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The Sunday Breakfast – 12 – panoramica sui fatti globali della settimana

Gen 4 2020

a cura di Cecilia Capanna

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Lettera al lettore – di Roberto Savio

Othernews da oggi presenterà ogni domenica un riassunto  degli avvenimenti e dei problemi mondiali più importanti della settimana. Othernews tradizionalmente redige in inglese e spagnolo, le due lingue più diffuse nel mondo. L’italiano è un riconoscimento al Paese che ci ospita e allo sforzo  per raggiungere  soprattutto i giovani!

Buona lettura, Roberto Savio e Cecilia Capanna

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30 dic – 5 gen 2020 – di Marlene Simonini

GUERRA? COSA RESTERÀ DI QUESTI ANNI ’20 SE COMINCIAMO COSÌ?

Se ne sentono di tutti i colori sulle motivazioni dei raid USA che hanno colpito cinque basi filo-iraniane tra Iraq e Siria e ucciso il generale iraniano Qassim Suleimani 👉 Trump elimina Soleimani, la guerra con l’Iran sta per iniziare

Fatto che 👉 per il Diritto Internazionale è configurabile come atto criminale e terrorista

Pompeo dice che un attentato era imminente e bisognava bloccarlo, mentre i giornali titolano “Trump vuole distogliere l’attenzione dall’Impeachment”, “Trump getta le basi della sua campagna elettorale per la rielezione” (E pensare che, nel 2012, proprio The Donald sosteneva che 👉 iniziare una guerra in Iran sarebbe stata una strategia di Obama

A proposito di Obama, sembrerebbe che 👉 l’indagine per il Russiagate possa inguaiare anche lui

Tornando alle ragioni dell’attacco USA, sono immancabili, ovviamente, anche le riflessioni sull’oro nero, in particolare dopo 👉 la nuova scoperta di giacimenti in Iran che aiutano il paese a scavalcare i dazi imposti dagli USA.

Si pensa che l’amministrazione Trump, con i suoi interventi (anche in Libia), intenderebbe mettere in difficoltà i paesi ricchi di petrolio, dal momento che l”aumento delle tensioni avrebbero “autorizzato” i mercati finanziari a spingere il prezzo del greggio sui 70$ al barile. Sarebbe il prezzo che permetterebbe allo shale oil USA di tornare ad essere vendibile sul mercato internazionale.

Chi ha ragione? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto il nostro Guglielmo Rezza riassume e analizza i fatti 👉 Iran? La situazione è seria ma sotto controllo

Scoppierà la guerra? Qui 👉 l’analisi di Aldo Torchiaro.

Ovunque allerta, in Iran tre giorni di lutto nazionale e nelle piazze proteste anti USA, mentre in quelle americane la gente si è mobilitata per scongiurare il conflitto.

Eppure a rivoltarsi, questa settimana, non è stato solo il popolo iraniano, ma anche il terreno: terremoto magnitudo 5.8, al confine con l’Afganistan.

TREGUA ALL’ORIZZONTE

Talebani afgani e USA sono arrivati al loro diciottesimo anno di conflitto. Ad oggi, è stato accettato un temporaneo cessate il fuoco proposto dagli americani. I talebani non hanno reso noto quando e per quanto tempo la tregua avrà luogo, Trump invece ha chiarito da subito le sue condizioni

Si spera in un cessate il fuoco piuttosto vicino, poiché 👉 il conflitto, con morti da entrambe le parti, è continuato anche questa settimana.

TURCHIA E LIBIA: MIRE E MIRINI

Mentre la Libia, divisa in due dalle elezioni del 2014 (tenutesi dopo 42 anni di dittatura) si districa tra le sommosse che la sconvolgono, Erdogan si appresterebbe ad inviare truppe in una guerra civile, forse preso da moti nostalgici, visto che la Tripolitania e la Cirenaica, prima di diventare colonie italiane nel 1911 col nome romano di Libia, erano province dell’impero turco Ottomano. Qual è 👉 il ruolo della Turchia nella guerra civile libica?

PIÙ GUERRE, PIÙ MIGRAZIONI

Continui sconvolgimenti, vecchi e nuovi, gente che fugge da luoghi in cui le condizioni di vita sono proibitive, aggiungiamoci anche le catastrofi climatiche, le migrazioni non possono che aumentare.

Purtroppo però, il regolamento di Dublino ha ben 30 anni suonati ed era stato pensato per un altro tipo di immigrazione, quella dai paesi dell’Est, sarà forse il caso di adeguarlo?

Il principio del “paese di primo arrivo” del migrante non funziona, criticato anche dall’ECRE e UNHCR. Molto andrebbe aggiornato 👉 REGOLAMENTO DI DUBLINO: Una storia costellata da modifiche e polemiche

SAY HI TO THE NEW YEAR: LA TRANSIZIONE DALLA VECCHIA ALLA NUOVA DECADE

Cosa resterà di questi anni ’10?

👉 The Spectator sostiene che gli ultimi 10 anni siano stati i migliori di sempre per povertà mondiale sotto il 10% della popolazione: era del 60% negli anni 50; l’Africa e l’Asia stanno vivendo una trasformazione e crescita economica mai registrata prima; la mortalità infantile (seppur bisognerà sempre di più portarla allo zero assoluto) è scesa a dei livelli record; un gran numero di malattie sono state debellate e curate e tante altre stanno trovando una soluzione. L’innovazione tecnologica, con le sue sperimentazioni e a volte anche fallimenti, ci sta portando in un’era sconosciuta ma che potrà solo migliorare la vita in questo pianeta.

Tutto vero! Nella sua analisi, però, Roberto Savio integra il tutto con ulteriori dati e statistiche che tingono di toni meno rosei, anzi, decisamente più plumbei, l’eredità della passata decade 👉 Riflessioni per un nuovo anno

Ma cosa hanno significato gli ultimi 10 anni per noi millennials? Ansia, paura? Giammai, “Se pensate ai Millennials unicamente come dei ragazzini che passano tutto il tempo sui social o come dei piagnucoloni che si lamentano del loro futuro rubato o come una generazione ossessionata dal denaro, sbagliate in tutti i casi”. Così il nostro Gianfranco Maselli parla, con analisi, numeri e statistiche, di futuro, prospettive di lavoro, crisi climatica 👉 Noi e Loro, il decennio visto dai millennials

COSA RESTERÀ DEL PIANETA TERRA?

Altro argomento scottante, è proprio il caso di dirlo: il clima.

Incendi e roghi imperversano anche in Australia e 👉 accendono il dibattito sulla crisi climatica globale

La situazione è a dir poco preoccupante, però, visto che siamo in vena di bilanci, bisogna prendere atto che 👉 se il 2019 è stato l’anno della consapevolezza, il 2020 dovrà essere l’anno decisivo per il clima

GOOD NEWS AL FEMMINILE

Potremmo continuare parlando degli attentati in Burkina Faso, o delle donne nigeriane messe incinte per vendere neonati ma no, noi vogliamo dare buone notizie, quelle che accendono la luce della speranza in un mondo migliore. A maggior ragione se a rivoluzionare le cose sono donne coraggiose.

DONNE CHE CAMBIAMO IL MONDO

In Malawi Theresa 👉 diventa capo-tribù e fa annullare 850 matrimoni di spose bambine, poi le rimanda a scuola

Nord del Brasile, in piena foresta amazzonica: 👉 per la prima volta la tribù indigena degli Yawanawa ha un leader donna

India, altra parte del mondo, altre donne coraggiose: 👉 manifestazione femminile in piena notte per riappropriarsi degli spazi pubblici

Ci fermiamo qui, buona domenica e alla prossima settimana!

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