forum, cui è seguito un prevedibile scontro via Twitter col Segretario del Tesoro americano Steven Mnuchin. 👉 Le accuse di Greta ai potenti. Questione clima completamente ignorata a Davos

C’era da aspettarselo, visto che il rapporto lanciato da Fairwatch, Terra! e Cospe, nell’ambito della campagna Stop ISDS, rileva che cresce il numero delle imprese inquinanti che fanno causa ai governi contro le norme sul clima e l’ambiente 👉 Così le compagnie fossili denunciano gli stati per bloccare la transizione ecologica

Non è mancata nemmeno una schermaglia indiretta tra Greta e il Presidente Trump, che ha messo in guardia dai “profeti di sventura” e dalle loro “previsioni di apocalisse”, adducendo come prova il periodo di floridità economica degli Stati Uniti d’America: risposta di per sé giusta, l’economia americana sembrerebbe infatti aver accelerato, peccato non sia chiarissimo come ciò risponda alla questione ambientale 👉 Trump da Davos: il mondo ci segua, siamo un modello

Peccato anche che Trump abbia totalmente ignorato il rapporto Oxfam che denuncia che 👉 solo l’1% della popolazione mondiale ha il doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone proprio grazie alle politiche economiche neoliberali.

TRUMP INARRESTABILE

Di fatto, il presidente americano sembra più attivo che mai: mentre procede il processo per l’accusa di impeachment che, qualora dovesse essere confermato il rifiuto di ascoltare testimoni chiave da parte del Senato, si concluderà più brevemente del previsto e probabilmente a favore di Trump, il Presidente imperversa sul fronte interno ed esterno. 👉Impeachment Trump: battaglia al Senato sulle regole del processo

Così, nello stesso momento in cui si scontra con Greta, Trump si appresta ad abbattere, non senza un certo entusiasmo, l’ennesima tutela ambientale stabilita dell’amministrazione Obama: il regolamento Waters of United States, norma anti-inquinamento delle acque interne, che Trump ha definito come “una delle norme più ridicole di tutte”. 👉 Trump cancella i controlli anti-inquinamento di Obama, esultano immobiliaristi e produttori di combustibili fossili

Intanto, all’estero, colleziona un’importante vittoria sulla Cina, che sotto la pressione di due anni di guerra commerciale si è seduta al tavolo, accettando le condizioni statunitensi in cambio della riduzione dei dazi. 👉Dazi: USA e Cina firmano la tregua, Xi Jinping comincia molto male il decennio, tra intese commerciali coatte e intere città in quarantena a causa del coronavirus, mentre di Trump bisogna dire che, per quanto si possa amarlo o -molto più probabilmente- no, è in grado di raggiungere i propri obbiettivi e che sembra, al momento, inarrestabile.

PACE LONTANA IN LIBIA

Anche il Congresso di Berlino sulla Libia sembra destinato a finire nel gran contenitore delle conferenze inconcludenti e il fragile cessate il fuoco sembrerebbe essere già saltato. Così, mentre riprendono i combattimenti sul terreno, ricominciano anche gli incontri e i giri di valzer tra le cancellerie europee alla ricerca di una soluzione, con una pioggia di incontri bilaterali tra capi di Stato e rappresentanze diplomatiche. Le questioni all’ordine del giorno riguardano sia le modalità tramite cui riesumare la tregua prematuramente defunta che il rispetto dell’embargo sulle armi alla Libia entrato in vigore già nel 2011, ma sulla cui implementazione è lecito sollevare qualche timida perplessità, se a 9 anni di distanza stiamo assistendo a una escalation del conflitto. 👉 Libia ancora nel caos, L’Italia chiede aiuto agli USA

RUSSIA SU TANTI FRONTI

Il protagonismo di Haftar, che scalpita alla vista di Tripoli, nonostante i suoi alleati cerchino di controllarlo, sembrerebbe aver irritato anche Putin. La Russia ha infatti fornito appoggio al generale soprattutto tramite l’impiego del Gruppo Wagner, un’unità di veterani di Donbas e Siria la cui identità rimane abbastanza sfumata e che concede alla Russia il vantaggio della deniability pur sostenendo attivamente i suoi alleati. 👉 Chi sono i mercenari russi del Wagner Group che combattono in Libia con Haftar

Negli ultimi anni la Russia è stata coinvolta nel conflitto ucraino e siriano e adesso è parte di quello libico: tali guerre hanno avuto dei costi, cui si aggiungono le sanzioni internazionali per l’occupazione della Crimea e i costi che comporterà la ricostruzione della Siria. Di conseguenza, Putin non sembra particolarmente incline ad accettare l’esuberanza di Haftar, ostinato a non accettare tregue e cessate il fuoco, ma fatica al contempo a richiamarlo all’ordine.

La priorità di Putin in questo momento non sono infatti gli avventurismi politici all’estero quanto la questione sociale in Russia: i cittadini russi sembrano ben poco interessati agli avventurismi politici all’estero e ben più alle proprie condizioni di vita. Putin lo sa ed è proprio sul tema delle riforme che ha incentrato il proprio discorso alla Nazione di inizio anno, annunciando tra l’altro il proprio progetto di riforma costituzionale 👉 Tempo di riforme in Russia – Guglielmo Rezza

DONNEPASSI AVANTI E PASSI INDIETRO

Dopo le battaglie che negli ultimi 60 anni hanno visto le donne lottare e conquistare i propri diritti, sembra proprio che la vera rivoluzione culturale stenti ad arrivare anche nei paesi in cui sono stati fatti molti passi avanti, in cui di fatto sembra piuttosto di tornare indietro. Secondo il Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum, ci vorranno circa un centinaio di anni per raggiungere davvero una parità di genere. Per quanto riguarda invece la parità a livello di accesso alla partecipazione economica si parla addirittura di 257 anni. 👉 Un passo avanti, per tutti – Gianfranco Maselli

Passi indietro – Trump si è auto-proclamato l’eroe che salva le future generazioni, anche i bambini non nati, partecipando alla marcia Pro Life e facendosi 👉 paladino degli anti-abortisti.

In Turchia Erdogan ha proposto di reintrodurre il matrimonio riparatore, per la felicità di tutti gli stupratori in carcere. 👉Erdogan ci riprova, vuole il matrimonio riparatore

Buone notizie, nuovi passi avanti – Un segnale di cambiamento importante sul fronte dei diritti di genere e delle pari opportunità è stato quello avvenuto in Grecia con l’elezione a Presidente della Repubblica di Katerina Sakellaropoulou, eletta con un’ampia maggioranza di voti provenienti sia dal centrodestra che dai partiti KINAL e Syriza di centrosinistra. È la prima volta che una donna viene raggiunge tale carica in Grecia e nelle parole del primo ministro Mitsotakis l’evento rappresenta un “cambiamento, a partire dall’alto” in una società ancora “segnata da una discriminazione nei confronti delle donne”. 👉 Grecia: una donna eletta Presidente della Repubblica

Anche ad Hollywood ci sono novità: una donna condurrà l’orchestra della popolare kermess della notte degli Oscar. La compositrice e direttrice d’orchestra irlandese Eímear Noone sarà la prima donna della storia a salire sul podio. La cerimonia della consegna degli Oscar è stata oggetto di moltissime polemiche negli ultimi anni, legate soprattutto alla scarsissima quantità di nomination e oscar ad attori afro-americani. Il carrozzone conservatore potrebbe star dando segni di progresso o invece un classico contentino made in USA. 👉 Una donna dirigerà l’orchestra degli Oscar

Ci fermiamo qui, ringraziandovi per l’attenzione e invitandovi a sostenere il nostro lavoro con una piccola donazione

Buona domenica e alla prossima settimana!

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